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Marzi, il comunismo visto con gli occhi di una bambina

Marzi, il comunismo visto con gli occhi di una bambinaFrigoriferi vuoti, un solo prodotto alla volta nei negozi, scioperi notturni, un unico punto vendita americano dove acquistare Barbie e oggetti occidentali.
Pochissimi apparecchi televisivi, rarissimi cartoni animati, i veri giochi dei bambini degli anni ’80, Chernobyl e la paura del nucleare.
La religione, il Papa, il legame con le tradizioni, Solidarnosc e un popolo che non si arrende.

Acquistare un libro. Leggerlo e ritrovare tra le sue pagine la propria infanzia.
Questo è per me Marzi. I miei primi 5 anni, ricordi nitidi che ancora conservo, sono esattamente quelli raccontati da Marzena Sowa.

L’autrice polacca emigrata in Belgio ha trasformato la sua infanzia in un racconto nitido e concreto, e Sylvain Savoia, suo compagno, ha tradotto parole e pensieri in immagini.
Il risultato sono i due volumi di Marzi, graphic novel che narra la realtà polacca prima della caduta del muro di Berlino.

Una lente d’ingrandimento su cosa vuol dire vivere in un paese comunista.
Un evidenziatore che traccia un percorso lucido che non cade nell’ovvietà o in un giudizio totalmente negativo o positivo, ma lascia al lettore la possibilità di capire se era meglio il passato o il presente.

Un fumetto, considerato il Persepolis polacco, che è più di un libro di storia.
Sfogliare gli anni del comunismo, sfogliare la storia, mettendo da parte ogni conoscenza enciclopedica e aprendosi solo alla lettura della realtà: questo era l’obiettivo di Marzena Sowa. Obiettivo perfettamente raggiunto.

Questo è Marzi. E questa era la Polonia.

Dagmara Bastianelli
http://twitter.com/Daghi__

Dagmara Bastianelli

54 articoli su Radio Pereira. Il mio nome - Dagmara - è stato scelto dal Partito Comunista perché nell'82 mia madre non ha fatto in tempo a registrare all'anagrafe il nome che aveva scelto: Karolina. Il problema è che a casa continuano a chiamarmi così. Sono stanca di sentirmi dire 'Voi polacchi siete un popolo di buoni perché il papa era buono!'. Io non sono buona, sono perennemente incavolata (come fai a non esserlo in questa Italia?). E mi indigno. Spesso anche la notte.