Oggi vorrei parlarvi di effettistica.

Pedal board.Il suono di chitarra che sentite nelle registrazioni non è quasi mai ottenuto collegando la chitarra direttamente all’amplificatore, ma nel 99% dei casi nel mezzo ci sono degli effetti, infatti sono in pochissimi a non usarne e uno dei più noti è Angus Young, che da sempre dichiara che l’unica cosa che separa la sua SG dall’amplificatore è il cavo.

Cosa si intende per effetti? sono in sostanza apparecchi soprattutto analogici ma qualche volta anche digitali in grado di modificare il suono della chitarra. Normalmente hanno l’aspetto di scatolette di metallo e stanno ai piedi del chitarrista, il quale li aziona proprio con i piedi, e si chiamano appunto effetti a pedale o “stomp box”.

Per prima cosa dobbiamo dividere gli effetti in distorsori e modulatori, le due grandi categorie. I distorsori servono appunto a distorcere il suono della chitarra, simulando più o meno il suono di un amplificatore valvolare saturato, cioè portato a suonare al di sopra delle sue possibilità. In effetti la distorsione, ai suoi albori, non era altro che un difetto dell’amplificatore.

Avete presente quando alzate troppo il vostro stereo di casa e sentite il suono distorto, ecco funziona più o meno così, i primi amplificatori valvola, avevano un suono pulito fino al 50% della loro potenza, oltre questa soglia la macchina iniziava a funzionare male e a suonare distorta. Piccolo particolare: questo fenomeno del’ overdrive piace molto ai chitarristi, perché in realtà essendo apparecchi a valvole, quando distorcono il suono è molto potente e caldo, non come quello dello stereo di casa che sembra solo rovinato e freddo.

Torniamo agli effetti. Come dicevo i distorsori simulano questo stadio di overdrive dell’amplificatore e ce ne sono davvero moltissimi e sono molto diversi tra loro. Possiamo comunque dividerli in ordine di “cattiveria” in 4 categorie, i boost, gli overdrive, i distorsori veri e propri e i fui. I boost sono semplicissimi effetti che spingono solo un po’ il segnale della chitarra, senza praticamente distorcere o distorcendo molto poco, molto spesso si usano su un suono già distorto per distorcerlo ancora di più, magari durante un solo o in un punto del pezzo che “tira” di più.

Tube screamer.Gli overdrive invece sono quelli che più si avvicinano alla distorsione degli amplificatori valvola, sono quelli più naturali. Il più famoso probabilmente è l’ Ibanez Tubescreamer (letteralmente quello che fa urlare le valvole), si tratta di uno scatolotto verde di ferro che compare sul mercato intorno alla fine degli anni 70, usato praticamente da tutti e che oggi abbiamo in due versioni, la riedizione con il famoso chip JRC e il classico più economico ts 909. Questi overdrive sono per lo più utilizzati nel blues, nel rock n roll e in generale in situazioni in cui non è necessaria una grande potenza sonora, anche ad esempio nel moderno indie rock di Arctic Monkey, Franz Ferdinand, Mando Diao, Strokes o nel vecchio bit pop di Blur e Oasis. Passiamo poi ai distorsori veri e propri, che sono come degli overdrive ma molto più potenti, tra i più diffusi, il Boss ds 9 e il Pro Co Rat, ma ce ne sono davvero tantissimi altri.

Questo tipo di distorsione si usa in situazioni più pesanti e spinte, dall’ hard rock allo stoner rock al metal, ma anche a volte nei generi di più tranquilli in qualche momento in cui serve un po’ di spinta. Infine, il vastissimo mondo dei fuzz. I fuzz sono primi distorsori comparsi sul mercato, negli primi anni 70 e in quanto abbastanza primitivi, hanno una distorsione molto grezza e quasi feroce, spesso hanno un suono pastoso e zanzaroso, ricchissimo di armoniche e molto suggestivo. Jimy Hendrix ad esempio usa quasi sempre un fuzz davanti ai suoi Marshall, così i Black Sabbath, i Led Leppelin molto spesso e in generale gran parte del rock anni 70, dello stoner rock e del garage. infatti soprattutto il garage revival degli ani 80 si impossessa dell’effetto fui fino a renderlo quasi un simbolo e lo osanna in titoli di canzoni e copertine.

Big muff.I fui sono molto vari tra loro e ne esistono moltissimi tipi diversi, con transistor al germanio e con transistor al silicio e più o meno potenti, ognuno ha la sua peculiarità sonora sono quasi un effetto a parte, che inserire tra i distorsori è riduttivo. Uno dei più diffusi è sicuramente l’Elettro Harmonix Big Muff, di cui esistono diverse versioni, dalla prima, considerata vintage, che inizia ad avere prezzi esorbitanti a quelle di oggi, dalla qualità senz’altro inferiore. Un’ altra caratteristica del fuzz è la sua versatilità, lo troviamo nelle pedaliere di chitarristi che hanno a che fare davvero poco gli uni con gli altri, dai Sabbath ai Fuzztones ai Jesus and Mary Chain, ognuno di loro non potrebbe essere più caratterizzato dal fuzz, eppure si tratta di generi totalmente diversi.

Ora passiamo all’altra grande famiglia degli effetti a pedale, i modulatori, che anche nelle pedaliere vengono dopo i distorsori. I modulatori sono quegli effetti che creano un ambiente particolare al suono della chitarra, i principali di cui parleremo oggi sono: riverberi, eco e dilay. I primi effetti comparsi sulla scena sono il riverbero a molla, spesso inserito all’interno degli amplificatori Fender e l’eco a nastro. Gli affezionati a questi effetti sono i chitarristi rockabilly anni 50/60, che con il loro sound ispirano tuttora orde di rockers sparsi per il mondo. E’ un suono facilmente riconoscibile in cui si utilizzano spesso chitarre a cassa vuota e amplificatori Fender. Il riverbero è spesso molto generoso, mentre il della dell’eco, o slapback è molto corto, un suono rimbalzante in un ambiente molto ampio. Questo tipo di sound è caratteristico anche dello psychobilly e di alcune ondate di garage provenienti soprattutto dall’Inghilterra.

Oggi il mercato offre una scelta pressoché infinita di effetti. Molto di moda negli ultimi anni sono gli effetti boutique, cioè costruiti in piccoli laboratori artigianali tra Europa e Stati Uniti da guru del suono e non in serie in Cina. a chi piace sperimentare oggi ha davvero l’imbarazzo della scelta, la chitarra può suonare davvero in modi molto diversi e la creatività non ha praticamente limiti.

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