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Viaggio a Cuba 3

Havana 4_11_08   9.00


Lenzuola di cartone, un orologio che batte i secondi, succo d´arancia, due fette di pane, un pezzo di burro, wurstel, cafè con leche, leche solo, puzza di piedi, puzza di sudore, il sole dalle persiane, cani che abbaiano, il quartiere della Playa, la casa di Jorghe Valdes Bosh, casa particular.

Vedrai Centro Habana, sembra una città appena bombardata, dicono sembri Beirut, ma io Beirut non l’ho mai vista, neanche in televisione, sentenzia Jorghe.

Poco più tardi, Centro Habana. Il sole brucia gli orizzonti e anche le prospettive, l’Havana brucia sotto il sole di novembre, tutto brucia e tutto si consuma, rimane la cenere, un soffio di vento la spazza via
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Pereira

348 articoli su Radio Pereira. <a href="https://radiopereira.it/io-sono-pereira/"><strong>Della prima parte della mia vita</strong></a>, molti di voi già sapranno grazie ad Antonio Tabucchi, della seconda invece pochi sanno. Per carità, non che ci sia molto da dire ma visto che i ragazzi della redazione insistono... Venni qui dopo un lungo peregrinare da un paese all’altro, fuggendo da quel paese senza libertà che era diventato il mio paese, il Portogallo, negli anni ‘30. Arrivai subito dopo la guerra e mi trovai così bene da decidere di rimanere. La gente allora era accogliente, nel paese si respirava – grazie al clima di dopoguerra – una voglia straordinaria di fare, di ricostruire e anche io diedi il contributo. Oggi si direbbe che lo diedi da “straniero”, da “migrante”. Ma ero poi così straniero, cioè “estraneo” a questo paese? forse no, visto che sono ancora qui e considero questo paese come l’altra mia patria. <a href="https://rp.liberstudio.com/2008/07/25/il-cantante-vasco-e-la-questione-dell%E2%80%99identita/"><strong>Vedi anche questo post</strong></a>