Seabear, I Sing I SwimL’Islanda è sempre stata prolifica di melodie evanescenti e sussurrate e i portabandiera della scena sono da sempre i Sigur Ros, ma qualcosa sta cambiando. Testimone del cambiamento è proprio l’ultimo LP dei suddetti, che si allontana un po’ (ma non troppo) dall’ambient artico degli album precedenti per avvicinarsi ad un folk sempre molto intimo, ma più percussivo e suonato.

I Seabear prendono il nome da uno degli animali simbolo dell’Isola, l’orso bianco, che rappresenta anche il lato oscuro della altrimenti inoffensiva fauna islandese, poichè è l’unico predatore, sebbene non autoctono ma trasportato casualmente da frammenti di iceberg dell’artico.

Quello che mi piace di questa scena islandese è che è tipicamente locale, celebrata e condivisa ovunque, ma è attaccata alle sue origini senza ripensamenti, a modo suo, resistente. I Sing I Swim è il singolo dell’album The Ghost That Carried Us Away, del 2007.

[youtube 6pWTVwoecog 520]

2 Commenti

  1. La scena islandese si è iniziata a muovere adesso ma è rimasta “anni 90” per 20 anni, jonsi ha perfino un progetto parallelo per poter liberarsi dai sigur ros.
    A

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui