Ogni lunedì leggiamo, analizziamo, commentiamo i fatti di cronaca e i grandi temi dell’attualità politica e sociale con un “editoriale”, o meglio una “distorsione”, facendo parlare una canzone, un autore o un album.

Ho paura del folle, o forse sbaglio e magari è meglio così. Un folle senza arte né parte che vuole fare strage di bambine. Sarebbe meno drammatico — penso a voce alta — sapere che quello che è accaduto a Brindisi sia frutto della “quarta mafia”, la Sacra corona unita, o del terrorismo, brigatista o anarchico fa lo stesso, o perfino dei servizi segreti, in una novella strategia del terrore che non si capisce a chi possa fare comodo, che non di un matto. O comunque di un delinquente solitario che colpisce non si sa dove e perché e al momento senza alcuna motivazione (escludo completamente la pista passionale, troppo, a mio parere, idiota).

Scrivo mentre a Brindisi la procura (normale) e quella antimafia si fanno guerra sulla matrice della morte di Melissa Bassi, colpevole solo di essere giunta a scuola presto perché il bus ha quell’orario e non poteva fare diversamente. Lei e la sua amica Veronica Capodieci, che non sappiamo se si salverà, si preparavano a una giornata speciale, con tanto di sfilata e festa. Sono rimaste vittima — la prima mortalmente la seconda in condizioni ancora disperate — della deflagrazione di tre bombole di gpl di fronte alla loro scuola, e mai era accaduto prima di oggi in Italia un evento del genere.
Il timer è stato messo male, la strage avrebbe dovuto avvenire dieci minuti più tardi, alle 7,55, e allora di fronte all’istituto Morvillo-Falcone non ci sarebbero state solo le mesagnine, ma anche gran parte dei 600 studenti del professionale. Immaginate, vero, quello che sto immaginando io? Quegli zaini sporchi di sangue, quei libri aperti al vento sarebbero stati centinaia. Un tremito percorre il corpo di ogni persona sensata. Alle due di notte qualcuno è stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza che armeggiava nella zona, può essere lui l’assassino, forse c’è un identikit, noi speriamo solamente che lo prendano. Ma l’idea di un cane isolato mi fa paura: troppi potrebbero esserlo, non abbiamo contromosse adeguate contro la delinquenza personale. Ho paura solo a pronunciare il nome Breivik, ma Breivik nella sua maledetta azione ha sterminato in nome di una ideologia, la più sbagliata possibile, ma quasi credendo che il mondo sarebbe stato “purificato” senza più laburisti. Melissa no, non doveva morire, e basta, non ci sono speculazioni politiche o ideologiche dietro quel baratro passato per le bombole dell’istituto Morvillo-Falcone.

Fate sì che sia stata la mafia, che le motivazioni siano la legalità, l’intitolazione della scuola, la carovana di solidarietà di don Ciotti, il legame con la provenienza delle ragazze, Mesagne, dove la Sacra corona unita è nata trent’anni fa e che viene descritta come una piccola Chicago. Fate sì che non sia l’attentatore della porta accanto. Di quelli ho paura, dai delinquenti veri è più facile difendersi! (la penso così, spero di non essere troppo poco umano…).

E che canzone meglio di “Cento passi” dei Modena City Ramblers può rappresentare questo mio stato d’animo? Eccola.

[youtube KUpcxdg2Iqs 520]

Ed ecco il testo:

“Sei andato a scuola, sai contare?” “si so contare”
“E sai camminare?” “so camminare” “E contare e camminare insieme lo sai fare?” “credo di si”
“Allora forza, conta e cammina.. 1,2,3,4..” “ma dove stiamo andando?” “..conta e cammina..95,96,97,98,99,100..lo sai chi ci abita qui?
U zu Tano ci abita qui.. cento passi ci sono da casa nostra, cento passi”
(dal film I Cento Passi di M.T. Giordana sulla storia di Peppino Impastato)
Nato nella terra dei vespri e degli aranci, tra Cinisi e Palermo parlava alla sua radio..
Negli occhi si leggeva la voglia di cambiare, la voglia di Giustizia che lo portò a lottare..
Aveva un cognome ingombrante e rispettato, di certo in quell’ambiente da lui poco onorato..
Si sa dove si nasce ma non come si muore e non se un’ideale ti porterà dolore..
“Ma la tua vita adesso puoi cambiare solo se sei disposto a camminare, gridando forte senza aver paura
contando cento passi lungo la tua strada”..
Allora.. 1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!
“Noi ci dobbiamo ribellare” (dal film)
Poteva come tanti scegliere e partire, invece lui decise di restare..
Gli amici, la politica, la lotta del partito.. alle elezioni si era candidato..
Diceva da vicino li avrebbe controllati, ma poi non ebbe tempo perchè venne ammazzato..
Il nome di suo padre nella notte non è servito, gli amici disperati non l’hanno più trovato..
“Allora dimmi se tu sai contare, dimmi se sai anche camminare, contare, camminare insieme a cantare
la storia di Peppino e degli amici siciliani”..
Allora.. 1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!
Era la notte buia dello Stato Italiano, quella del nove maggio settantotto..
La notte di via Caetani, del corpo di Aldo Moro, l’alba dei funerali di uno stato..
“Allora dimmi se tu sai contare, dimmi se sai anche camminare, contare, camminare insieme a cantare
la storia di Peppino e degli amici siciliani”..
Allora.. 1,2,3,4,5,10,100 passi!..1,2,3,4,5,10,100 passi!
“E’ solo un mafioso, uno dei tanti”
“E’ nostro padre” “mio padre, la mia famiglia, il mio paese.. ma io voglio fotter.. mene
io voglio scrivere che la mafia è una montagna di m.. erda, io voglio urlare!” (dal film)

Riccardo Iannello

Il prossimo appuntamento con Distorsioni sarà lunedì 28 Maggio

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Chiara Innocenza
Chiara Innocenza
23 Maggio 2012 01:39

Sono d’accordo con te, Ivan. Sabato sono rimasta basita di fronte a tutti i post degli amici su Facebook che si dichiaravano a lutto per un attentato di mafia, prima ancora che si conoscessero i più piccoli particolari di quello che era successo a Brindisi. Alle tue “parole di pastafrolla” non ci sarebbe da aggiungere altro, hai focalizzato perfettamente il punto. Mi permetto, in umiltà, di aggiungere che sarebbe l’ora di smetterla di sprecarne, la stampa e chi detiene il “potere delle parole” dovrebbe sapere amministrarle bene. E invece non è ancora così. Sbattere il mostro in prima pagina fa… Leggi il resto »

Ivan il Terribile
ivan il terribile
21 Maggio 2012 12:49

mi sbaglierò, ma, secondo me, dal momento in cui è successa la tragedia si stanno facendo troppi (s)ragionamenti, basati un po’ sul nulla; per quel che mi riguarda appena avute due informazioni, a me è venuto in mente che non era una cosa di mafia, mentre i media non parlavano d’altro… e chi parlava d’altro azzardava letture psicotiche da competizione ora le ipotesi si ribaltano e si sta già tracciando il profilo del killer che ce l’ha col mondo, con la crisi, con le donne e così via ci si è chiesti a chi giova la bomba…non lo so; ma… Leggi il resto »