Una premessa: Argentina Santos chiamava Lucio Dalla “o fadista pequinino”, il fadista piccolino, bassino. Era affetto e ammirazione. La rivedo, lei che me ne parla. Ed eccoli i ricordi di una sera speciale: 23 aprile 2005, Lisbona, teatro Sao Luiz. Lucio and friends alle prese col fado. Così, di quella sera rivivo testuali le emozioni come le ho raccontate in presa diretta nel mio servizio da Lisbona sotto questo titolo: Lucio canta il fado. E anche i portoghesi si commuovono. E il fatto che questo post esca il 4 marzo è un segno del destino.
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Il Dalla «fadizzato» che non ti aspetti si diverte come un ragazzino e non come uno che «da oltre trent’anni – lo presenta così il conduttore portoghese – è uno dei maggiori artisti della canzone italiana d’autore». Il Dalla che non ti aspetti, quindi, e che forse neppure lui se l’aspettava. Il teatro municipale Sao Luiz, tempio del fado, è una bolgia scatenata perché… l’omaggio italiano alla musica tradizionale portoghese colpisce nel segno: colpisce gli italiani di Lisbona che sono accorsi numerosi (e qualcuno è anche venuto dall’Italia apposta…) e colpisce anche molti portoghesi, venuti a teatro, sabato sera, con una domanda in testa:
che cosa ci fanno Argentina Santos, Jorge Fernando e Antonio Chainho sul palco con dei musicisti italiani?
La risposta è il successo andato oltre le aspettative e allora subito tutti a lavorare: Angelo Carrara, il festival Sete Sois Sete Luas, l’Istituto italiano di cultura – che ha organizzato la serata – e i musicisti: non solo Dalla e i tre ospiti di così grande importanza a Lisbona, ma la splendida «Accademia del fado» che l’ha accompagnato: Marco Poeta alla guitarra portuguesa, Paolo Galassi alla chitarra classica, Matteo Moretti al basso acustico, Elisa Ridolfi, splendida e sempre più sorprendente voce. Al lavoro per portare in Italia, in estate, questo progetto chiamato evocativamente «O nosso fado… e storie di mare». «Senza Marco Poeta – ha dichiarato Dalla al termine, entusiasta – non sarei mai stato qui, non avrei conosciuto questo Portogallo. Il fado sì l’ho sempre avuto nel cuore e l’ho sempre amato e addirittura usato quando ho scritto delle canzoni. Penso a “La casa in riva al mare” o a “Sulla rotta di
Cristoforo Colombo”». E infatti a questi due brani la risposta del pubblico è stata eccezionale.
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Ma un vero e proprio uragano di applausi e di strepiti tipo concerto rock c’è stato quando Lucio, voce, e Jorge Fernando, chitarra classica, hanno interpretato nello spirito pieno del fado «4 marzo 43»: il musicista portoghese cantando la versione di Chico Buarque, Dalla duettando nell’originale. Originale ripetuto con Poeta, Galassi e Moretti, al quale ha aggiunto «Piazza grande», «Anna e Marco» e l’altro grande must della serata, «Caruso», diventata epica con questa dilatazione dei tempi e il «balanço»
tutto di Poeta, come ha osservato anche un cultore quale Horacio Murao Ferreira, il discografico di Amalia Rodrigues, trascinato dal concerto. «Mi sono divertito da matti – è sempre il Dalla dopo lo spettacolo che parla – è stata un’esperienza da ripetere: quando i cuori battono nella stessa direzione tutto diventa più facile». Viene fuori, dunque il Dalla che ama le contaminazioni, che col crossover cerca di scrivere pagine nuove: «Dico solo che sul palco devono crearsi situazioni di completo abbandono fra i musicisti, ci deve essere sinergia, comprensione, festa, sorriso. E poi come si fa a non stare bene su un palco quando accanto hai la regina, cioè Argentina Santos. La sua voce attraversa qualsiasi barriera». Appunto Argentina, 81 anni, cresciuta con Amalia Rodrigues, ma rimasta nelle taverne a cantare col popolo e per il popolo. Quando è esplosa la sua «Lagrima» l’emozione ha preso persino i chitarristi che l’accompagnavano. Ma qualche brivido l’ha dato anche Elisa Ridolfi, ventisettenne di Fano, riconosciuta dalle colleghe portoghesi come una cantante «vera». Il suo fado tradizionale e quello originale in italiano sono stupefacenti. È la colonna portante di questo progetto dell’«Accademia del fado»: il terzo cd, in uscita a giorni dopo quelli con Eugenio Finardi e Franceco Di Giacomo dedicati tutti ai grandi brani del passato, sarà incentrato su questa via italiana alla canzone portoghese. Si intitolerà «Il Poeta e la chitarra», con le musiche del chitarrista recanatese e i versi di Pietro Cesanelli e Max Manfredi.
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Anche 4 marzo 43 finirà in un cd di fado: quello di Jorge Fernando che ha
registrato proprio il duetto con Dalla. A giudicare dall’accoglienza nella
città del fado ne vedremo delle belle.
ciao voleba meterme in contatto con te, sono espagnola, giornalista anche e o visogno di farte una domanda di contatto , magari mi puoi aiutare, grazie