D’Addario e Silviescu

La D'addario e Berlusconi.Lo confesso: non ho potuto sottrarmi alla puntata di Annozero con l’intervista alla signora D’Addario.
Indagando i sentimenti e i pensieri che si andavano via via affollando nella mia mente senile ho quindi messo a fuoco alcune considerazioni.
Mi sono trovato a provare un certo disagio al pensiero dei tanti (donne e uomini) che giudicano con disprezzo coloro (donne e uomini) che fanno mercato del loro corpo, come ammette di aver fatto la signora in questione.
Il disagio era verso coloro che mostrano di coltivare disprezzo solo per quelli che si vendono dichiaratamente in cambio di denaro contante. In questi perbenisti non percepisco lo stesso profondo disprezzo verso chi – invece dei contanti – prende una candidatura, una poltrona da ministro, assessore, o una comparsata in tv.
E’ l’uso, il tramite, del denaro che scatena il disprezzo? Mah…

Forse per costoro una (o un) sedicenne che finisce sotto il tavolo di un produttore tv con i genitori che aspettano speranzosi fuori dalla porta determina un problema morale meno ispido?
E se proprio si deve giudicare, perché non occuparsi anche di chi approfitta del bisogno dell’altro e del proprio potere (economico, politico, lavorativo, gerarchico)?
Mi fanno ridere quelli che – a questo punto del ragionamento – tirano fuori la frasetta: “Ma si tratta di persone maggiorenni, fanno quello che vogliono…”. Si e no, dipende, le nigeriane e le altre donne che popolano le strade come prostitute vittime di una riduzione in schiavitù, ad esempio, sono maggiorenni ma non libere. E se devo essere sincero, anche pensando a quei poveri giovani belli e disperati che fanno la fila a migliaia per entrare al Grande Fratello o alle selezioni per “diventare” veline… mi dico che si, sono cresciuti in un paese apparentemente libero, ma in un contesto politico, culturale e di comunicazione di massa tale da non permettermi di guardare a loro come a persone libere.

Pereira

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