Arrivano notizie di scontri e massacri in Costa d’Avorio. Le sanzioni applicate dall’UE al presidente uscente Gbagbo (che non riconosce l’avvenuta vittoria elettorale di Ouattara, legittimata invece dagli osservatori internazionali) stanno impedendo a molte materie prime fondamentali come cibo e medicine, di entrare nel Paese aggravando, di fatto, una situazione già drammatica a causa degli scontri fra le opposte fazioni.

ciaiIn questo scenario si collocano le drammatiche notizie che il referente del CIAI in Costa d’Avorio, Valery Assah ha avuto dalle Suore del Centro Fabio, in fuga da Blolequin. Assah ha scritto in un recente messaggio: “Dopo due giorni di inutili tentativi, sono finalmente riuscito a parlare con Suor Christine. Le suore e i bambini sono arrivati a Guiglo, ma il viaggio è stato molto difficile e pericoloso. Ci sono volute più di 4 ore per percorrere solo 60 km: numerosi i posti di blocco nel corso dei quali non sono mancante violenze fisiche e psicologiche sulle suore e sui bambini. I ‘patrioti’ si sono accaniti in modo particolare sulle suore di origine burkinabè, accusandole di essere seguaci di Blaise Compaoré. Ora le suore e i bambini si sono rifugiati nella Chiesa di Guiglo ma purtroppo non c’è acqua né elettricità e fa molto caldo. I bambini soffrono molto e quelli malati non possono ricevere cure adeguate perché mancano le medicine. Sono in pericolo soprattutto i bambini sotto terapia antiretrovirale“.

Avendo dovuto abbandonare in tutta fretta e con mezzi di fortuna il Centro Fabio, le suore non hanno potuto portare scorte di cibo e latte e le riserve a loro disposizione sono veramente scarse. “Suor Christine ha chiesto l’intervento della Croce Rossa – ha proseguito Valery- soprattutto per cercare di recuperare un po’ di alimenti da Blolequin. Al Centro sono rimaste due suore, per sorvegliare ciò che è rimasto e anche per poter caricare tutti i bambini sull’automezzo utilizzato per la fuga”. Attualmente nella zona è assolutamente sconsigliato circolare e le linee telefoniche sono state interrotte e persino le organizzazioni umanitarie sono impossibilitate ad intervenire.

Chi volesse aiutare questa associazione può:

1. Inviare contributi in denaro. Appena il CIAI ne avrà la possibilità farà arrivare questi contributio attraverso Valery Assah ai piccoli del Centro Fabio.

• Conto corrente postale n. 40341208 intestato a CIAI Onlus
• IBAN IT 33V 05387 01600 0000 0077 7140
• Carta di credito, chiamando il n. 848.848.841 (al costo di un solo scatto in tutta Italia e per tutta la durata della conversazione) oppure on line

2. Mandate il messaggio “STOP EU SANCTIONS FOR IVORY COAST” a Matthew Newman, portavoce della Vice-Presidente della Commissione Europea: matthew.newman@ec.europa.eu

1 commento

  1. Sono un’insegnante di Fano. Una donna proveniente da Costa d’Avorio qualche giorno fa mi ha informato che stanno succedendo violenze e carneficine indicibili ai danni anche di donne e bambini. Fate qualcosa per informare l’opinione pubblica e i mezzi di informazione oltre alle organizz internazionali prima che si verifichi un nuovo Rwanda e nessuno faccia niente. Grazie
    Agnese Giacomoni

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