Caro Pereira,

accogliamo con piacere e un po’ di imbarazzo la proposta dei redattori di Radio Pereira (anche Andrea Marzi è redattore di RP) di pubblicare in rete gli atti di una polemica nata in ambito locale (ma a proposito di una proposta a livello nazionale) e finita in una direzione del tutto imprevista e da noi indesiderata.

Nostro obiettivo, con l’articolo pubblicato dal Resto del Carlino, era proporre una riflessione e un confronto con le istituzioni locali che hanno acquistato-sponsorizzato-patrocinato una singolare iniziativa teatrale dell’opinionista televisivo dottor Crepet (Crepet incontra le famiglie) secondo una modalità che ci ha lasciato perplessi.

Invece che dalle istituzioni – che comprensibilmente hanno tempi più lunghi – la risposta, anzi, le risposte, sono arrivate dal collega, comprensibilmente ferito dalle critiche ma che forse ha male inteso il nostro intento. In ogni caso in giorni in cui viene fischiato e criticato il Papa forse anche il dottor Crepet potrebbe accettare qualche rilievo sui propri prodotti culturali nel momento in cui questi vengono immessi sul libero mercato.

Francesca Scicchitano / Andrea Marzi


Ai Sig.ri

Presidente Confartigianato Pesaro Learco Bastianelli / Segretario Provinciale Confartigianato Pesaro Giuseppe Cinalli / Presidente Fondazione Cassa di Risparmio Pesaro Gianfranco Sabbatini / Sindaco di Pesaro Luca Ceriscioli / Presidente Provincia Pesaro-Urbino Matteo Ricci / Assessore Politiche sociali e Famiglia Provincia Pesaro-Urbino Daniela Ciaroni / Presidente Banca Marche Lauro Costa / Forum famiglie / Dott. Paolo Crepet

In questi giorni la nostra città ospita un evento mediatico significativo che segnala un bisogno diffuso al quale come professionisti e operatori culturali cerchiamo da anni di dare risposte con la creazione di appuntamenti – a partecipazione gratuita – sul nostro territorio. Inoltre siamo impegnati a fare rete con altri colleghi e strutture del settore pubblico e privato e, ove disponibili, con le istituzioni.

 

Va da se che ogni occasione per parlare dello smarrimento del mondo adulto di fronte a quello dei giovani sia preziosa, tanto più se curata da un professionista. Merita però una riflessione la scelta, da parte di importanti e meritorie istituzioni cittadine, di “colmare quel senso di solitudine e smarrimento degli adulti nel rapporto coi giovani” affidando tale delicato compito alla declinazione teatrale di un format televisivo. 

La subalternità culturale di una scelta simile è per noi motivo d’allarme perché quegli adulti sembrano davvero così smarriti da non riuscire a fare di più che rivolgersi all’opinionista di “Porta a Porta”. 

Assistiamo, con questa che è la tappa pesarese di una tournee simile a quelle delle star dello spettacolo, ad una operazione nuova in cui il disagio, invece che essere affrontato di persona nel percorso intimo e profondo di una relazione terapeutica per un tempo sufficiente a promuovere veri cambiamenti, approda ad una dimensione anche organizzativa di tipo mediatico/televisivo/editoriale che diventa terzo ambiguo protagonista fra chi sta male e chi cura. Tale operazione a nostro avviso esclude un patrimonio di competenze di questo territorio a livello di servizi pubblici e privati che meriterebbero maggiori investimenti e considerazione.

Se da un lato – infatti – questo tipo di eventi può forse promuovere lampi di consapevolezza, dall’altro rischia di fornire un’occasione consolatoria a molti adulti, con la partecipazione ad uno spettacolo doloroso evitando loro il passo più decisivo, quello del mettersi in gioco in prima persona.

Temiamo che quegli adulti così bisognosi e sanamente preoccupati, perdano invece di guadagnare, un’occasione e tempo prezioso per occuparsi davvero di un problema. 

Purtroppo infatti, per fare questo difficilmente basta andare a teatro.

 

Confidiamo sulla forza dei bisogni in gioco per richiamare i protagonisti istituzionali al molto invocato capitolo del “fare sistema” che crediamo faccia più rima con “territorio” che con “televisione”.

Ci piace pensare che questa iniziativa non rimarrà un episodico sasso nello stagno ma che da questo punto si attiverà un progetto di medio termine con protagoniste le istituzioni, volto a sostenere il difficile ruolo degli adulti (genitori e insegnanti) con iniziative di formazione permanente che non si attivi solo quando i giochi sono ormai fatti e si palesano in tutta la loro criticità (adolescenza) ma molto, molto prima.

Sarebbe questo un modo per affrontare prima e tutti insiemei temi che periodicamente conquistano con toni drammatici le prime pagine dei giornali (incidenti stradali, gesti autolesivi, bullismo, abuso di droghe, ecc) e poi rimangono, nella vita reale, sistematicamente elusi.

P.s. La sintesi, dura ma efficace di “tournèe del dolore” non è nostra ma del Resto del Carlino che nell’occasione ringraziamo.

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francesca scicchitano
francesca scicchitano
31 Maggio 2012 10:54

….ci conforta essere capiti .Viene colto , a nostro avviso , in queste poche , ma lucide righe di commento ,il senso di cio’ che abbiamo scritto. Nessuna spettacolarizzazione , nessuna polemica era nelle nostre teste,abbiamo scritto cio’ che abbiamo pensato….ma la verità non è per tutti !

chik67
chik67
30 Maggio 2012 15:20

Che bella e chiara, dignitosa, efficace questa lettera, che chiama in causa tutti nella nostra abitudine a spettacolarizzare il dolore, ad adagiarci in una dimensione rassicurante del disagio per risolvere il quale basta la parola magica, il manuale di auto-aiuto, la scintilla, come nei film di Hollywood.

Che triste la risposta rancorosa, stizzita, fuori bersaglio di chi, francamente, sembra incapace di uscire da questa dinamica e riesce a misurare solo in termii di “popolarità” i propri risultati (come se solo l’aver scritto libri, l’essere comparso in tv, l’aver conquistato fama possa autorizzare a dire la propria).

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[…] enti che hanno acquistato l’evento  ”Crepet incontra le famiglie” in teatro. https://www.radiopereira.it/2012/05/la-tournee-del-dolore-non-tollera-critiche-1.html              CommentiScrivi un […]