Riprendiamo da L’Unità le parole del filosofo, ex-sindaco di Venezia, Massimo Cacciari, perchè meglio di altre dipingono la crisi “vocazionale”, e di consensi, che attanaglia il PD.
Cacciari, deluso dal partito democratico, ne descrive lucidamente le criticità e le mancanze.
E’ anche uno dei fondatori del movimento “Verso Nord”, che tenta di dare una risposta, sensata, alla crisi culturale e politica di quella parte d’Italia in mano all’anti-cultura leghista.
“So che Sacconi e’ in grande affanno e come lui Pisanu e Galan. Ma il movimento non e’ roba mia, e’ Alessio Vianello che con passione sta portando avanti questa idea, questo tentativo, credo dovuto, di mettere assieme persone ragionevoli. Tutto e’ in movimento di nuovo, la crisi portera’ novita’, cambiera’ tutto. Speravo che il Pd avesse capito e invece vedo che prevalgono posizioni conservatrici, lo svuotamento e’ in atto. Il bello e’ che la crisi di Berlusconi e del Pdl non muove voti verso il Pd.
Nel Pd si difendono lobby e corporazioni – continua – mentre in queste ore rifiorisce l’ideologia, l’ideologia da Legambiente o quella da Arci risorto di Vendola. Il federalismo deve partire dalla citta’ e deve seguire un percorso anticorporativo. Sono convinto che fare politica sia conquistare consensi – conclude Cacciari – e quindi conquisto consensi. Sara’ merito mio oppure no il fatto che alle amministrative si sia salvata Venezia dall’assalto della Lega?”.
Insomma, Cacciari ha deciso di rimboccarsi le maniche, come dice lo spot del PD.