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Voglio che tu sia libero di ubbidirmi

Il nuovo PD verso la deriva clericale

Che dire,
a qualcuno sembrerà la solita tiritera dell’intellettualoide,
a me sembra che l’Italia di Maria De Filippi, ma anche quella di Ratzinger, abbia sfrattato la poesia dal mondo e che lei – la poesia intendo, non la uoma catodica – ogni tanto si prenda delle dolci e forse inutili vendette.
Ringrazio Valerio Magrelli per questa indipendente e generosa riflessione.

Pereira

Una poesia da congedo

di Valerio Magrelli

Lineamenti di topologia politica: Sartor Resartus.
Indovinello (11, 8)

Un bel paio di guanti, ma fallati (o fatati?):
quello sinistro tende a rovesciarsi,
col dentro che va in fuori.
L’altro no.
E alla fine si resta con due destre.

[Soluzione: bipolarismo italiano]

Ho scritto questa poesia cinque anni fa, quando, lavando i piatti, mi accorsi che un guanto sinistro, se rovesciato, diventa destro. E’ una di quelle proprietà trasformazionali analizzate dalla topologia, disciplina che studia forme e figure sottoposte a particolari mutamenti. Dal punto di vista politico, però, la cosa mi è apparsa chiara solo nei giorni scorsi. Solo dopo la resistibile ascesa di Dorina Bianchi a capogruppo della Commissione Sanità del Senato, ho capito quanto i miei versi fossero stati atrocemente profetici. Ai tempi del governo Prodi, beata innocenza!, mi sembrava giusto scandalizzarsi per l’ipocrisia di una sinistra che accettava una scuola privata finanziata dal denaro pubblico. Chi avrebbe immaginato cosa sarebbe successo di lì a poco?
E’ successa semplicemente un’infiltrazione batteriologica. Mentre tutti pensavano che il nuovo Pd avrebbe dovuto conciliare laici e cattolici (cattolici come Pietro Scoppola, Rosy Bindi o Ignazio Marino), una forma di vita inattesa e letale si è inserita all’interno del nuovo organismo, devastandolo: i clericali. Certo, l’azione del Vaticano ha svolto un ruolo importante. Ma questo non spiega l’invasione dei baccelloni giganti, ultracorpi politici inseriti nell’opposizione italiana per minarne l’unità. Con il loro arrivo, la fede si è trasformata da scelta individuale in strumento di sopraffazione. Mirabilmente sfruttato dalla maggioranza, il caso Englaro ha svelato l’anima nera, violenta, vendicativa, prevaricatrice, di ogni santa inquisizione, il gusto inebriante per la conversione forzata: “Non mi basta decidere per me, voglio farlo anche per te. Voglio che tu sia libero di ubbidirmi”.
Ed eccoci al capolavoro conclusivo: nelle scuole di Roma, agli studenti di ogni cultura e religione, è stata inflitta per legge la dieta quaresimale. Poco importa che sia stata la maggioranza a imporre questo scempio: i nostri teodem non avrebbero potuto fare di meglio. E allora ciao, Dorina, ti saluto. Se ci sei tu, non posso esserci io, io che (anatema!) credo nel diritto dell’individuo all’autodeterminazione. Ti saluto, Pd, ma a malincuore, e spero, un giorno, di tornare a votarti, quando la squadra dei tuoi baccelloni avrà fatto ritorno al suo pianeta.

(18 marzo 2009)

Pereira

348 articoli su Radio Pereira. <a href="https://radiopereira.it/io-sono-pereira/"><strong>Della prima parte della mia vita</strong></a>, molti di voi già sapranno grazie ad Antonio Tabucchi, della seconda invece pochi sanno. Per carità, non che ci sia molto da dire ma visto che i ragazzi della redazione insistono... Venni qui dopo un lungo peregrinare da un paese all’altro, fuggendo da quel paese senza libertà che era diventato il mio paese, il Portogallo, negli anni ‘30. Arrivai subito dopo la guerra e mi trovai così bene da decidere di rimanere. La gente allora era accogliente, nel paese si respirava – grazie al clima di dopoguerra – una voglia straordinaria di fare, di ricostruire e anche io diedi il contributo. Oggi si direbbe che lo diedi da “straniero”, da “migrante”. Ma ero poi così straniero, cioè “estraneo” a questo paese? forse no, visto che sono ancora qui e considero questo paese come l’altra mia patria. <a href="https://rp.liberstudio.com/2008/07/25/il-cantante-vasco-e-la-questione-dell%E2%80%99identita/"><strong>Vedi anche questo post</strong></a>