Lapide dell'istruzione: Ddl Gelmini.E legge fu. Non sono servite le proteste e le botte che si son presi i giovani studenti in molte città italiane. Non è bastato scrivere e denunciare, non è bastato provare ad avere fiducia in un disastroso e vergognoso governo, nonostante tutto. Non è bastato perché questo governo e questo parlamento non hanno mai avuto orecchie per sentire né tantomeno senso costituzionale per governare la res publica. Hanno avuto solo mani per togliere, strappare dignità a questo paese da anni in ginocchio, sempre più stremato da condizioni di vita rovinose.

Ma passino le regioni inondate di spazzatura, passi il partito anticostituzionale che è stato legittimato a governare pezzi di paese, passi la comunicazione manipolativa che da un ventennio è autorizzata a insozzare le coscienze, convincendo che la miseria in fondo è una bella alternativa. Passi la magistratura infangata da calunnie tutti i giorni. Passi tutto: ma quando a un paese si nega l’istruzione e la ricerca quel paese è morto. Non ha futuro e non può averlo.

E’ il concetto più difficile da spiegare e il più subdolo su cui agire. I grandi despoti, i tiranni, i demagoghi sanno da sempre che questo è il pilastro portante per avere in pugno una popolazione, che senza pensiero tutto è facilmente dominabile, che dove non c’è coscienza c’è manipolazione facile. Ed ecco il risultato: esterni che valutano addetti ai lavori, amministrativi che dirigono l’istruzione, docenti che al culmine della loro preparazione devono andare a casa perché son “vecchi”. Ora dico io: un operaio devo lavorare per ben 40 spaccandosi la schiena tutti i giorni in lavori fisicamente pesanti e i pensatori a 70 anni sono vecchi? E quand’è che valgono? Quando non hanno esperienza? All’inizi della loro ricerca? Forse che la Montalcini è obsoleta? È pensionabile?
E con che criterio si decreta che l’educazione va gestita in maniera manageriale come fosse un’azienda? E con che criterio un docente universitario può prendere 5 anni di aspettativa perché ha da lavorare magari nel privato? Quale normale lavoratore ha diritto a 5 anni di aspettativa? Ma che bel contentino 125 milioni di euro per le borse di studio! E poi? Poi però dovrò andare a studiare a 500 km da casa mia perché ciò che voglio studiare nella facoltà vicino casa è stato abolito perchè non era tanto remunerativo e non ha avuto abbastanza fondi!
E poi dopo il dottorato sto a casa perché le borse post dottorato (chi le ha mai viste? Qualcuno ne ha mai avuto notizia?) non esistono più, succhiavano troppi soldi e allora le hanno tolte.

In compenso ora ci sarà un bel manager che con la sua competenza economica si annuncia che saprà certamente gestire le sorti dell’Istruzione del nostro paese. Questo straordinario dottore dell’economia che magari avrà fatto lo stage in America o che sa giocare in borsa pretenderà di amministrare i percorsi didattici delle varie facoltà e farà in modo che ciascuno studente raggiunga una preparazione degna nel proprio ramo. Benissimo. Anzi malissimo. E’ come se io con la mia laurea in filosofia pretendessi di governare una banca. Non conosco laureati in materie umanistiche che pretendono di farlo, mi chiedo allora per quale motivo delle sorti educative e formative del nostro paese continuano a occuparsene i ragionieri.

Questo solstizio d’inverno forse è un epilogo per il nostro paese, non un preludio.
Alla notizia dell’approvazione della legge così scriveva un ragazzo su twitter:

“Il Senato approva. La riforma Gelmini è legge. Un paese senza futuro. L’ultimo spenga la luce.”

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