Free XiaoboLa libertà di pensiero soffre ancora di incatenamenti e prigionie, e non in senso metaforico! In Cina, per esempio, è la realtà. Liu Xiaobo nel dicembre del 2009 è stato condannato a undici anni di prigionia per “incitamento alla sovversione del potere dello stato”; ed era già in carcere da un anno.

Venti giorni fa arriva la notizia del premio Nobel a ragione del “suo impegno nonviolento a tutela dei diritti umani in Cina”. Ora anche sua moglie rischia il carcere se solo va a Oslo a ritirare il riconoscimento dell’amato. “Andate in massa a ritirare il premio al posto nostro!” ha gridato Liu Xia su Twitter, riuscendo a eludere la censura.

Io mi immagino la faccia del governo cinese quel giorno. Immagine amara comunque, visto che un uomo patisce la prigionia per un pensiero positivo verso l’umanità. La Muraglia Cinese, che fu costruita per agevolare il passaggio tra le vette impervie e per contenere le popolazioni confinanti, è oggi un valico inattaccabile. Un gioiello dell’ingegno architettonico che disegna confini tra un’ideologia e un’altra.

Ma mi chiedo se veramente qualcuno che può stia facendo qualcosa di concreto per ridare la libertà e la dignità a chi si è battuto giust’appunto per i diritti umani.

13 Commenti

  1. Non ci capiamo. Liu dovrebbe essere libero, ma non so se sia un eroe. Sakineh non merita la pena di morte, ma non so se sia innocente (dal concorso in omicidio, non considero certo reato l’adulterio!); gli USA dichiaratamente hanno inventato prove che hanno messo a morte (leggi sotto le bombe) quante persone? Dico solo che non mi fido degli eroi di massa creati quando il mondo è contro lo yuan cinese, o il nucleare iraniano o forse, tra poco, il petrolio venezuelano o il gas boliviano, o chissà cosa altro servirà al sistema dominante…
    Non mi fido non vuol dire che dica di avere la verità in tasca, mi pare. Semplicemente non mi fido…
    Il cuore non è affidabile in questi casi, direi…
    Io in primis mi son commosso all’elezione di Obama, ma forse il cuore si manipola…

  2. l’articolo che cita tamburini, il cui richiamo ha sollevato così tanto robberta (e di questo mi rallegro), io non lo conoscevo. le cose che ci sono scritte lì evidentemente si trovano anche altrove e non serve un'”agenzia di stampa governativa” per leggere quelle cose del neo-nobel (l’auspicata colonizzazione occidentale per almeno 300 anni della Cina, l’adesione alla guerra per la democrazia in Iraq, ecc.), basta vedere le dichiarazioni fatte da lui stesso negli anni scorsi a diversi giornalisti anche stranieri.
    però mi pare che non ci capiamo, eppure non è così complicato quello che ho detto… si può essere o meno d’accordo, ma rimanerne allucinati non credo, a meno che uno non lo sia già un pochino di suo. forse siamo d’accordo almeno nell’affermare che i “dissidenti” non se la passano bene da nessuna parte nel mondo. dovremmo aver notato però che se dissentono rispetto al potere X sono dei terroristi e vanno fatti marcire in galera, mentre se dissentono rispetto al potere Y diventano degli eroi che meritano il premio nobel per la pace (ecco il motivo per cui si finisce sempre a parlare dei misfatti degli stati uniti, l’impero).
    vogliamo finirla a tarallucci e vino citando de andré e il suo “non ci sono poteri buoni”? volendo, potremmo…

  3. Scusate, anche se sono una semplice, e non sempre capisco quelo che scrivete ringrazio Federico Tamburini. Le sue parole mi hanno tolto un peso, il tanto apprezzato commento di mirkofabbri mi ha fatto sentire una deficiente. Non ci ho capito niente allora leggere queste parole di tamburini “Tra parentesi tutte le notizie riportate da Fabbri riguardo a Liu Xiabo sono tratte da un articolo che trovate qui , pubblicato dall’agenzia di stampa ufficiale del governo cinese, dal titolo “Chi è Liu Xiabo”. Ecco mi chiedo: e questo articolo dove lo collocate? Informazione buona e attendibile o “notizia scalcagnata” e magari anche diffamatoria !?” mi ha fatto sentire un po’ meno deficiente davanti ai saputoni. grazie

  4. Credo di aver scritto “allucinanti” perché mentre leggevo… “Quando leggo queste cose su mondi così lontani, mi chiedo sempre dove diavolo riescano gli autori che scrivono articoli così accorati a prendere a loro volta notizie attendibili circa luoghi, persone, fatti così “distanti”, ecco, curioso, cercavo di immaginarmi dove Zucchi e Fabbri prendano generalmente le loro notizie per essere così certi delle loro idee su taluni argomenti su cui spesso si accalorano. Tra parentesi tutte le notizie riportate da Fabbri riguardo a Liu Xiabo sono tratte da un articolo che trovate qui http://www.ilpost.it/2010/10/28/xinhua-contro-liu-xiaobo/, pubblicato dall’agenzia di stampa ufficiale del governo cinese, dal titolo “Chi è Liu Xiabo”. Ecco mi chiedo: e questo articolo dove lo collocate? Informazione buona e attendibile o “notizia scalcagnata” e magari anche diffamatoria !? Per il resto, ossia riguardo alla luna, che la maggior parte delle informazioni siano manipolate e che sia molto difficile riuscire a formarsi un’idea chiara e precisa delle cose questo lo so perfettamente. Ma credo anche fermamente che informarsi e approfondire oggi, più di ieri, sia possibile. Certo, ci sono le quattro notizie scalcagnate ma c’è molto molto altro per chi ha occhi per vedere e cuore(!) per capire. In ultimo volevo dire che a me non interesse nulla del premio Nobel e non so se il premio a Liu Xiabo sia stato giusto o meno e francamente la cosa non mi affascina neppure, non era quello il punto.

  5. @Federico
    Anche io ti voglio bene uguale, ma mi pareva di aver specificato bene alcune cose!
    Come l’aberrazione del reato di adulterio, della pena capitale, e aggiungo di tante limitazioni alle libertà, o meglio ai diritti fondamentali.
    E non mi piace neanche troppo citare sempre gli USA, ma vengono in mente facilmente perchè un pò ne hanno fatte…
    Però appunto, e lo dici tu, io ce l’ho sul gozzo,e lo ripeto, su due questioni:
    1)sul fatto che di atti barbari ne vediamo e proponiamo sempre tanti, legati quasi sempre agli stessi soggetti.
    Perchè sai meglio di me che sottolineare certe cose è, nello stesso momento, sotterrarne delle altre.
    Vorrei sentire – per dovere di cronaca, e per spostare l’attenzione anche su ciò – anche di altri atti barbari, in qualche altra parte del mondo. Ri-bilanciare il modo di parlare delle questioni, non certo la barbarie, che non è bilanciabile mai.
    2)sul fatto che ci scagliamo contro barbarie di cui spessissimo non abbiamo che misere prove reali. In un mondo dell’informazione che sappiamo manipolato all’ennesima potenza. E il caso delle prove delle armi di massa in Iraq, a giustificazione di una guerra per il petrolio, è abbastanza emblematico.
    Per il resto, non volevo certo difendere la Cina, nè l’Iran. Però vorrei sentir dire, una volta, che lo scandalo della Cina non è solo nel bavaglio che mette a certi personaggi, ma anche nel fatto che su quello ci sta fondando un sistema neo-capitalista, che accettiamo, quello si, di buon grado. Denunciamo, oltre alla censura di XiaoBo (per favore,non mi si dica che sono a favore della censura!) lo sfruttamento di milioni di cinesi, che vivono come bestie, per consentire al NOSTRO sistema di comprare merce a buon mercato, e di vendere prodotti che qua non venderemo mai…

  6. Ottimo il commento di Mirko.
    Una considerazione, per come l’ho letto io: pur comprendendo che certe questioni esistono, non mi concentrerei troppo su quanto fosse opportuno, da parte di Mirko, usare l’anulare della mano sinistra piuttosto che il mignolo o l’alluce del piede destro, per indicare la luna.

  7. Andrea per quanto riguarda Sakineh (seguii abbastanza bene la vicenda) quando il caso emerse a livello mondiale, Sakineh in quel momento era accusata di adulterio e quindi condannata alla lapidazione. Solo dopo venne accusata di concorso in omicidio e quindi all’impiccagione. Ma l’opinione pubblica si mosse prima, sul binomio adulterio-lapidazione (direi i effetti abbastanza sconcertante o no?) Comunque ti voglio dire una cosa: non occorre sempre citare gli USA quando si parla di ingiustizie di altri paesi. Come se questo ri-bilanciasse le cose. Un’ atto barbaro rimane sempre un’ atto barbaro e occorre avere la lucidità per condannarlo, sempre, senza eccezione alcuna. Ti voglio bene uguale, eh!

  8. Liu Xiaobo fu condannato a 11 anni di carcere il 25 dicembre scorso per «incitamento a sovvertire il potere dello stato». I suoi avvocati, afferma Amnesty, hanno avuto soltanto 20 minuti di tempo per presentare la loro arringa, in un processo che è durato meno di tre ore. Zucchi e Fabbri questa volta nel leggervi vi ho trovato allucinanti. Sarà la stanchezza, la mia ovvio.

  9. be! però a legger queste notizie viene anche un po di sollievo in fin dei conti l’italia è ancora un posto dove la libertà ha un valore!

  10. Mi piace molto questo commento, e mi convince pure!
    Aldilà del capo di imputazione, “incitamento a sovvertire il potere dello Stato”, che di per se non dice nulla (cioè, se dovessi accusare un oppositore che mi da fastidio, probabilmente gli affibbierei quel reato), rimane vero tutto il resto. Cioè che di quei mondi (ormai neppure tanto lontani) non sappiamo quasi nulla, che non sia filtrato dai mezzo di informazione che abbiamo, ormai così poco credibili (basta però provare a leggere, magari online, qualche quotidiano straniero, per avere notizie migliori; sapendo le lingue ovviamente). Della Corea del Nord penso che non sia vero niente, sulla questione dei calciatori. Anche se ho visto un documentario, su Current Tv (di Al Gore) che era abbastanza allucinante, sul grado di oppressione dei cittadini in quello stato.
    Ma vorrei (attirerò forti critiche immagino, ma non mi interessa) citare un caso secondo me emblematico: la crociata mondiale contro l’Iran per il caso Sakineh. Sono contrario alla pena di morte (tuttora vigente negli USA di Obama, che non si sogna neanche di toglierla, e che ancora non ha neanche chiuso il centro di tortura di Guantanamo, per inciso) da quando sono nato, penso. E alle frustrate in pubblico. E al reato di adulterio. Ma Sakineh era accusata di concorso in omicidio, oltre all’adulterio. Allora? Questo non conta? Che pesi usiamo? Si vabbè, possiamo metterlo in dubbio. Rimane certo che in tanti stati d’Europa esisteva fino a ieri il reato di sodomia. Che nel catechismo cattolico si trovava una giustificazione, in qualche caso, addirittura alla pena di morte! Che sempre negli USA mettono a morte malati di mente, perchè omicidi. Etc…etc… Allora? Con che solide prove diventiamo giudici così severi di fatti accaduti in stati di cui non sappiamo nulla? Limitiamoci ai nostri casi Scazzi, o a Berlusconi (per il quale poi metà degli italiani non sono così giustizialisti…). E non si dica che sono anti-americano, o pro-Iran o Cina. Mi pare sia una questione di coerenza e correttezza. Non applichiamo le stesse categorie di giudizio a tutti (come abbiamo “punito” gli USA per aver dichiarato guerra all’Iraq con prove di cui hanno alla fine ammesso la falsità?) e soprattutto ci serviamo di notizie approssimative, incomplete e spesso parziali…
    Fortuna che siamo dalla parte del giusto…

  11. Concordo in pieno con il commentatore precedente. Il punto di partenza (secondo me del tutto fuorviante) è che il sistema legale cinese sia intrinsecamente ingiusto, e che una condanna diventi una medaglia al valore del condannato, una specie di “martire” della libertà.

    Ora immaginiamo che qualcuno si adoperi in Italia per farci colonizzare per 300 anni dalla Cina “comunista”, che questo rischio sia reale, e che quest’uomo vinca il premio Nobel per la pace…

  12. Quando leggo queste cose su mondi così lontani, mi chiedo sempre dove diavolo riescano gli autori che scrivono articoli così accorati a prendere a loro volta notizie attendibili circa luoghi, persone, fatti così “distanti”. Qualche mese fa, per esempio, cominciarono a circolare notizie sul trattamento riservato ai giocatori di calcio della Corea del Nord al loro ritorno dai Mondiali; per qualche giorno tutti i mezzi di informazione ne parlarono, naturalmente con toni che non c’è bisogno di ricordare; sui siti si aprirono forum di discussione, i telegiornali la considerarono degna di entrare nel menù di quelle 10-12 notizie che giornalmente servono in tavola agli italiani; la notizia era sempre ed ovunque riportata con le stesse 4 righe ed apparentemente sembrava essersi moltiplicata a dismisura per semplice copia-incolla. Anche in quella occasione mi capitò di chiedermi: “ma dove cacchio la prenderanno questa notizia, e come fanno a crederci così tanto visto e considerato che da quel Paese sembra non pervenire alcun barlume di contatto con l’occidente?”. Qualche settimana dopo, molto in sordina, si capì che la notizia era praticamente stata inventata di sana pianta, ma ormai a nessuno più interessava (me compreso, per la verità).
    Su questo “dissidente” cinese, per esempio, capita di leggere ovunque un gran bene. Eppure, se ho capito bene è in carcere per “incitamento alla sovversione del potere dello stato”, che non è propriamente un reato minore. Da noi, per dire, molte persone che negli anni settanta – e non solo –
    fecero la scelta di impegnarsi per lo stesso fine (definiti poi sbrigativamente “terroristi”) finirono in carcere e ci marcirono, compresi quelli che non parteciparono mai ad azioni violente. Mi è capitato di leggere che questo Xiaobo avrebbe dichiarato che la Cina ha bisogno di essere sottoposta a 300 anni di dominio coloniale per poter diventare un paese decente; se questo fosse vero, a prescindere dalle convinzioni politiche di ciascuno, credo si possa affermare che non si tratta sicuramente di una dichiarazione ispirata a valori di pace. Xiaobo inoltre si sarebbe espresso convintamene – in un’intervista rilasciata nel 2006 ad una giornalista svedese – a favore dell’intervento USA in Iraq (quello per l’esportazione della democrazia); e anche questa cosa, con la pace sembrerebbe aver poco a che fare (ma magari sono impressioni di una mente semplice). Un’altra cosa che si dice del “dissidente” è che avrebbe “condotto attività di politica interna sponsorizzato da stranieri”, un’azione ritenuta illegale nella maggior parte del mondo (compresi gli Stati Uniti, dove tali questioni sono regolate dalle norme dell’”atto di registrazione degli agenti stranieri”).
    In sostanza Liu Xiaobo avrebbe ricevuto circa un milione di dollari dal governo degli Stati Uniti attraverso il NED (“Dotazione nazionale per la democrazia”): nel verdetto di condanna che lo riguarda è stabilito chiaramente il suo stato di “agente segreto” con la prova di sponsorizzazione finanziaria. Sembrerebbe infatti che fino al 1988 Xiaobo fosse residente negli Stati Uniti, salvo poi fiondarsi in Cina pochi mesi prima dei fatti di Piazza Tienanmen.
    Sarà vero? Boh.
    Una cosa sembrerebbe sicura: 100 anni fa, Alfred Nobel, nel suo testamento, sosteneva che i vincitori del premio devono rispondere a 3 criteri: essere coloro che si muovono per la promozione dell’amicizia fra le nazioni, la promozione del disarmo, l’armonia fra i popoli, o coloro che danno il maggiore contributo nelle conferenze per la pace. Recentemente l’avvocato norvegese (non cinese, né nordcoreano) Heffer Meyer ha ribadito in un’intervista che il premio a Liu Xiaobo non si adegua ai principi del Nobel, in quanto non è assolutamente possibile considerare come un “soldato della pace” un criminale colpevole di “incitamento a sovvertire il potere dello Stato”.
    Niente di nuovo, in ogni caso: dopo il crollo dell’URSS e in seguito al conclamarsi della crisi dell’egemonia USA, il Nobel per la Pace è finito spesso a “dissidenti” a senso unico, ovvero a coloro che criticano i governi (solitamente detti “regimi”) ostili agli Stati Uniti. Pensate se avessero dato il Nobel per la Pace a Silvia Baraldini, condannata negli Stati Uniti a 43 anni di carcere ed ivi imprigionata per 16 lunghi anni in condizioni terribili.
    Ma, al di là di tutte le argomentazioni, davvero si crede che le quattro notizie scalcagnate con cui gli stessi mezzi di informazione che accusiamo di essere non credibili e asservite a qualche “potere”, ci hanno “informati” sulla vicenda del “dissidente”, possano far nascere una qualche forma di passione intorno a questa vicenda?
    p.s. scusate la lunghezza

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