Un personaggio come Custodio Castelo mette d’accordo tutti. Si può discutere, e si discute spesso, nelle case de fado fra musicisti e cantanti qual è più bravo dell’altro, quale più simpatico, quale più favorito dalla critica o dal pubblico, e talvolta si danno stilettate verso gli assenti, pronti poi a suonarci assieme e a ridere la sera successiva. Ma su Custodio mai nulla: Custodio è il signore della guitarra portuguesa. Il principe delle “unhas”, l’emozione stessa del fado tanto che Tim Ries lo ha voluto nel secondo volume di “The Rolling Stones Project”, che esplora la musica che piace al sassofonista di Mick Jagger.

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Custodio è in Italia. Accompagna Cristina Maria, l’ultima sua scoperta, che è una cantante della quale si sentirà parlare molto. Con loro c’è Carlos Garçia, una sicurezza alla viola de fado. Hanno debuttato ieri sera a Genazzano, alle porte di Roma, saranno domani, lunedì 16, a Pontedera, al Centrum Sete Sois Sete Luas di viale Piaggio, martedì 17 a Roma, a San Pietro in Montorio, il 20 a Mascalucia (Catania) al Parco Trinità Manenti. Custodio arriva pochi giorni dopo la presentazione, a Lisbona, del suo ultimo cd, il cui titolo è “Inventus” (dove alla viola de fado c’è Jorge Fernando). Un’altra opera nella quale la guitarra portuguesa invade lo spazio catturando ogni particella e facendo nascere emozioni salvifiche. Custodio ha una sensazionale capacità di accompagnamento e quando lo fa non copre mai la cantante. Lo ricordo in tante occasioni, con le più svariate voci, e sempre di lui mi piacque la sua umiltà nel non volere essere invasivo. Ma quando è la musica, da sola, che comanda il gioco, Custodio si scatena e diventa un’intera orchestra. Con lui si diverte il pubblico, si divertono i suoi compagni di avventura, e lo dimostra, per esempio, il grande successo a Portimao lo scorso novembre  al festival del fado. Quando non solo ha accompagnato Ana Moura, ma ha espresso il proprio genio con Carlos Garçia e Felipe Larsen.

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Custodio, dunque, vedette del Sete Sois Sete Luas, ma non solo. Perché il festival si dipana con altri appuntamenti straordinari che nella settimana fanno grandi  Pontedera, Roma, Mascalucia, Genazzano e Pollina (Palermo) ; ovunque, oltre ai palchi sui quali si esibirà Custodio con Cristina, l’aria del Portogallo si respirerà con la 7LuasOrkestra20° e la 7SoisOrkestra20°, che fondono ritmi e sentimenti del Mediterraneo unendo una serie di musicisti dei vari paesi. Chi afferma che il Portogallo non è Mediterraneo ha ragione da un punto di vista geografico, ma la cultura, la concezione della vita, i prodotti che vi vengono coltivati, sono assolutamente propri del mare nostrum.  E in queste orchestre, Luis Peixoto (7Luas) e  Margarida Guerreiro (7Sois) sono fondamentali. Ma in questi giorni in Italia c’è anche altro di portoghese, molto contaminato ma assolutamente vero.  Stasera alla Stazionetta di Gorgonzola, alle porte di Milano, il pianista “di casa” Davide Scagno ospita Davide Zaccaria e Maria Anadon. Davide è il violoncellista di Dulce Pontes, mille volte incontrato in questo viaggio, amico di vecchia data e di grande bravura. Maria Anadon è una cantante jazz raffinatissima. Si esibiranno in un repertorio portoghese che varia dal fado al jazz alla canzone di Josè Afonso alle ballads, un modo perché ognuno dei musicisti arrivi al top della propria personalità.

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Davide e Maria saranno poi raggiunti dai musicisti che fanno parte del progetto “(Re)cantos da Alma”, che debutterà in prima nazionale domenica 22 al festival Ambria Jazz nel cortile di villa Venosta a Grosio (Sondrio). Un appuntamento che la Valtellina attende con interesse. Davide e Maria, dicevamo, saranno accompagnati da Fernando Silva alla guitarra portuguesa, Antonio Barbosa al violino, Angela Carneiro e André Ferreira al violoncello. Una formazione particolare per una serie di  brani anch’essi vaganti in vari generi, col fado in primo piano, ma anche con le composizioni originali di Davide e brani di Sergio Godnho. Seguirà un album e il continuo cercare, da parte del musicista milanese emigrato in Portogallo, un suono che sia particolare, che crei fra i vari strumenti collegialità e profondo scambio di intensità. Davide solitamente ci riesce, la sua formazione classica lo mette al riparo da ogni possibile errore e le sue concertazioni lasciano col fiato sospeso. Un appuntamento, dicevamo, da non perdere. Come non hanno perso, i cultori delle “Festas” di Lisbona, e qui torniamo nella nostra città di elezione, il concerto di chiusura, un vero e proprio evento.

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Facciamo parlare la musica, mi sembra logico. Faccio modestamente un passo indietro, conscio di avere vibrato, nei giorni lisboeti, di un qualcosa di unico, che ancora sento sulla pelle. Lo stesso spasimo che all’Alameda hanno fatto provare un mito della musica brasiliana, e indubbia star internazionale, e tre virgulti, fra i più radiosi, della nuova generazione del fado. Il grande guru è stato Milton Nascimento, che merita da solo pagine sulla enciclopedia della musica. Il compositore, musicista e interprete del Minas Gerais ha unito la musica popular brasileira col jazz, col blues, con la musica classica, con l’elettronica e con la musica delle radici di ogni parte del mondo, suonando strumenti come la sanfona per ricreare suoni del tempo che fu. Ha voluto con sé Ana Moura, Carminho e Antonio Zambujo, luminose stelle nel firmamento portoghese e più che lanciate in quello internazionale. Ne è venuta fuori una serata da fare venire i brividi, a dimostrazione, ancora una volta, che le “Festas” sono, dal punto di vista popolare, il più importante palcoscenico che esista, quello sul quale, in un mese, investi le emozioni di un anno intero. E, come più volte ho pensato e detto, chi c’è già stato non vede l’ora di tornarvi e chi non le conosce anela a esserci, per entrare in quella squadra di coloro che poi ci torneranno, sempre. Ma Lisbona non accantona mai la sua tradizione, la ricerca delle origini, la sua rinascita con la musica. E infatti appena finito il giugno delle grandi feste sono venute le “Visitas cantadas na Mouraria”.

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Anche Ana Sofia Varela vi ha partecipato, venerdì scorso, e tornerà il 9 settembre. Il programma prevede ogni venerdì, sabato e domenica alle 18,30 un percorso suonato e cantato nell’antico bairro della Severa, con una serie di artisti di grande valore. Per esempio, i prossimi appuntamenti con partenza da Nossa Senhora da Saude, sono quelli con Ana Mauricio, Conçeiçao Ribeiro e Pedro Galveias. Un modo molto bello per “descubrir” il vecchio bairro e farlo tornare in auge. Una visita gratuita da prendere con grande gioia.

 

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