Si, compro un libro, lo leggo e non lo getto via.
Lo custodisco in casa, in una libreria, su uno scaffale.
Lo custodisco in quanto scelta meditata, pensata, pagata.
Forse, se i piaceri delle scelte dovessero incontrarsi, lo leggeranno i miei figli, oppure amici degli stessi o mariti e quindi figli. La risposta al mio intervento sulla prossima apertura di una libreria coop nella nostra citta’ non ha portato, come speravo, una spiegazione sul perché si apra un nuovo punto vendita di questo livello e sulla presenza attuale di altre librerie che soddisfano in qualità e quantità la domanda straordinaria di libri e letture.

No, l’unica risposta (pubblicata dall’avv. Nando Corrado sul Resto del Carlino, N.d.R) arriva da un amico che, saltando a pie’ pari le librerie, ne auspica la prossima fine, ineluttabile causa l’avanzata poderosa di internet e la presenza di tutto cio’ che si scrive e stampa sulla rete stessa.

L’Avv. Nando Corrado si lancia in una difesa della diffusione del libro su internet pronosticando l’estinzione del libro in quanto oggetto da consumare e gettare, rimandando ciò che è essenziale nella qualità culturale o scientifica del libro, ad un grande archivio mondiale residente in internet, consultabile da tutti. Visione di grande fascino, certamente. Seduto innanzi un computer, apri e leggi. Non esci, non hai bisogno di frequentare posti affollati e notoriamente “intelligenti” come le librerie. Non hai bisogno di consultare un catalogo o di parlare con quei librai notoriamente saputelli, non corri il rischio di incontrare qualcuno con il quale confrontarti, dare e ricevere informazioni.

No, potrai trovare tutto su internet. Certamente potrebbe risultare facile e comodo ma… c’è un ma. Non intendo parlare di eventuali usi distorti e faziosi della rete nella sua accessibilita’ e fruibilità. Non voglio pensare agli usi fraudolenti dei testi nella formazione intellettuale dei giovani. No, voglio tessere l’elogio e la difesa non della libreria in genere, quanto di quelle librerie, cosi’ come ci sono nella nostra citta’, che del libro fanno ragione di esistere non solo economicamente. Il libro non e’ solo di chi lo legge. Il libro è innanzittutto di chi lo scrive. Di chi scrivendolo pensa al lettore che aprirà, leggerà, sottolineerà alcune righe o tante del suo libro che avrà un costo ed un peso anche fisico.

Un libro che avrà ampi spazi bianchi che permetteranno appunti ed inizi di riflessioni. Un libro che passerà, per primo, in mano ad un libraio, ad una commessa che andrà a posizionarlo sul banco, sullo scaffale. Un libro che verra’ sfogliato da tanti clienti dopo che il libraio avrà guardato con attenzione il retro ed anche la presentazione e che ricorderà quando l’aveva prenotato dal rappresentante. Non si tratta di una difesa passatista e nostalgica delle vecchie librerie ne’, tanto meno, di un ostracismo verso internet. Si tratta della voglia di coniugare la tradizione nobile e fondamentale, storica e moderna delle librerie, con la forza della scienza che internet rappresenta.

Ben vengano gli archivi storici, le documentazioni, i libri in altra maniera impossibili nelle consultazioni. Ma internet non puo’ rappresentare la morte delle librerie e del libro. Si comincerebbe con i libri per finire su tanti altri campi, compreso il consumo minuto, quotidiano. Quello che ogni mattina ti rende ancora il piacere, forse piccolissimo, di alzarti ed affronatreil mondo con la tua testa.

Mauro Murgia

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