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Pereira a Salisburgo

Cari amici,
il vostro Pereira si è concesso un piccola vacanza al fresco della dolce e mozartiana Salzburg, nel cuore della mitteleuropa.
Era la prima volta che visitavo la città e ne ho ricavato una impressione gradevole.
“Gradevole” è la parola giusta per questi posti. Se cerchi emozioni forti meglio girare alla larga. Qui tutto è composto, borghese – nel senso migliore del termine – non è un caso che questa sia una delle culle dell’estetica biedermeier che nacque come contrapposizione al pomposo Stile Impero.

Il termine si diffuse attorno al 1850 come dispregiativo per indicare il tipico piccolo borghese apolitico e conservatore, interessato solo alla propria vita familiare (diciamo pure un po’ com’ero io prima di conoscere Monteiro Rossi). È composto da due parole, cioè l’aggettivo semplice, sempliciotto (bieder, ma che significa anche integro, onesto) unito a uno dei cognomi tedeschi più diffusi Meier (o Maier).

Devo dire che questo stile è davvero riposante e armonioso (ovviamente per immergermi nella città avevo scelto un tipico hotel in stile).
La parte storica, turistica, della città è molto a misura d’uomo, di pedone e di ciclista, è facilissimo fare belle passeggiate, anche nel verde degli argini del fiume, usati dai cittadini come un’autostrada pedonal-ciclistica.
Non vi annoierò con le solite indicazioni sulle mete turistiche (che ho diligentemente visitato) ma vi darò due dritte estemporanee:
la prima, gentilezza e garbo sono stati sparsi per la città con un annaffiatoio difettoso, il risultato è molto diseguale. Ci si imbatte in persone (camerieri, commessi, addetti).gentilissime oppure in parassiti approfittatori e maleducati. Senza mezzi termini.
La seconda, non salterei una visita da Furst, il pasticcere che ha inventato il cioccolatino dedicato a Mozart e poi diventato strumento del più becero marketing turistico da parte della solita multinazionale dolciaria. A proposito se siete golosi visitate Godocoldolce.it

Nota finale:
ho visto una bellissima gioventù, un sacco di giovani adulti, capaci di rapportarsi col mondo come grandi, uno spettacolo assai raro, da noi. Alcuni di questi hanno dato prova di grandi qualità artistiche in un delizioso concerto di strada a 5 voci, tenuto una sera proprio davanti a Furst (mica fessi, vedi foto).

Giovani a Salisburgo.

Pereira

348 articoli su Radio Pereira. <a href="https://radiopereira.it/io-sono-pereira/"><strong>Della prima parte della mia vita</strong></a>, molti di voi già sapranno grazie ad Antonio Tabucchi, della seconda invece pochi sanno. Per carità, non che ci sia molto da dire ma visto che i ragazzi della redazione insistono... Venni qui dopo un lungo peregrinare da un paese all’altro, fuggendo da quel paese senza libertà che era diventato il mio paese, il Portogallo, negli anni ‘30. Arrivai subito dopo la guerra e mi trovai così bene da decidere di rimanere. La gente allora era accogliente, nel paese si respirava – grazie al clima di dopoguerra – una voglia straordinaria di fare, di ricostruire e anche io diedi il contributo. Oggi si direbbe che lo diedi da “straniero”, da “migrante”. Ma ero poi così straniero, cioè “estraneo” a questo paese? forse no, visto che sono ancora qui e considero questo paese come l’altra mia patria. <a href="https://rp.liberstudio.com/2008/07/25/il-cantante-vasco-e-la-questione-dell%E2%80%99identita/"><strong>Vedi anche questo post</strong></a>