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Pereira è in rete! (ma non mi prenderanno mai)

A tutti gli ascoltatori/curiosi/lettori/commentatori/sognatori.

Dopo tanti mesi di lavoro e preparativi, Radio Pereira è finalmente in rete.

Mi propongo con questo nuovo spazio virtuale ma umano e dichiaratamente resistenziale, di dare risalto e visibilità a opere, iniziative, stili di vita ispirati al fare le cose con cura, quindi al bello.
Comincio da oggi a trasmettere emozioni e pensieri con la radio e con il blog, con la speranza che possano essere occasione di incontro e scambio fra gli amici e i visitatori che verranno a trovarmi e commentare sul blog.

Riguardo alla musica, la scelta dei brani è affidata a bravissimi selezionatori, ma vi invito a verificare con le vostre orecchie ciò che apprezzo di loro: anima e gusto. Sembra che stia parlando di cucina?
Forse si, ma in fondo, sempre di nutrimento si tratta. E poi vedrete che quello del cibo e della cucina sarà un tema ricorrente.

Sono conscio del fatto che sia un po’ bizzarro dare vita ad un “blog con uso di radio” ispirato da un tipo come me, uno diventato “grande”, adulto – nel senso civile del termine – quando era già vecchio. Ma con i tempi che si annunciano un Pereira malato di passione civile può essere uno stimolo non banale e la sua casa un rifugio di resistenti.

Desidero ringraziare i ragazzi – di fronte ai miei anni lo sono tutti, comunque – che con la loro passione mi hanno sostenuto e convinto a credere in questa curiosa impresa.
Mmmh… Ripensando alle loro belle facce non ritrovo neanche una donna…
Cominiciamo male.

In ogni caso, ora e sempre…
resistere al brutto!

Pereira

Pereira

348 articoli su Radio Pereira. <a href="https://radiopereira.it/io-sono-pereira/"><strong>Della prima parte della mia vita</strong></a>, molti di voi già sapranno grazie ad Antonio Tabucchi, della seconda invece pochi sanno. Per carità, non che ci sia molto da dire ma visto che i ragazzi della redazione insistono... Venni qui dopo un lungo peregrinare da un paese all’altro, fuggendo da quel paese senza libertà che era diventato il mio paese, il Portogallo, negli anni ‘30. Arrivai subito dopo la guerra e mi trovai così bene da decidere di rimanere. La gente allora era accogliente, nel paese si respirava – grazie al clima di dopoguerra – una voglia straordinaria di fare, di ricostruire e anche io diedi il contributo. Oggi si direbbe che lo diedi da “straniero”, da “migrante”. Ma ero poi così straniero, cioè “estraneo” a questo paese? forse no, visto che sono ancora qui e considero questo paese come l’altra mia patria. <a href="https://rp.liberstudio.com/2008/07/25/il-cantante-vasco-e-la-questione-dell%E2%80%99identita/"><strong>Vedi anche questo post</strong></a>

9 commenti

  1. Cari ragazzi,
    la vostra risposta mi tocca, che sia possibile per un vecchio come me sentire vicini tanti giovani mi fa pensare con gli occhi lucidi all’amato Monteiro Rossi. Siete la speranza e, se potete, ispiratevi a lui e al suo coraggio.
    A Matteo,
    un vecchio della mia età non ha niente da perdere e da chiedere e si può permettere alte dosi di “politicamente Scorretto”, quindi nel piccolissimo recinto di Radio Pereira, ho deciso che io, Pereira, decido cosa è bello e cosa no, senza pretese di assoluto, solo di piena libertà di scegliere.
    Un carissimo abbraccio a tutti.
    Da Pereira

  2. Bella l’idea e davvero gradevole questa radio!

    L’unica cosa che mi lascia perplesso è l’idea di voler trasmettere solo musica “bella”.

    Cosa c’è di più soggettivo dell’idea del bello? Credo che della buona musica si possa trovare in tutti i generi musicali.

    Cmq son contento perchè anche secondo me la musica che trasmettete è, come dite voi, bella.