Havana 06-07-08


A sette chilometri dal Vedado, da Centro Habana, da Habana veja, lontano dai turisti, dalla skyline, dai grandi alberghi, c’è il quartiere del 10 di ottobre, il terzo mondo. Le baracche, le case sventrate, le fogne a cielo aperto, i pavimenti fatti di terra, i soffitti divelti, in cinque in una stanza, in sette in una stanza, in dieci in una stanza, il sudiciume, i bambini avvolti in stracci. Il terzo mondo, quello sempre uguale a se stesso, quello che non cambia mai, che lo ritrovi in qualsiasi parte del mondo. Ogni volta mi stupisco nel vedere come la povertà non abbia caratteristiche di zona, cosa che invece accade per la ricchezza.
I poveri sono poveri, tutti uguali. La miseria non ha confini.

Oscar

Dodici scalini e si scende. Oscar ha nove anni ed è un ciccione. Ha anche un problema alla colonna vertebrale, per cui non cammina. Oscar se ne sta su una sedia a dondolo tutto il giorno. La madre sono sei anni che chiede a Fidel un´altra casa, una casa che non abbia scalini, perchè prova tu a sollevare settanta chili per dodici gradini. Dodici scalini, tanto basta. Così Oscar se ne sta sulla sua sedia a dondolo, tutto il giorno. La maestra viene tre volte a settimana. Oscar è bianco, di un pallore innaturale, come Ciaula, come chi lavora in miniera. Mi sto sforzando ma non riesco a toglermelo dalla testa, quel bambino grasso e bianco che dondola sulla sua sedia.
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