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Parlare a nuora perché suocera intenda

‘Parlare a nuora perché suocera intenda’ è un modo di dire di cui non c’è bisogno di spiegare il significato. Credo.
Anche io ho provato disagio sabato sera quando Conte ha attaccato i suoi avversari politici ‘‘facendo nomi e cognomi’’. Si tratta effettivamente di soggetti di bassissimo livello (politico e umano) ciò tuttavia non giustifica agli occhi di molti, compresi i miei, un gesto così scorretto.
Mi sono chiesto cosa possa aver indotto Conte ad un gesto tanto fuori dalle righe, anche considerando lo stuolo di addetti alla comunicazione che lo assisteranno in momenti così delicati. E allora.
Allora c’è una semplice spiegazione.
Il fronte più importante in questo momento è l’Europa e il fatto che da questa arrivi presto la solidarietà necessaria a non sprofondare il Paese in un mare di debiti per i prossimi duecento anni.
Secondo me Conte ha parlato alle nuore Salvini e Meloni per far intendere alla suocera Europa che se non si sbriga a mettere all’angolo il bullo olandese (manovra che rafforzerebbe non poco Conte) il Parlamento Europeo potrebbe presto avere a che fare con interlocutori politicamente e psichicamente sbullonati come Salvini. E in quel caso sarebbero problemi davvero seri per l’Europa tutta.
Conte sa di giocarsi tanto, forse tutto, ma una situazione del genere… non è forse del tipo in cui ci si gioca tutto?
Pereira

Pereira

348 articoli su Radio Pereira. <a href="https://radiopereira.it/io-sono-pereira/"><strong>Della prima parte della mia vita</strong></a>, molti di voi già sapranno grazie ad Antonio Tabucchi, della seconda invece pochi sanno. Per carità, non che ci sia molto da dire ma visto che i ragazzi della redazione insistono... Venni qui dopo un lungo peregrinare da un paese all’altro, fuggendo da quel paese senza libertà che era diventato il mio paese, il Portogallo, negli anni ‘30. Arrivai subito dopo la guerra e mi trovai così bene da decidere di rimanere. La gente allora era accogliente, nel paese si respirava – grazie al clima di dopoguerra – una voglia straordinaria di fare, di ricostruire e anche io diedi il contributo. Oggi si direbbe che lo diedi da “straniero”, da “migrante”. Ma ero poi così straniero, cioè “estraneo” a questo paese? forse no, visto che sono ancora qui e considero questo paese come l’altra mia patria. <a href="https://rp.liberstudio.com/2008/07/25/il-cantante-vasco-e-la-questione-dell%E2%80%99identita/"><strong>Vedi anche questo post</strong></a>