Che ci siano legami molto stretti fra i musicisti brasiliani e portoghesi lo abbiamo detto molte volte. Caetano Veloso è uno degli esempi più eclatanti, con la sua continua frequentazione del repertorio di Amalia Rodrigues; Jaques Morelenbaum ha diretto Mariza; Toninho Horta ed Egberto Gismonti sono fra i massimi ispiratori dei chitarristi lusitani. Ma Ivan Lins ha, se possibile, qualcosa in più.

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Intanto una casa a Lisbona da trent’anni e amici carissimi in riva al Tejo. Poi la vicinanza fin da adolescente a Rio de Janeiro, dove Ivan è nato 67 anni fa, con gli emigranti portoghesi. La lingua, ovviamente, non frappone ostacoli così come l’amore per la musica. E su questa è forte l’impatto che ha il fado. “Amo visitare il Museu do fado, è un luogo imperdibile per chi vuole conoscere Lisbona e le sue tradizioni, soprattutto ora che il fado è giustamente Patrimonio dell’umanità. Però adoro anche il Castelo de Sao Jorge o provare le pasteis de Belem. Ma tutto il Portogallo è incantatore”, racconta Ivan, il cui amore per la terra lusitana è abbondantemente ricambiato dai portoghesi per lui. Proprio il fado lo vede protagonista. Ne ha composti una dozzina e ha un rapporto particolare con un cantante speciale: Carlos Do Carmo. Nel suo cd sui quarant’anni di carriera, Do Carmo ha inciso “Fado ultramar”, fado oltremare, che si deve proprio a Ivan Lins. Ma un altro rapporto particolarmente saldo è quello con Paulo De Carvalho.

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Paulo è un amico e un compagno di strada, sarà lui a rappresentare il Portogallo nel concerto che terrò a novembre a Guimaraes, capitale europea della cultura, sito stupendo, la città di Afonso Henriques, il primo re lusitano. La sua musica è molto vicina alla mia“, spiega Ivan, il cui contributo alla musica popoular brasileira è da sempre esemplare, con capolavori assoluti come “Começar de novo“, che Carlos Do Carmo ama cantare alla sua maniera.

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Dicevamo del sentimento che Ivan Lins ha per il fado e per i suoi interpreti. “Ho una passione intensa per il Portogallo, e una enorme ammirazione per musicisti, poeti e cantanti di questa terra, che sempre mi rivela voci bellissime”. La constatazione di Ivan riguarda sia i suoi amici e i grandi della tradizione, sia i nuovi talenti. E fra questi uno di quelli che più sta a cuore a Lins è Antonio Zambujo, con il quale, fra l’altro, si è già esibito.

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Ma è tutto il movimento che piace al musicista carioca, il quale non perde l’occasione per frequentare, quando è a Lisbona, case de fado, teatri, locali dove si esegue musica, di ogni tipo. E dove può ascoltare Carminho o Raquel Tavares, Helder o Pedro Moutinho. O seguire il lavoro di Mafalda Veiga e dei Deolinda, un gruppo molto apprezzato sia da lui sia da molti portoghesi.

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Un vasto giro d’orizzonte quello di Ivan Lins, che è un curioso della musica di ogni continente e ama le sfide. In Italia ha preso parte a InventaRio, ed è stato successo. D’altronde lui di Rio de Janeiro si trova a proprio a suo agio sia a Lisbona sia a Roma. E la sua bravura di artista è innegabile.

Riccardo Iannello

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