Il Museu do fado e da guitarra portuguesa è l’emblema istituzionale di ciò che rappresenta questo genere musicale a Lisbona e in tutto il Portogallo. Ma ha anche il pregio di non essere un luogo polveroso lontano dalla gente. Tutt’altro: vive con e per la gente e la sua posizione, allo Chafariz de Dentro, lo pone nel luogo più affollato e affascinante dell’Alfama, a contatto, sempre e comunque con il cuore pulsante della città e la sua maggiore ispirazione.

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Al Museu il 27 novembre 2011 ci fu una grande festa popolare per festeggiare la proclamazione del fado come “patrimonio immateriale dell’umanità” da parte dell’Unesco, come tengo ogni volta a ricordare, come premio che mi sento un pochino dentro. Tutti gli spazi della struttura, ex centrale elettrica, sia il giardino sia i saloni e l’auditorium, hanno visto una due giorni di grande spessore emotivo, per la gioia della direttrice, Sara Pereira, e di tutti gli appassionati. Chi non conosce il Museu do fado e da guitarra portuguesa avrà, giungendovi la prima volta, una forte impatto emotivo con esso, che la nuova disposizione, con le salette multimediali e d’ascolto, ha ulteriormente allargato facendo piombare il visitatore all’interno delle case de fado di ogni epoca e alla scoperta di tutte le incisioni che sono state effettuate. E scopre anche gli artisti, le storie e le leggende, gli aneddoti che hanno percorso le epoche dalla Severa ai giorni nostri. Un percorso molto interessante, fatto di fotografie e strumenti musicali, di vecchi long playing e di salette per le proiezioni cinematografiche; e ancora ricostruzione di locali caratteristici delle origini e ampie spiegazioni sul cinema fadista e sulle riviste che lanciarono le grandi artiste del Novecento. E poi tanta musica diffusa lungo i corridoi, che il visitatore sceglie schiacciando dei tasti posti sulle gigantografie degli artisti. Il bookshop e l’auditorium sono altri spazi che anche il curioso apprezza. In quest’ultimo si svolgono spesso splendidi concerti.

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Come è stato quello di Carminho, voce molto gradevole, presenza sempre più frequente della discografia e degli spettacoli ao vivo, che alla viola de fado ha voluto Diogo Clemente, fra i giovani allievi di Jorge Fernando quello con più spiccato talento e già capace di esprimersi ai massimi livelli accompagnando le migliori cantanti del momento e proponendosi anche internazionalmente come virtuoso della sei corde. Il suo “balanço” è particolare, fra i più world music attuali, anche lui spesso ospite del grande edificio dell’Alfama. Il Museu, dunque, come luogo di attrazione, di sviluppo culturale, di impegno a mantenere la tradizione sviluppandone le possibilità così bene accolte in ogni parte del mondo. Ma anche offrire ai giovani lisboeti la possibilità di misurarsi con la propria storia e di sentire anche come loro l’”antico” fado. Ecco quindi l’organizzazione di una serie di lezioni nelle scuole superiori cittadine affidate a grandi artisti. Mariza, per esempio.

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La meravigliosa cantante, fra le maggiori della sua generazione e una delle ambasciatrici che Lisbona ha schierato in prima fila per ottenere il riconoscimento dell’Unesco, è stata ospite della scuola superiore Dona Luisa de Gusmao. Ad alunne e alunni, Mariza ha raccontato la sua storia di fadista e ha risposto alle tante domande che le sono state poste con simpatia e grande partecipazione. La scuola è una di quelle che più prontamente ha risposto all’invito del Museu do fado per trattare tale genere musicale nelle proprie lezioni. Questo e altri istituti stanno facendo un vero e proprio tirocinio anche all’interno del museo dove apprendono non solo i rudimenti del fado, ma si immergono nella sua storia e soprattutto vengono posti come punto di riferimento per un futuro che permetta a questo genere musicale straordinario di non finire mai nel dimenticatoio. Io credo che ci sarà sempre in animi gentile e ben disposti una accoglienza entusiasta a questa musica…

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E chiudiamo ascoltando Dulce Pontes con un po’ di nostalgia… Sta lavorando sodo e tornerà presto sui palchi e in disco. Ma le sue registrazioni di fado, che rivaleggiano in numero con quelle più etniche o pop o classiche, sono sempre un toccasana per chi ama la musica che viene dal basso, la musica che si fa amare perché è vera e odora delle strade di Lisbona. Il tempo sta dando ragione a un movimento che rappresenta un vero e proprio elisir per un Paese, il Portogallo, che non vive momenti spensierati. Ma che ci attende, noi amici italiani, sempre con grande affetto. Ricordando che presto sarà tempo di Festas.

Riccardo Iannello

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