Le web radio chiudono?C’entra eccome, se mi seguite ve lo mostro.
Qualche tempo fa scrissi un post per denunciare la curiosa situazione italiana, in cui andava a profilarsi – unico paese in occidente – una curiosa “stretta” nei confronti delle web radio attraverso un aumento della tassa Siae di 22 volte. Nella mia ingenuità ci avevo visto una mossa di Tremonti che sta drenando tutte le risorse possibili, anche dove non ci sono e mi dicevo: quali interessi può avere la Siae a considerare centinaia di piccole web radio come radio commerciali pretendendo un canone di 5.400 euro l’anno? Con questo aumento, da queste realtà, invece che incassare poco non incasserà nulla e ne otterrà solo la chiusura…

Eh, appunto, qui c’entra WikiLeaks, i cui documenti svelano che forse la mossa di Berlusconi mirava proprio a questo (siamo alla fine 2009, i No-B. day ha mosso centinaia di migliaia di persone via Facebook e internet e il 13 dicembre Berlusconi è stato vittima del lancio della statuetta al Duomo ed è rimasto molto offeso e colpito dalla comparsa in rete di pagine che inneggiavano alla sua morte, n.d.r.).
WikiLeaks ha pubblicato un rapporto confidenziale dell’ambasciatore americano a Roma, Thorne, che scrive a Washington : “Berlusconi, attraverso il decreto Romani, vuole censurare internet per favorire le proprie imprese commerciali e azzittire la concorrenza politica”. In ogni sua forma, aggiungerei.

Thorne è preoccupato da questa legge perché talmente restrittiva e illiberale che, se applicata da uno stato come l’Italia “potrebbe rappresentare un precedente che nazioni come la Cina potrebbero copiare o citare come giustificazioni per i loro attacchi contro la libertà di espressione. Permetterebbe inoltre a Berlusconi di guadagnare di più e controllare meglio l’informazione.” Siamo arrivati a questo, essere un modello per la Cina, c’è da esserne orgogliosi.

Il decreto Romani prevede anche norme molto più stringenti sul diritto d’autore (web rado?). Forse la Siae con le sue assurde richieste ha voluto portarsi avanti col lavoro anticipando la riunione decisiva sul decreto Romani attesa per venerdì 17 dicembre. A chi porterà sfortuna? Sarà bene chiarire che il signor Romani pur con un pedigree non esaltante (editore della trasmissione porno soft “Colpo Grosso”) è persona molto vicina al premier tanto da essere nominata nell’ottobre di quest’anno Ministro per lo Sviluppo Economico a 153 giorni dalle dimissioni di Scajola, lo smemorato.

Comunque, state tranquilli, sono sopravvissuto al regime di Salazar, troverò il modo di resistere anche a quello di Berlusconi.

Nel frattempo il nobile avvocato Papanikolau, grande esperto di questioni inerenti al diritto d’autore, sta dalla parte dei buoni e sta studiando il modo per far sopravvivere la musica su Radio Pereira anche dopo il 31 dicembre prossimo.
In ogni caso, io e tutti i ragazzi della redazione, continueremo a far cantare le nostre parole.

State sintonizzati

Pereira

1 commento

  1. Drammatica questa situazione, ma sarebbe veramente un decreto miope: dovrebbero trovare una soluzione anche per tutti i blog che… ah già, quelli sono già valutati come testata giornalistica.

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