Una delle canzoni più classiche del fado è Maria Lisboa, lanciata nel firmamento mondiale da Amalia Rodrigues. Il segreto di questo successo non è stata solo la voce della divina – e le successive interpretazioni che ne hanno fatto le più grandi cantanti del nuovo fado -, ma anche il binomio degli autori: il testo è di David Mourao Ferreira, la musica di Alain Oulman.

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Un brano che i nostri amici conoscono bene, avendolo ascoltato accompagnato dalle nostre note. Stavolta lo stimolo è nel nome, in questo Maria che in fondo non è una sorpresa trattandosi il Portogallo di un paese nel quale la Vergine è amata come in pochi altri. Basta ricordare il santuario di Fatima per rendersi conto quando il nome della Madonna sia ossequiato e sia stato usato, laicamente, ma rispettosamente, per indicare il personaggio simbolo in questa canzone: il nome proprio è Maria, il cognome Lisbona. E il personaggio incarna in tutto e per tutto la “santità” del popolo lisboeta: la famiglia, l’umiltà del lavoro, la capacità di sapersi divertire nel ballo, ma senza cadere in peccato.

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Parlando di Maria e di Lisbona abbiamo già ascoltato Maria Armanda e Maria da Fè.  Nomi di grande rilevanza, entrambe “dona” nelle case dove si esibiscono. Maria Armanda al Guitarras de Lisboa, nel beco do Melo, pieno cuore dell’Alfama; Maria da Fè nel più lussuoso e sfavillante Senhor Vinho, in rua Meio a Lapa, nel quartiere occidentale della città, un locale di grandissima storia nel quale è solito farsi vedere quando si trova a Lisbona Caetano Veloso, che d’altra parte cita Maria da Fè nella sua straordinaria canzone Lingua, che onora il portoghese di Camoes e Pessoa. Personaggi di straordinaria simpatia, queste due signore della canzone portoghese. Ricordo Maria Armanda ridere di cuore a San Marino durante una divertente cena che aveva seguito una serata di fado di prim’ordine. E allo stesso modo mi sembra di avere davanti agli occhi Maria da Fè che controlla che tutto vada bene, dall’accoglienza degli ospiti fino al pagamento del conto, nell’elegante locale fra Madragoa e Lapa. Con particolare orecchio per musicisti e cantanti, sempre selezionati per un cartaz  di valore.

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Maria de Nazarè ci accoglie con la sua signorilità al Bacalhau de Molho, altro must per chi gira le case di fado a Lisbona. Di questo locale abbiamo parlato più e più volte, perché, proprio dopo il Senhor Vinho, è diventato la casa di Jorge Fernando. Maria ha voce flebile e grande cuore, ma soprattutto innata simpatia. Più esuberante è Maria Jo Jo. Esuberante e charmant, sembra quasi che per lei gli anni non passino. Alla Taverna d’El Rey, e qui si torna all’Alfama, ha creato un ambiente molto caldo e amichevole.

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Jo Jo, così la chiamano tutti, adora imporre la sua filosofia: tutti cantino assieme agli artisti, sono bene accetti coretti che giungono dai vari tavoli, come lei stesso pretende quando esegue la “Casa portuguesa” e lancia i famosi “bejios”, ai quali Ana Maria, l’angolana che è una delle voci più belle del nuovo firmamento delle case di fado, risponde dai lati più diversi del locale, animando ulteriormente quelli che le sembrano i tavoli più collaborativi. La sensazione di una possibile claustrofobia che può venire entrando alla Taverna d’El Rey (per accedere alla quale bisogna scendere dei gradini dalla piazza dello Chafariz de Dentro) svanisce subito non appena parte la musica. Non abbiamo selezionato in questa lista di marie la grande Maria Teresa de Noronha, una cui registrazione magica abbiamo ascoltato poco tempo fa, ma non potevamo dimenticare comunque un’altra leggenda del fado di inizio Novecento, Maria Emilia Ferreira.

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La traccia che ascoltiamo è del 1929, quindi vetusta e graffiata, ma talmente emozionante che si riesce a gustare passo dopo passo, nota dopo nota, verso dopo verso. Il fado è quello de Aljube. La Aljube era una prigione di Lisbona. Quando è stato scritto questo brano accoglieva criminali comuni, più tardi è diventata la prigione politica, dove la Pide portava chi non la pensava come Salazar. A pensare ai fatti storici accaduti, un fado, dunque, di grande impronta sociale. Come molti dei brani che la storia ci ha portato fino a noi.

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