1Q84 Libro 3

L’ultima volta che ho parlato di 1Q84 di Haruki Murakami avevo appena finito il Libro 1 e 2.
Ora che il ciclo si è concluso rimangono riflessioni e opinioni. Necessarie per completare questa recensione lunga un anno.

Dopo l’uscita di 1Q84 Libro 3, numerosi commenti hanno accostato  il lunghissimo libro di Murakami a Lost.
Anche, e oserei dire soprattutto, per il finale.
La parola d’ordine che si legge ovunque è “delusione” e, come nel caso del telefilm, mai parere fu più sbagliato.

Prima di tutto, è sbagliato giudicare un’opera, che sia un libro o un telefilm, basandosi esclusivamente sul finale.

Lost, come 1Q84 sono da valutare nella loro interezza. Sono grandi opere da ammirare per l’intreccio scelto, per la completezza della loro struttura narrativa, per i dettagli, per la descrizione dei personaggi e, soprattutto, per le sensazioni ed emozioni provate durante la loro lettura/visione.
Se si presta attenzione a tutti questi elementi, il finale è visto sotto una luce completamente diversa.

1Q84 è, come ogni altro libro di Murakami, soggetto a interpretazione e necessita di un lettore attivo e attento, capace di riflettere su quello che legge. Oltre a un pizzico di fantasia, per poter dare un proprio senso alla storia, occorre concentrazione e buona memoria, perché spesso gli indizi per interpretare il finale e contestualizzare l’intero racconto sono nei capitoli precedenti. Proprio come in Lost.

Ricordando Umberto Eco, che nel suo “Apocalittici e Integrati” scrive che “la cultura odierna ha la tendenza di suggerire emozioni già costruite scoraggiando sforzo individuale“, si può dire che 1Q84 non è adatto a lettori che si aspettano di ricevere un finale chiaro ed esaustivo. Certo alcune cose non vengono spiegate, in parte è vero, ma è possibile completarle con la propria fantasia.

Per quanto riguarda il libro vero e proprio, ritengo 1Q84 libro 3 un volume che conclude degnamente questa grande saga.
L’intreccio è ancor più affascinante dei primi due volumi e ti costringe a prestare attenzione a ogni singolo passaggio per poter ricostruire l’intera storia.

A una scrittura semplice, peculiarità di ogni scrittore giapponese, si abbina un’incantevole narrazione molto visiva e una fantasia surrealista degna di David Lynch. Tutti elementi che confermano la grandezza di Murakami e di questa sua opera.

Questo è stato per me 1Q84. Questo è per me Haruki Murakami.

Dagmara Bastianelli

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