Le centrali biogas e il pd

Le centrali biogas e il pd

Bisogna riconoscere che la serata su Sky ha offerto agli italiani storditi dal ventennio berlusco-dalemiano una dimensione inedita della democrazia: il confronto in diretta.

Certo, si può obiettare che la democrazia non si può ridurre ad una sfida televisiva di due ore, però è pur vero che è ancor meno dignitoso votare qualcuno senza averlo mai visto proporre le sue idee al confronto con un avversario politico con pari spazio e tempo a disposizione.

Penso quindi che ieri sera il centro-sinistra abbia fatto una bellissima figura come movimento, come parte politica, un salto in avanti evidente che immagino abbia suscitato un po’ di invidia sia agli elettori di centro-destra sia ad alcuni sudditi (solo quelli che si riconoscono il diritto di pensare con la loro propria testa) del temibile Kim Jong Grill, come è stato opportunamente soprannominato il leader nuotatore.

Quindi il Pd ha vinto?

Calma, non bisogna perdere di vista che il partito di Kim Jong Grill è balzato al secondo posto – con opzione per il primo – non per meriti propri ma per un infermabile sistema corruttivo e/o inefficiente che ha governato – male – il paese al servizio degli interessi dei partiti. La gente è semplicemente stanca, esausta, nel vedere quel sistema che tenta una redenzione, un cambiamento, solo quando viene trovato con le mani nella marmellata. Questo produce un effetto devastante sulla voglia di votare per i partiti tradizionali, molto più potente di dieci dibattiti come quello di ieri sera.

L’ultimo gioiello in cui si possono forse intravvedere i riflessi del sistema Penati arriva dalle Marche, una regione storicamente guidata dal Pd e spesso portata come esempio di buon governo da molti osservatori…

Una nota di Coldiretti Marche ci informa infatti che “il sì ai megaimpianti di biogas sta triplicando il costo dell’affitto dei terreni, con il rischio di impedire a molti agricoltori, soprattutto giovani, di avviare attività di impresa”.

Ma cosa è accaduto? Chi è il cattivo (o il demente autolesionista) che sta producendo un tale effetto Tafazzi in una regione soprannominata Marcheshire per la capacità di attirare – dopo la Toscana – frotte di stranieri appassionati al bello e al buono?

Accade che le menti politiche e amministrative di genìa Pd marchigiana abbiano deciso – con uno sforzo che immagino sovrumano – di incentivare grossi gruppi privati a impiantare mega centrali a biogasCon enormi guadagni per loro ed enormi danni per la terra e il comparto agroalimentare.

Vediamo come:

il normale prezzo di mercato per un affittare un ettaro di terreno, per di più irrigato, in pianura si aggira sui 200-300 euro/ettaro/anno, ma la realizzazione di megaimpianti da parte di grandi società, spesso completamente scollegate dal settore agricolo, sta “drogando” le quotazioni, già balzate anche a 700 euro ad ettaro ma destinate a salire ulteriormente, tanto che nel nord Italia sono già arrivate addirittura a 1.500 euro ad ettaro.  Tutto ciò per coltivare mais e altre colture (consumando territorio, acqua, gasolio agricolo) con cui alimentare una centrale per fare… elettricità! Questo in un Paese dove il territorio è già abbastanza mangiato dall’edilizia, dall’altra tragica scelta politica dei campi agricoli trasformati in distese fotovoltaiche e così via.

Nel caso delle grandi centrali con colture appositamente dedicate, per ogni mille kilowatt di potenza occorrono circa cinquecento ettari di mais e ciò porterà a stravolgere le campagne, a evidente danno della produzione di cibo che quest’anno in Italia, anche a causa dei danni dovuti a piogge, neve ecc. arriverà a coprire solo per 9 mesi su 12 il fabbisogno nazionale. Capite? Non siamo autosufficienti per sfamarci ma incentiviamo riccamente l’uso della terra per fare pannocchie per fare l’energia elettrica. Un delirio?

No. Non è un delirio, le cronache di questi mesi ci insegnano che quando c’è una apparente mancanza di logica di questo genere… dietro, da qualche parte c’è qualche altra logica. Io una mezza idea me la sono fatta…

Pensate che i vertici della Regione Marche stiano prendendo in considerazione una retromarcia, magari in favore di piccoli impianti a misura di territorio realizzati dalle aziende agricole per il proprio fabbisogno e favorendo il rientro di braccia in agricoltura? Noooo.

Presidente Spacca, ci dica…  Perché? perché? perché?

Pereira

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Pereira
Pereira
15 Novembre 2012 19:29

Grazie Gaioing per la lucidissima analisi,
sono tornato a bordo dopo un periodo di appannamento… prossimamente vorrei tornare ad occuparmi anche di Grillo… ora che l’altro comico è finito ai margini.

Gaioing
Gaioing
15 Novembre 2012 13:47


Scusatemi… nelle cifre c’è un errore banale..
questa le cifre corrette nel flusso annuale:

vendita all’ENEL 1900000 euro
spese 700000 euro
lordo prima della tassazione 1200000 euro

tassazione 1% 12000 euro

netto dopo tassazione 1188000 euro

Praticamente la vera molla dell’affare è la leva fiscale bassissima.
In genere un produttore di corrente elettrica con impianti a biomasse o a biogas rientra dall’investimento in 4-5 anni.
Ecco perchè tutti si buttano sull’affare e continuamente
vengono proposti impianti a biomasse o a biogas a bassa potenza.

Gaioing
Gaioing
15 Novembre 2012 10:28

@Pereira Ottimo articolo che mi dà modo di spiegare a tutti,per esperienza diretta, il perchè un impianto a biogas o o biomasse è così redditizio per il potere. Supponete che un impianto a biomasse o a biogas venda corrente all’ENEL ogni anno per 1.200.000 euro e che abbia spese, sempre in un anno, per 700.000 euro (acquisto e trasporto delle biomasse, oneri vario di esercizio dell’impianto, rate di ammortamento etc). Il flusso lordo prima della tassazione è pertanto 1.200.000 euro. Sapete quanto vale la tassazione? Solamente l’ 1 % !!!!!! Il motivo è che si vuole incentivare l’uso del suolo!… Leggi il resto »