Odore di muschio, erba, fiori incartati in bianco, blu, viola. Sole basso, ombre lunghe. Respiro pace, cerco serenità. Lapidi divelte, nomi a terra, occhi verso il basso guardano erbe novembrine. Cimitero de L’Aquila, giorno dei morti, un pensiero ai vivi abbracciati stretti a questi fiori.

Ringrazio Chiara Rapaccini, che una sera, dopo aver mangiato patate e verdura, mi parlò del cimitero. “Vai a vederlo. – disse – Un colpo al cuore.” Ci sono andato. Questo quel che ho visto.



La morte è sempre invidiosa dei vivi.
Se ti vesti di nero, non
è perché gli altri ti riconoscano
– è per sparire.

Per non mostrare quanta invidia la vita abbia, oggi, della morte
per non sentire
per non vedere.

A custodire la violenza acerba dei ricordi scenderà la notte.

Federica Campi

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andrea zucchi
andrea zucchi
12 Novembre 2010 17:15

La risposta di Pasolini alla domanda di Andrea Marzi…
la trovate nel finale de “la terra vista dalla luna”, episodio del maestro all’interno de “le streghe”…

gianni
gianni
2 Novembre 2010 18:02

Noi non potremmo mai rispondere a questa domanda. Però ce ne dovremmo fare carico, noi e la classe politica che ci rappresenta. Quella de L’Aquila è una tragedia collettiva e così dovrebbe essere vissuta. Cara Rosaria, cosa dirti? Solo che ti abbraccio.

Rosaria
Rosaria
2 Novembre 2010 17:05

E chi come me a L’Aquila ci vive e ci lavora,
non fa che interrogarsi continuamente:
Andar via o restare? Siamo in molti giovani a porci questa domanda; una domanda che presuppone risposte grandi e cambiamenti forse definitivi.
Voi che fareste?

raffaella
raffaella
2 Novembre 2010 15:57

Sono riuscita a vederne solo una! Non chiedetemi perché, non lo so. Molto bella la poesia di Federica sulla morte e l’unica foto che ho visto. Io ho commemorato i miei morti con la tradizionale visita ai cimiteri: mi piace molto farlo, è come visitare dei cari che sai che sono in pace, che vedranno le nostre piccolezze (no nel caso dell’Aquila, ahimé) con uno sguardo diverso, consapevole che anche se in modo diverso la relazione continua e non si è interrotta, ciò mi rasserena e amo farlo! Anche il ricordo necessita di continuità e fedeltà. Le relazioni con i… Leggi il resto »

f. tamburini
f. tamburini
2 Novembre 2010 15:29

Da un punto di vista politico forse è proprio come dici tu. Tra gli uni e gli altri non c’è differenza. Ma andare a L’Aquila e vedere cosa fanno queste persone per cercare di ricominciare è un’esperienza incredibile. Migliaia di storie sconosciute, che rimarranno sconosciute (spero di poterne raccontare qualcuna, magari qui). Se potete, se volete, andateci a L’Aquila. Andate a vedere. Non da turisti, ovvio. Andateci come se andaste a trovare dei parenti, degli amici. Loro ve ne saranno grati.

Andrea Marzi
Andrea Marzi
2 Novembre 2010 14:42

A L’Aquila non ci sono attenzioni adeguate a garantire il decoro ai vivi, figurarsi ai morti. In questa sfortunata città si tocca con mano una situazione estrema che ci svela che forse è vero un sospetto: fra gli uni e gli altri, che differenza c’è?