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Schegge dalla rete

Chi ha ragione fra Di Pietro e Napolitano, e qual’è il motivo del conflitto?

In questi giorni è venuto a galla presso l’opinione pubblica un particolare precedentemente sfuggito ai più nella vicenda del cosiddetto “conflitto fra le procure di Catanzaro e Salerno”.

Ritengo mio dovere portare a maggiore conoscenza dei lettori contributi del genere che troverete nel link che girano per la rete rendendola uno straordinario strumento di diffusione delle informazioni e di democrazia.

E’ un approfondimento faticoso, ma molto interessante, a proposito di come funzionano le cose in Italia riguardo
all’intreccio di poteri. ascoltate e fatevi un’idea vostra.
La domanda – come va ripetendo Travaglio – è: perché si parla di guerra fra le procure di Catanzaro e Salerno se per la legge una sequestra documenti avendone il titolo e un’altra no?

E perché il Presidente della Repubblica – e con lui quasi tutti a partire delle grandi testate tv e carta stampata – insiste nel considerarle sullo stesso piano le due procure giustificando l’atto eversivo della Procura di Catanzaro che sequestra le prove che la accusano?
Infine: è lecito – al di là dell’eleganza dei toni – criticare il Presidente della Repubblica o dobbiamo considerare quella figura destinataria del privilegio papale dell’infallibilità?

Vi invito ad ascoltare questo estratto da Radio Padania Libera.
Stupiti? Senza pregiudizi, ascoltate, se avete un’ora e la curiosità necessaria.

Pereira

Pereira

348 articoli su Radio Pereira. <a href="https://radiopereira.it/io-sono-pereira/"><strong>Della prima parte della mia vita</strong></a>, molti di voi già sapranno grazie ad Antonio Tabucchi, della seconda invece pochi sanno. Per carità, non che ci sia molto da dire ma visto che i ragazzi della redazione insistono... Venni qui dopo un lungo peregrinare da un paese all’altro, fuggendo da quel paese senza libertà che era diventato il mio paese, il Portogallo, negli anni ‘30. Arrivai subito dopo la guerra e mi trovai così bene da decidere di rimanere. La gente allora era accogliente, nel paese si respirava – grazie al clima di dopoguerra – una voglia straordinaria di fare, di ricostruire e anche io diedi il contributo. Oggi si direbbe che lo diedi da “straniero”, da “migrante”. Ma ero poi così straniero, cioè “estraneo” a questo paese? forse no, visto che sono ancora qui e considero questo paese come l’altra mia patria. <a href="https://rp.liberstudio.com/2008/07/25/il-cantante-vasco-e-la-questione-dell%E2%80%99identita/"><strong>Vedi anche questo post</strong></a>

1 commento

  1. L’ho sentito tutto, anche perchè è più avvincente di un giallo, solo che questa è realtà, e ciò che c’è dietro è talmente grosso da far tremare i polsi. La P2 è più forte di sempre, e ha completato ormai tutto il suo piano eversivo (questo sì, non certo la Procura di Salerno, che faceva il suo dovere sequestrando i documenti tolti da quella di Catanzaro a De Magistris…e se ascoltate il link qui sopra capirete il perchè…). Insomma pare che sia necessaria,oggi più che mai,una vera resistenza al regime occulto che ai massimi livelli(fino al capo dello Stato) pare privarci ogni giorno della Verità…