Goethe 2001.Eccoci alla seconda puntata di Goethe2001, cari viaggiatori di Radio Pereira. Eravamo rimasti nell’ostello della splendida Inveraray, nel sud-ovest della Scozia. Quindi torniamo lì, come sempre chiudiamo gli occhi, blocchiamo il flusso dei nostri pensieri per un attimo e….tac! Ma cos’è che ci sveglia? Ho capito, son le marmitte dei motociclisti! Stamattina sveglia con il rombo delle Harley, all’ostello! D’altronde, avevamo già detto che qui se ne incontrano di tutti i generi, di viandanti! E infatti, seduto al tavolino vicino al nostro, a far colazione con latte e cornflakes, un viaggiatore solitario, un signore di mezza età ci racconta della sua settimana di ferie passata a visitare le isole della Scozia.

Ma non volendo far tardi come ieri, vediamo di non attaccar bottoni troppo lunghi e partiamo alla svelta. A poco più di 30 km da qui, abbiamo l’imboccatura della splendida penisola del Kintyre , molto lunga e stretta, il cosiddetto giardino del Regno Unito.

Cardo del Kintyre.Che piccolo Eden! Da subito siamo piacevolmente bersagliati dai colori sgargianti di una incredibile varietà di fiori, che non vorremmo essere nei panni di una piccola ape, perchè ci sarebbe da perder la testa! Verrebbe voglia di raccoglierli tutti, ma perchè lasciarci andare alla solita mania umana di possedere le cose? Facciamo come i cari fratelli degli antipodi, gli aborigeni australiani, che dei rari fiori che trovano nel deserto, colgono solo il ricordo, e si beano solo con quello! Così chilometri e chilometri ci sono allietati da campanelle e azalee, felci, erica e cardi selvatici. Si ricordi che quest’ultimo, il cardo, è addirittura il simbolo della nazione! Un fiore spinoso e robusto, come lo è la gente che popola queste terre.

Discendendo tutta la penisola verso Sud, costa ovest, il paesaggio si fa un pò più brullo, e deserto, ma nonostante la Natura paia un pò spegnersi, in breve un’eccitazione ci comincia a pervadere, quando vediamo un piccolo cartello di legno indicare: Mull Of Kintyre! Adesso lo vogliamo svelare, se ancora non si fosse capito sentendo il sottofondo musicale di queste puntate: siamo venuti fino a quassù proprio per veder, con sinestetico piacere, la meravigliosa melodia della canzone di Paul McCartney (and The Wings) che fa così…

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Questa canzone ci ha sempre suscitato una tale emozione, da arrivare ad attrarci magneticamente a vedere il luogo che suscitava una simile vibrazione dell’anima, in Sir Macca e anche in noi poveri ascoltatori! Il Mull of Kintyre è la parte estrema della penisola, il Capo del Kintyre, appunto.

Mull of Kintyre.

Questo è il punto più vicino alla terra dei cugini d’Irlanda, infatti qua davanti, se è sereno, la si può anche vedere. La strada qui però finisce, e bisogna prender a piedi un bel sentiero, tra prati che conducono ripidamente al mare, che punta dritto verso il faro, costruito, pensate un pò, dal nonno di Louis Stevenson, il fortunato autore de l’Isola del Tesoro e soprattutto de: Lo Strano Caso del Dott.Jeckill e di Mr.Hide. Forse, a vivere un pò di tempo quassù, isolati e continuamente frustati da raffiche di vento sempre molto aggressivo, è proprio questo che scaturisce dall’animo di un uomo: la voglia di evadere fino ad un’isola lontana, ma anche il confronto, e forse lo scontro, con il nostro doppio, che celiamo nelle profondità del nostro inconscio…

Meditando su questi temi intriganti, ci fermiamo…a mangiare uno spuntino qui, su un manto d’erba vellutato spazzato come sempre dal vento fortissimo…tanto non abbiamo parrucchini da perdere…Tiriamo fuori dagli zaini il nostro bel pezzo di Cheddar, il tipico formaggio scozzese, con un pezzo di pane, a fare il pasto del pastore…e infatti guardando bene siamo proprio in mezzo ad un pascolo di pecore, e alle loro simpatiche palline di… Staremmo in questa condizione di sospensione dal mondo ancora tanto tempo, ma la voglia di continuare ci dissuade e distoglie.

Ripercorrendo la lunga lingua di terra verso Nord, ci imbattiamo in un simpatico signore con le sue pecorelle, che attraversano la strada, e mentre aspettiamo che le signore abbiano finito, cogliamo l’occasione per chiedere all’indigeno dove fosse la villa del Sig.McCartney, che ci risulta essere da queste parti…Tra lo scocciato e il divertito, ci fa sapere che il baronetto di sua maestà non ha una villa qui, ma è un pò tutto suo, tra case e terreni circostanti qui nel Mull!

A metà Kintyre, sulla costa est, ci lasciamo prendere dalla voglia di visitare la Scozia in Miniatura. No, non è un parco giochi, ma l’isola di Arran, così detta perchè racchiude in sè un pò tutti i generi di bellezze di questo straordinario paese. Dobbiamo prendere il traghetto Claonaig-Lochranza, ma per sbaglio facciamo qualche km in più, e ci imbattiamo in un castello, con accanto una piccola chiesa a cielo aperto, cioè col tetto crollato, e il suo piccolo cimitero di campagna. Abbiamo troppo amato Thomas Gray, e la sua “Elegy written in a country churchyard”, elegia scritta in un cimitero di campagna, precursore del romanticismo e del nostro Ugo Foscolo, per resistere al farci una passeggiata tra le tombe.

Anche se la luce del giorno comincia ad affievolirsi, non c’è nulla di macabro qui, anzi è dolcissima l’armonia che si respira tra la quieta morte di chi qui riposa e la splendida natura circostante, con la verde campagna e il mare coi gabbiani che intonano i loro canti. E così curiosando tra gli antichi sepolcri, ci imbattiamo pure nella tomba di chi? Ma del solito massone, che sempre ritorna in questo viaggio! Inconfondibili i rilievi con il martello, la squadra e il compasso, gli strumenti del costruttore… Attenzione, sentiamo suonare già in lontananza il ferry, il traghetto, della Caledonian MacBryne, ed è l’ultimo.

Torniamo velocemente all’imbarco e…ci sottoponiamo ad un salasso d’altri tempi: si, se c’è una cosa cara in Scozia, sono i traghetti per le isole! Questo costa circa 50€, per una corsa di mezzora o poco più! Siamo ormai vicini all’isola e, cosa c’è ad accoglierci? Una sirena! No, non la sirena della nave, ma una simpaticissima foca! Si dice infatti che fossero queste, le foche monache del Mediterraneo in particolare, ad aver ispirato le leggende sull’essere mitologico antropomorfo, che viaggiatori più epici di noi, come Ulisse, avrebbero incontrato nelle loro peregrinazioni.

Sbarchiamo e, sulla spiaggia…una intera famiglia di cervi!

Famiglia di Cervi in Scozia.

Non è possibile, questa volta abbiamo trovato l’Eden veramente! Ma cerchiamo anche di trovare da dormire, che sennò stavolta ci tocca far la notte in macchina davvero! Facciamo un pezzo di costa avanti ed indietro, ma l’ostello non lo troviamo; c’è però questa casa, è un bed & breakfast… vediamo se la signora, che annaffia i fiori, ci vuole per stasera? Si, siamo a posto anche oggi, ce la caviamo con 20 sterline per una camera per due, poco più di 10 euro a testa.

Parliamo un pochino delle meraviglie naturalistiche dell’isola con la signora, che ci avvisa che, ad esser molto fortunati, qui si potrebbero veder anche the otters, le lontre, ma ci dice anche che sono very shy, molto timide, e lei in 30 anni che abita qui le ha viste una volta sola! Ma noi intanto cerchiamo…un posto per la cena! E andiamo a finire, vista l’ora, ancora in un pub che sta per chiudere la cucina! Facciamo giusto in tempo a prendere, con la solita birra, un salmone affumicato: divino! Per forza, questa è la terra anche di questi meravigliosi pesci, che qui in Scozia si trovano ancora anche liberi, non di allevamento.

Sono ormai le 23 e fuori c’è ancora una sorta di chiarore, di luce, come di un tramonto che non voglia ancora lasciarsi andare, morire… Forse dorme, o sta sognando…ma stiamo sognando anche noi? Lì nel mare, a pochi metri da noi, una coppia di simpatici animaletti sta nuotando, pancia all’aria, come se stesse facendo una vasca a dorso, con la sola testina e la coda fuori dell’acqua: sono 2 lontre, le abbiamo viste davvero! Siamo stati così fortunati da vederle la nostra prima sera qui. Sarà la magia di quest’isola… e per noi è davvero facile lasciarci andare al mondo onirico del sonno, anzi, ci siamo già…

La prossima puntata di Goethe 2001 scopriremo che altre meraviglie ci riserva questa fantastica terra di Arran, e proseguiremo il nostro viaggio…

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3 Febbraio 2012 14:10

[…] Per la rubrica: Goethe 2001, Scozia Scritta da: Andrea Zucchi Post Correlati18 febbraio 2010 La musica dell’anima: Mull of Kintyre  Eccoci alla seconda puntata di Goethe2001, cari viaggiatori di Radio Pereira. Eravamo rimasti […]

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3 Febbraio 2012 14:05

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Stefano Fiorelli
stefano
22 Febbraio 2010 11:22

bravissimo andri!