Federico Tamburini è tante cose,
un fotografo, un appassionato di narrazione, un ottimo organizzatore.
In tutte queste attività porta un dono: la sobrietà. Come può essere una sua rubrica di libri se non con la caratteristica che abbiano meno di 100 pagine?
Preziosa.
100 grammi, la rubrica per chi trova la scusa “non ho tempo di leggere” 


Sabato mattina.
Caffè, giornale, due passi in centro, il sole negli occhi e nessun problema, vita borghese e la strana sensazione di sentirsi dei coglioni, comprensione a tratti; essere a un passo dalla svolta, quella definitiva, che non si è avuto mai il coraggio di prendere, ma oggi sì, senza indugio.
Entro in libreria.
Questione di secondi. Prima riga.

A cavallo dei trent’anni, vissi un periodo in cui tutto quello che toccavo, si trasformava in un fallimento.

Oggi va così. Pago, esco.

Sbarcare il lunario. Cronaca di un iniziale fallimento, Paul Auster, 115p — 3 ore e 20 minuti

Almeno lui ci ha provato. A dieci anni spalatore di neve, venditore di limonata sul marciapiede davanti casa…

cameriere in un campeggio estivo, giardiniere al Commodore Hotel, tuttofare su una petroliera tra la costa atlantica e il Golfo del Messico, centralinista nella sede parigina del New York Times, ghost writer per una ricca americana in Messico.

Avevo l’energia, la testa che scoppiava d’idee e il solletico ai piedi. In un mondo così grande, l’ultima cosa che volevo era starmene al calduccio.

Un racconto sul fallimento. E non parlo dei piccoli e dolorosi scivoloni quotidiani, ma dei crolli monumentali. Questa la premessa: affermarsi come outsider dimostrando di potercela fare da solo, senza inchinarsi a nessuna idea d’altri su quello che rende buona una vita.
Sarà una caduta rovinosa. Al centro di tutto, la scrittura: «La mia unica aspirazione era stata quella di fare lo scrittore. Più che sceglierlo, ne vieni scelto, e una volta constatato che non sei adatto a fare nient’altro, ti devi precipitare a percorrere per il resto dei tuoi giorni una strada lunga e difficile.»
Federico Tamburini

pubblicato per la prima volta su finzionimagazine.it

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