Artisti del fado che il mondo invidia

Artisti del fado che il mondo invidiaCi sono mille luoghi di Lisbona che danno emozione, a ogni angolo si può incontrare qualcosa di nuovo, di mai visto prima, di mai sentito nelle viscere. E’ una città che non mi annoierò mai di definire magica. Se uno si aspetta una magia tipo Praga magari rimarrà deluso, ma se uno si aspetta una magia di quelle che entrano dentro non per l’effetto che fanno, ma per ciò che significano, questa è la città giusta. E la musica è un vettore straordinario, come dimostrano le scelte di questa settimana.

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Jorge Fernando è un cantore straordinario di questa città e delle sue pulsioni. Uomo di vita, nel senso che con lui si conosce tutto della notte lisboeta, perché il giorno Jorge riposa. Ha una abitudine particolare il mio amico violista: quando ti lascia all’ora più impensata per rincasare, in realtà si prepara per andare a correre: sfida qualsiasi tempo per un po’ di jogging notturno così può dormire ancora più felicemente fino a pomeriggio inoltrato. Ci divertiamo anche dicendo che non è mai in orario, Jorge, ma importante è che sia a tempo quando c’è da suonare la chitarra o cantare… Ebbi una certa gioia quando mi parlò, fra le tante, in modo molto ammirato di Jorge la grandissima Dulce Pontes. Ci tenevo davvero.

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Jorge ha suonato più volte con Dulce, due artisti a tutto tondo. Dulce è un’autrice, una musicista vera, così come musicista a tutto tondo lo è Jorge. Li accomuna, e non lo dico solo per l’amicizia che mi lega loro, la simpatica follia dei geni. Conosco gente, anche musicisti, che quando hanno superato il dubbio se indirizzarsi nell’ascolto di musica portoghese, purtroppo superficialmente considerata di serie B, si sono trovati davanti perle assolute. Certo, bisogna andare spesso a conoscerle, bisogna buttarsi a fare le ore piccole nelle taverne dove si canta il fado, o – per chi ama altri generi – dirigersi agli splendidi localini jazz (io preferisco l’Onda) o rock, come Speakeasy o Templarius. Dato che io passo le serate ad ascoltare fado, la scoperta di Jorge è stata provvidenziale e l’arrivo a Dulce – che avevo visto in Italia, ma senza avvicinarmici – quasi d’obbligo. Entrambi, se potessi, li “affitterei“ per suonarmi e cantarmi a richiesta… E poi Dulce con “Fado mae“… Ma diciamo che sia l’uno sia l’altra hanno sopra di sé una santa che veglia…

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Spero di ascoltare ancora Argentina Santos, sarà difficile, ma di lei resterà comunque sempre tutto in me. Anche i suoi legami con Dulce e, soprattutto, con Jorge, vissuti in prima persona sia a Lisbona sia in Italia. Ave regina della vita vissuta… E saluti a chi cerca di ripercorrerne i passi. Ho scelto questa cantante che si esibisce al Luso, dove la guitarra portuguesa di Eurico Machado è una assicurazione. Lei si chiama Catarina Rosa, e merita l’ascolto.

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Dicevamo di Eurico Machado, che mi riporta a un’altra amica che ama tanto l’Italia, vale a dire Mafalda Arnauth. “Vira da minha rua“ è uno dei brani nei quali Mafalda più si diverte in questa sua ricerca di trasformare il fado da una antica tradizione a una modernità coinvolgente. senza ovviamente tradirne le radici, sarebbe la prima lei a non volerlo! E visto che qui bisogna provarle le cose, eccovi accontentati…

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Il fado è ascolto, non finirò mai di dirlo, concentrato, è scoperta: come la città di Lisbona deve essere conosciuta passeggiando, così la sua musica deve essere origliata ovunque la si faccia. E ogni suo artista sentito più e più volte. Ecco perché per chi si reca a Lisbona un buon consiglio non è solo quello di visitare le case de fado, ma di recarsi al Museu do fado, dove una saletta di ascolto molto confortevole permette di avere musica da ascoltare per tutto il tempo che si vuole. Si rischia di rimanere dentro all’ora di chiusura…

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