Ogni lunedì leggiamo, analizziamo, commentiamo i fatti di cronaca e i grandi temi dell’attualità politica e sociale con un “editoriale”, o meglio una “distorsione”, facendo parlare una canzone, un autore o un album.

Uomini che piangono
Capita di trovarsi in posizioni e opinioni diverse dalla vulgata. In occasione della finale degli europei mi è capitato per ben due volte:
– per non aver risparmiato in cuor mio una critica al C.T. Prandelli che – pur bravo a resuscitare una squadra bollita dandole un senso – ha completamente sbagliato formazione privilegiando elementi fisicamente non a posto e spianando la strada alla Spagna
– per un caso curioso e divertente per me. È stato quando guardando la rassegna stampa notturna mi sono trovato in sintonia con la prima pagina di Libero, un evento abbastanza raro – campionifrignoni
Probabilmente io sarei stato un po’ più morbido nella scelta dei termini ma confesso che vedere degli uomini (o sbaglio?) piangere per una sconfitta sportiva meritata mi ha dato un certo disagio. Mi dispiaceva vederli piangere come bambini per una cosa del genere lontana dai drammi umani degni di questo nome e che in questo periodo sono così vicini a tutti noi.
Ma forse quanto scritto finora è solo fuffa. Tutto un pretesto per condividere con voi la meraviglia di una canzone dal titolo Lagrimas negras (è il fomat di questa rubrica che mi obbliga a queste distorsioni!). Tratta dall’omonimo cd e nata da un incontro baciato dalla grazia fra una delle più belle voci maschili al mondo, quella di Diego Cigala e il pianista di Buena Vista, Bebo Valdez, è una di quelle cose capaci di rimetterti al mondo. Anche dopo che hai pianto come un bambino.

Grazie Diego, grazie Bebo.

Andrea Marzi

Il prossimo appuntamento con Distorsioni sarà il 16 luglio

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