Janelle Monae a.k.a. Cindi Mayweather

Come promesso Textures, dopo avervi presentato Miss Esperanza Spalding, si occupa di un’altra “Ebony girl”. Il biglietto da visita che oggi voglio sottoporvi appartiene a Janelle Monàe.

Questa creatura dal nome impronunciabile, che ha l’aspetto gradevole e rassicurante della “girl next door” afroamericana, nella realtà non esiste. Potete averla vista su MTV mimare in maniera egregia un inconfondibile “moon walk” in perfetto stile Jacko oppure aver udito la sua “Tightrope” tra un servizio e l’altro nel programma “Le Iene”. Qualcuno potrebbe ricordare la sua singolare pettinatura o l’eleganza del suo immancabile “tuxedo, ma lei non proviene dal nostro pianeta.

Intendo dire che non è reale, non è umana. Il suo vero nome è Cindi Mayweather e viene dal pianeta Metropolis, un altrove abbastanza lontano dove in questo momento si vive l’anno 2719.

Cindi è un androide e da anni, sul suo pianeta, guida la lotta dei diversi, “the others”, per liberare dall’oppressione la minoranza segregata dei suoi simili. E’ lei la guida messianica alla quale si affida la popolazione degli androidi di Metropolis. E’ lei la mediatrice, l’unico tramite tra gli oppressi e gli oppressori, tra quelli che detengono il potere e quelli che non hanno nulla.

Il fato però gioca uno strano tiro alla nostra Cindi e la fa innamorare di un nostro simile, il signor Anthony Greendown. E’ per questo motivo che improvvisamente Cindi si trova piacevolmente costretta a fare la spola tra la Terra e Metropolis.
E quando si trova sul nostro pianeta Cindi assume un’altra identità e diventa Janelle Monae.

Janelle ha studiato recitazione e pensava seriamente ad un suo luminoso futuro a Broadway, ma è vocata per il canto e la sua buona stella la conduce diritta sulla strada di due grandi personaggi del caleidoscopico universo della musica black contemporanea. Reparto Hip hop e R&B.
Il primo in ordine di apparizione si chiama Big Boi e rappresenta, assieme ad Andrè3000, la metà del binomio artistico Outkast, mentre il secondo risponde al nome di Sean “Diddy” Combs.

Il primo la scopre e il secondo la produce, offrendole un goloso contratto con l’etichetta Bad Boy.
Il debutto avviene con l’album “Metropolis: The Chase” e la conferma di un talento ormai fin troppo evidente arriva con il secondo album: “The ArchAndroid”, un diamante musicale pieno di brillanti e variegate sfaccettature. Ne emerge una limpida ammirazione per Michael Jackson e Stevie Wonder, l’influenza dei pioneristici Funkadelic e quella senz’altro più recente di Outkast ed Erikah Badu, Janelle narra nei suoi lavori le avventure del suo alter ego Cindi Mayweather e pure quando viene intervistata risponde con la voce della sua creatura.

E così la realtà si mescola ancora una volta con la fantasia. In una recente intervista, in cui le è stato chiesto quale sia il suo credo religioso e se le capiti di frequentare qualche comunità religiosa, Janelle/Cindi ha risposto affermando che lei frequenta esclusivamente una comunità di androidi , sul pianeta Metropolis.

E la stessa ambiguità emerge quando si parla di orientamento sessuale. Le donne della comunità lesbica la reclamano come loro icona, ma lei non si sbilancia e gioca di nuovo la carta della fantasia: “Io non frequento nessuno tranne che degli androidi. Loro sono gli unici che non ti tradiscono mai.”

Questa signorina venticinquenne avrà forse delle idee un po’ confuse se si parla di religione e sesso, ma, se quando si affronta l’argomento musica, Janelle Monàe la sa decisamente molto lunga. Basteranno un paio di ascolti di Archandroid e ne sarete convinti anche voi.

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4 Commenti

  1. Il breve post su questa cantante americana e la sua voce vivace mi avevano incuriosito e spinto a ricercare sue notizie sulla rete. Poi questa sera, quasi per caso, ho sintonizzato la mia autoradio su RaiStereo2 e ho piacevolmente scoperto che Silvia Boschero, la conduttrice di Moby Dick, stava parlando di Janelle Monae.
    Più la conosco e più cresce la mia adorazione nei confronti di questa donna.
    Grazie Radio Pereira!!!

  2. Voce stupenda!!!
    Quanto al genere, forse sono troppo “umana” per apprezzare appieno…toccherà fare una capatina a Metropolis un giono o l’altro..:-)
    Caterina

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