Per inclinazione personale ho l’impressione di pensare continuamente per immagini. Sono una storica dell’arte e lavoro con la fotografia, quindi propriamente mi ritrovo a fissare immagini, elaborarle, proporle, cercarne sempre di nuove. Trovo che Perepepè e Mitologie Urbane, l’uno dentro l’altro, siano progetti immaginifici.
Il contenitore Pescheria offre spunti importanti, con le sue pareti bianche, i soffitti di legno, l’innesto del vetro; l’illuminazione e tutto l’allestimento creato ad hoc per questo mese credo ne abbia valorizzato l’eleganza ed il potere di veicolare appunto immagini, architettoniche, sceniche e nel senso proprio, per le arti visive. La scelta degli artisti, da parte del curatore Paolo Paggi, è stata entusiasmante, considerando le diverse produzioni di ognuno. Le pareti dell’ex Chiesa del Suffragio si prestano ad accogliere sia grandi tele, quanto piccole nicchie per oggetti d’uso artistico, nonché proiezioni in grande formato. Lo spazio centrale, volutamente rotondo, accogliente, è stato un degno palcoscenico degli esercizi dei performer e punto d’incontro di idee condivise.
Tra meno di una settimana diventerà l’ambiente memorabile in cui si è concentrata la forza del laboratorio residenziale, denso e fluido come lo hanno voluto gli organizzatori. Sarà il primo dei racconti urbani: “Una volta per un mese quegli otto giovani artisti hanno ideato e creato direttamente nel ‘museo’ con accesso quotidiano del pubblico”. Le prime tre settimane di Mitologie Urbane mi sono sembrate un’occasione imperdibile per nobilitare il ruolo dell’artista non come portavoce, ma come agente sul luogo, con una continua domanda aperta alla città, oltre l’intervento estetico. Ben inserito in una Pesaro che si scopre comodamente e che usa l’espressione “vieni oltre”, proprio per intendere il contrario: ovvero avvicinati, supera il limite imposto da una superficiale – nel caso dell’arte contemporanea – barriera di senso; meglio detto: chiedi all’artista! Ma soprattutto dì tu qualcosa che possa ispirare l’artista. (L’uso del tu e non del Lei, rappresenta appunto questa richiesta diretta che abilita il contatto). Ho fiducia nella forza attr-attiva di uno spazio museale, rispolverato, vissuto propriamente per la sua funzionalità. Ritengo che per comprendere a fondo le opere degli artisti di Mitologie Urbane non si possa prescindere da tutta l’esperienza e dal legame che si è creato con la città.
Mitologie Urbane è un progetto di residenza artistica della durata di un mese che riunisce per la prima volta a Pesaro, otto giovani artisti intorno al tema della narrazione della città, e che fa parte di Perepepè – Radio Pereira per Pesaro, sia caldo l’autunno della mia città in corso nella sede della Fondazione Pescheria-Centro Arti Visive. Sabato 13 ottobre, negli studi appositamente allestiti per il laboratorio residenziale nell’ ex Chiesa del Suffragio, i curatori – Paolo Paggi, Giacomo Cardoni e Cristina Principale – hanno presentato il progetto e le opere degli artisti, prodotte nelle tre settimane dedicate all’ideazione e alla realizzazione, da Valentina Argirò, Irina Baldini e Masako Matsushita, Marco Capellacci, Luca Coltelli, Lyncoln Diniz, Giacomo (Mino) Luchena ed Ermes Bichi. La mostra sarà visitabile fino a domenica 21 ottobre 2012.
