
Questo post è stato scritto ieri pomeriggio, in serata ho assistito ad Annozero a cui hanno partecipato studenti presenti a Roma il 14. Le loro parole mi hanno convinto da un lato a non toccare una parola del post, dall’altro che l’ingiustizia profonda di cui sono vittime va molto al di là delle già enormi responsabilità del governo Berlusconi. Questo si trova infatti ad essere interprete dell’egoismo e della prepotenza miope delle generazioni dai 40 anni in su CONTRO (anche se non hanno il coraggio di ammetterlo) le generazioni più giovani. E qui purtroppo non c’è tanta differenza fra destra e sinistra.
Qualche lettore avanza il sospetto che io nel post giustifichi le violenze di Roma, non sapendo di invitarmi a nozze in quanto mi offre l’occasione di approfondire l’argomento.
Proprio mentre scrivo stanno uscendo dall’ufficio del g.i.p. i “famigerati” Black Bloc arrestati martedì: uno studente di archeologia, un attore, un falegname, due ragazze giovanissime. Erano tutti a viso scoperto al momento dell’arresto.
Direi che dopo essere stati definiti pericolosi pianificatori di assalti allo Stato, è lecito farsi venire qualche dubbio.
Certo, ci sono stati anche alcuni veri provocatori che hanno preparato benzina e stracci da infilare nei serbatoi dei cellulari della polizia. Così come sono evidenti le immagini che documentano finti dimostranti in borghese che confabulano con i poliziotti o lanciano pietre verso gli studenti da dietro il cordone di polizia.
Ma non sarà sfuggito al lettore attento, che ho cercato di creare un conflitto fra affermazioni, entrambe sacrosante: da un lato ho affermato ciò che ogni persona di buon senso direbbe, le parole a cui si è fermato il governo e chi lo sostiene: “Una scena brutta e condannabile quella di Roma messa a ferro e fuoco.”
Dall’altra ho scritto che “…ho visto solo persone al limite della sopportazione, ho visto l’Italia che quelli dentro il Palazzo non vogliono vedere (…) Quelli hanno chiuso il portone e mandato la polizia (…) è un paese arrabbiato, esausto e scippato del futuro”
mi si ghiaccia il sangue nelle vene ad avvertire che che il Presidente del Consiglio e il suo Tremonti non avvertano la responsabilità – dalla loro surreale e contraddittoria posizione di milionari/miliardari – di chiedere impropri sacrifici enormi a milioni di persone già allo stremo.
Io non giustifico l’accaduto, ma dico che non mi stupisce che sia accaduto, perché io cerco di mettermi nei panni di quelle persone prese in giro da chi decide della loro vita senza senso di responsabilità. Una firmetta e via. Aereo, Sardegna.
Se fossi al posto di quei ragazzi sarei arrabbiato quanto loro, lo sarebbero tutti, anche i sostenitori di Berlusconi, se solo provassero a guardare con coraggio nella loro coscienza.
Sto cercando di fare appello al buon senso di persone potentissime che vivono fuori dal mondo, prima che l’esasperazione trascenda come accaduto qualche giorno fa al ministro dei Trasporti greco. Non mi sembra che l’Italia sia messa tanto meglio.
Pereira