Speciale Chernobyl

Penso alle parole come abiti che devono vestire bene quello che sento, devono cadere perfettamente sui fianchi dei miei pensieri, senza mai mostrarli troppo. Abiti sobri e leggeri, a tinta unica quando ho chiara l’idea o sfumati quando le sensazioni da vestire sono tante. Per il 25° anniversario della catastrofe di Chernobyl non ci siamo fatti mancare nulla. Pure un revival a Fukushima. Perché noi gli errori li dimentichiamo velocemente.
Per questa occasione non trovavo abiti miei. Me li sono fatti prestare.

Le donne di Chernobyl

Le donne di Chernobyl Le donne di Chernobyl hanno quello che non dicono / le donne nate sotto il segno di Chernobyl / e non dicono quello che hanno / non fanno quello che evitano di dire / reazione a un mancato allattamento e allergia da fungo nucleare / non evitano ciò che andranno a fare / mentre vanno verso ciò che non faranno / donne miste a terrori e a orride cotonature anni 80 / sperano ciò che non avranno / pur avendo sempre ciò che non avevano sperato / le donne di Chernobyl amano i fantasmi dell’odio / pur odiando amare i fantasmi e indifferenti / vagano come spore radioattive fra i figli di una Madonna anziana e sporca / e i padri assenti della Maria fumando / respirando talvolta ma inconsapevolmente / fuggendo da un Dio padre onnipotente calato con falce e martello / a falcidiare infibulando / Maddalene a cavallo di un millennio traghettate / alla deriva in un inalterato senso di vuoto consumo.

Marco Baroncini

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