Lo avevo già annunciato: l’album americano di Ana Moura, registrato a Los Angeles, racconta trasversalmente il fado e lo mette in contatto con generi della musica internazionale che si dimostrano molto meno lontani di quanto si potesse immaginare. E con i generi, ecco i geni: basterebbero i nomi di Herbie Hancock e Tim Rise (Rolling Stones), e di Joni Mitchell coma autrice, per dire di che livello qualitativo è “Desfado”.

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Ana è stata pronta anche a rintuzzare qualsiasi attacco dei “puristi”: “’Desfado’ non è una negazione del fado”, ha detto la cantante di Santarem in una intervista, sostenendo che questo album è “un percorso nella mia carriera che mi ha permesso di conoscere lati di me che mi erano nascosti”. Ana ha una voce vibrante, fado pieno, e la mantiene anche cantando con l’accompagnamento al piano di Hancock. Ana si sente libera perché questo album “ospita fado tradizionali e altre cose” e “non dico che si tratta di nuovo fado”. La curiosità è stata comunque appagata e la straordinaria bravura e seduzione di Ana Moura, seguita da quella sconvolgente di Angelo Freire, nuovo grande nome della guitarra portuguesa, e di Pedro Soares alla viola de fado, i due musicisti di Lisbona, ci guida in un ascolto che riflette ciò che da sempre penso di lei: una interprete prestigiosa che si pone fra le eredi più importanti di Amalia Rodrigues. Che poi qualcuno possa preferire la Ana Moura fadista a tempo pieno a quella fusion, è un altro particolare. E mi vede anch’esso d’accordo.

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Questa interpretazione di “Buzios” con la doppia guitarra di Custodio Castelo e Josè Manuel Neto (e la viola di Josè Elmiro Nunes) è comunque un grido d’amore che si alza alto nel cielo, grazie anche alle parole di Jorge Fernando. Salutando Ana e sperando di averla presto in Italia, ecco un’altra strana coppia: Carlos do Carmo, fadista simbolo di Lisbona, e Maria Joao Pires, una delle più grandi pianiste a livello internazionale. Un progetto che parte da tre anni fa, quando i due si incontrarono per una manifestazione e che ora arriva a gestazione: il 26 novembre esce questo connubio che ha come grande “regista” Antonio Vitorino de Almeida. Che ha musicato brani di Saramago e Pomar, Graça Moura e Tavares Marques e molti altri. Una operazione coraggiosa nella quale Carlos do Carmo è una voce di grande marca. D’altra parte, quanto egli valga nel panorama portoghese non devo certo scoprirlo io. E le sue amicizie variano in ogni genere e lui è capace di portare al fado anche personaggi che ne sono lontani, come Paulo Gonzo, trascinato in questa bella versione di “Estranha forma de vida”.

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Un altro evento che si tiene alla fine del mese, il 30 novembre nel magico ambiente del Coliseu dos Recreios, in rua das Portas de Santo Antao a Lisbona, è il premio Amalia Rodrigues, che onora la memoria della divina e che quest’anno, alla settima edizione, allarga i premiati alla categoria “fora do fado”, allargando le frontiere della musica popolare portoghese. Le categorie sono così tredici, i premiati 22, con segnalazioni alla migliore rivelazione, alla carriera, all’album e all’interprete più importante dell’anno trascorso e altri premi. La giuria, presieduta dall’amico Jorge Fernando, violista di Amalia a lungo, ha avuto un duro lavoro.

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Cidalia Moreira, qui in “Meu primeiro amor”, riceverà un premio meritato alla carriera e con lei Rodrigo. Si tratta di una cantante, Cidalia, che si è sempre distinta per il suo impegno costante nelle case de fado e nei teatri lisboeti. Voce potente, ben rappresenta la tradizione. Nella categoria di chi al fado è periferico, ma poi non troppo, saranno premiati i cinquant’anni di carriera di Paulo De Carvalho. L’interprete dell’anno è il nome emergente del fado, come mi dice sempre il mio amico Carlo Giacobbe, vale a dire Carminho, che nel 2005 conquistò nello stesso premio il primato per la categoria delle rivelazioni.

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“Bom dia, amor” è una delle ultime hit di questa artista ventottenne che si sta distinguendo già a livello internazionale. Ha voce, ha presenza sul palco, ha umanità e passione, ha l’umiltà delle case de fado. Sarà sicuramente una punta di diamante per lo sviluppo di questo genere; Amalia, da lassù, sarà soddisfatta di questa scelta del “suo” Jorge. Come sarà soddisfatta del premio per la rivelazione dell’anno come cantante, andato (ed era assai facile prevederlo) a Fabia Rebordao.

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Fabia in questo “Cresce o teu fado” duetta con Celeste Rodrigues, la sorella più giovane di Amalia, la complice più amata della divina. Fabia è una pronipote delle due ed è il nuovo gioiello scoperto da Jorge Fernando. Anche lei sarà a lungo sulla cresta dell’onda. Ne parleremo ancora, come parleremo degli altri premiati.

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