Werner Herzog - SENTIERI DI GHIACCIO

Capita a volte che non rimanga altro da fare che mettersi in cammino. Vi è mai capitato? Quell’intenso e struggente desiderio di uscire di casa, prendere una strada qualsiasi avendo un “unico pensiero dominante: via di qui”.

SENTIERI DI GHIACCIO, W.HERZOG, 73pg, 1 ora e 30 minuti

“Alla fine di novembre del 1974 mi telefonò un amico da Parigi e mi disse che Lotte Eisner era gravemente malata ed era probabile che morisse. Io dissi no, non può essere, non in questo momento. Presi una bussola, una sacca con dentro lo stretto necessario. Presi la strada più diretta per Parigi, nell’assoluta fiducia che lei sarebbe rimasta in vita, se io fossi arrivato a piedi. A parte questo, volevo rimanere solo con me stesso.”
Così comincia la straordinaria avventura di un viaggio a piedi, da Monaco a Parigi, intrapreso nell’inverno del 1974 da Werner Herzog, per recarsi a trovare la sua amica malata, convinto che questo gesto, sacrificio, l’avrebbe mantenuta in vita.
“Se mi trovassi lassù, sopra la mia testa, in un silenzioso aereo, per Parigi sarebbe un’ora e mezzo.”
“I miei passi sono decisi. E ora trema la terra. Quando io cammino, cammina un bisonte. Quando mi fermo riposa una montagna.”
Ed Herzog va, passo dopo passo. Da sabato 23 novembre, a sabato 12 dicembre 1974. E Lotte? Sarà ancora viva al suo arrivo sui Campi Elisi?
Herzog ci racconta di un’Europa nuova, che noi siamo soliti attraversare in treno, in auto, sorvolare in aereo. Più ci addentriamo in queste pagine desolate e siamo presi dall’incantesimo del viaggio, e più importante non è la meta, non è la Eisner, ma la terra di nessuno che si attraversa.

Federico Tamburini

pubblicato per la prima volta su finzionimagazine.it

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