Vintage GuitarTutti gli strumenti hanno una storia da raccontare, inizia dal produttore che li ha lavorati e prosegue con chi li ha suonati.

Gli strumenti classici sono stati i primi a diventare interessanti perchè ad esempio costruiti nel laboratorio di un particolare artigiano (pensate ai violini di Stradivari) oppure perchè suonati da qualche famoso concertista e il prezzo di questi oggetti sale se la storia che raccontano è interessante o scende se è noiosa.

Normalmente anche la qualità dell’oggetto e del suono crescono al crescere del prezzo.
La chitarra elettrica, seppure sia uno strumento molto giovane subisce questo fenomeno della crescita di valore legata al passare del tempo. Oggi la chitarra vintage ha un mercato molto più interessante della chitarra nuova, sebbene la cosa sia piuttosto controversa. Nelle scorse puntate vi ho detto come la qualità costruttiva delle chitarre elettriche sia scesa drasticamente nel corso degli ultimi 30 anni.

In pratica ai suoi albori, negli anni 50 e 60 i processi produttivi seguivano standard qualitativi molto più elevati rispetto a quelli di oggi, e quindi anche il suono e la suonabilità delle chitarre era decisamente migliore. Un chitarrista moderno nel 2010 ovviamente sul mercato trova chitarre eccellenti, ma se vuole uno strumento che abbia una storia da raccontare e i cui legni si siano stagionati nelle polverose sale prove dei gloriosi anni 70, beh si deve procurare una chitarra vintage.

The HellaCoptersCertamente molti chitarristi non ci credono e considerano la rivalutazione degli strumenti vecchi solo una speculazione per babbei, ma vi posso assicurare che quasi tutti i chitarristi “pro” usano strumenti vintage, e non parlo solo di chitarre, ma anche di amplificatori ed effetti. Per quanto riguarda gli ampli dobbiamo fare delle precisazioni che renderanno tutto più chiaro. Fino a 20 anni fa circa la tecnologia non metteva a disposizione dell’elettronica le schede prestampate, quindi gli amplificatori dovevano essere montati “in aria”, cioè i componenti non erano stampati a macchina ma saldati uno all’altro in catena, pensate alla stampa moderna e a quella antica e a quanto tempo ci vorrebbe a stampare una pagina con la macchina da scrivere e con una stampante ed ecco che avete capito.

Chitarre vintage sì o chitarre vintage no? Il popolo si divide, ma le storiche case produttrici Gibson e Fender no. Nei primi anni 80 la Gibson, che per prima si è resa conto dell’importanza che la Les Paul prodotta nel 59 e 60 aveva avuto nella storia del rock fino a quel momento, decide di riproporre sul mercato una versione “replica” della mitica 59 creando la prima “reissue” della storia, chitarre prodotte esattamente come se fossero uscite di fabbrica 50 anni prima. Ovviamente la prima reissue non era perfettamente fedele al’originale, ma il tentativo era perfettamente riuscito.

Negli anni a seguire, anche la Fender produce in Giappone riproduzioni dei vecchi cavalli di battaglia anni 50 e 60 con grande successo, sono oggi parecchio ricercate sopratutto la Telecaster 52 e il basso Precision 60. La tendenza si espande negli anni successivi e all’inizio degli anni 90 esistono riedizioni di praticamente tutte le Fender e Gibson della storia, chiaramente la qualità di queste riproduzioni non è la stessa, ci sono più fasce di prezzo, ma di questo non parleremo oggi. I chitarristi partono alla ricerca di pezzi di storia, inizia la caccia alla chitarra del nonno. Eh sì, molti nonni, ex bassisti e chitarristi di band anni 60 spesso addirittura di liscio, hanno in soffitta il loro vecchi basso Jazz Fender del 64, che svendono a un decimo del suo valore attuale di mercato.

Purtroppo il periodo degli affari non dura molto e presto queste occasioni finiscono. I negozi però sono pieni di pezzi stupendi, Stratocaster anni 50 e Les Paul 59 affollano le vetrine di centri importanti come la mitica Tin Pan Alley, ovvero Rare Vintage Guitars Street a Londra, forse la capitale europea della chitarra vintage. Dopo qualche anno però i pezzi iniziano a diminuire e poichè l’offerta è limitata i prezzi salgono alle stelle e per comprare una vecchia Telecaster anni 70 si spende più del doppio di quello che serve per comprarne una nuova. Tutti sono a caccia dei Marshall dell’epoca di jimi Hendrix, primi anni 70 o del vox dell’era Beatlesiana. Persino Slash dei Guns And Roses usa una Les Paul 59. La ricercatezza del suono di una chitarra vintage e la sensazione per molti inebriante che si prova nel suonare una chitarra “storica” colpisce nono solo i classic rockers come Slash, ma anche chitaristti fuori da ogni sospetto, come il chitarrista dei Carcass, storica band Death Metal Inglese che utilizza esclusivamente una Les Paul Junior fine anni 50.

Vi state chiedendo perchè non usa una chitarra con pick up moderni super potenti e attivi, che il genere richiederebbe? Perchè evidentemente i P90 anni 50 che monta la sua Les Paul suonano meglio dei microfoni che la tecnologia oggi mette a sua disposizione.

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