Comitato no tuboSono molto contento che i giornali più importanti comincino a occuparsi di un tubo che mi allarma da molti anni, cioè da quando sono venuto a conoscenza di questo assurdo, incredibile progetto di distruzione di beni ambientali.

Si tratta di un enorme tubo che nelle intenzioni dei suoi costruttori dovrebbe portare il gas dalla Puglia a Milano devastando 10 regioni del centro sud e 3 parchi nazionali e passando per le faglie di due terremoti (L’Aquila e Umbria).
In epoca di federalismo (fiscale) incombente sarebbe fin troppo facile usare gli argomenti leghisti a rovescio: perché un cittadino di Bari, L’Aquila o Urbino dovrebbe lasciar devastare i tratti più selvaggi e incontaminati del proprio territorio da una lunga, enorme ferita larga 100 metri, profonda 10 e lunga 700 km solo per portare del gas via terra a Milano? Perché se proprio si deve non calare il tubo in mare?

La domanda sarebbe legittima, ma non è di questo che mi voglio occupare, bensì dell’aspetto più inquietante di questa surreale situazione.
In una Italia apparentemente bipolare, destra-sinistra, Pdl-Pd ecc il tubo-mostro diventa una eloquente cartina al tornasole che ci fa vedere quale è la vera minaccia.

Succede che in molti comuni attraversati dal progetto del tubo si stravolgano gli equilibri politici in una “strana” ed univoca direzione. Faccio l’esempio di uno di questi, Apecchio, paesino vicino ad Urbino, provincia di Pesaro e Urbino.
Da un paio d’anni il dibattito politico è ovviamente incardinato sul tubo: tubo si / tubo no. Ma come si schierano i partiti? Pdl a favore dello sfregio e Pd e simili contro? Non proprio, qui il Pdl è chiaramente favorevole ma ha dalla sua parte anche il Pd. E all’opposizione? Rifondazione e gli ex An, ora diventati Fli. Cioè gli eredi di comunisti e fascisti insieme schierati col Comitato No Tubo.

La stranezza è solo apparente. Accade che i due maggiori partiti risentano dell’influenza di grandi aziende del settore (Pdl) e dei colossi delle cooperative (Pd) e quindi mirino entrambi a fare affari con l’enorme cantiere che si andrebbe profilando.

Il bene comune? La difesa del territorio?
Di che vi stupite? Da quando è un loro problema?

Pereira

1 commento

  1. @Pereira

    E’ perfettamente in linea coi tempi attuali che nei temi energetici-ambientali il PD ed il PDL siano “alleati”.
    Ma perché ciò succede? Perché sono due partiti che aspirano a governare e cercano l’energia dove le lobby gliela propongono !
    In più, anni dissennati in temi energetici da parte di tutti i governi succedutisi ci hanno reso dipendenti dall’estero per quote superiori all’85%.
    Dunque si passerà prima per un maggior sfruttamento del gas naturale (Putin e Gheddafy), poi, purtroppo, per il nucleare (Sarkosy), ma forse , prima o poi, assaggeremo anche l’esperienza del blocco energetico.
    E’ chiaro che la scelta dei siti e degli impianti provochi tensioni notevoli con le popolazioni locali.
    Da noi ci sono gli esempi di Schieppe e del NOTubo, ma anche tanti altri per problematiche impiantistiche minori.
    In queste vicende emerge il tentativo di esautorare i Comuni dal loro potere di base, sancito dalla Costituzione, di aministratori garanti del territorio.
    E’ chiaro che il federalismo di Bossi è aria fritta.
    Per ora è solo di tipo fiscale e non è ancora giunto ad essere legge.E’ del tutto lontano dall’aver capito ed affrontato le questioni istituzionali relative al governo del territorio in materia di energia-ambiente.
    Perchè si deve parlare sempre di energia-ambiente?
    Perchè qualunque tecnologia energetica è qualcosa che si sottare all’ambiente.
    Dunque ci vorrebbero grande sensibilità e grandi conoscenze di questi due temi e soprattutto tanta ricerca.
    La nostra classe politica non ci arriva proprio,lo dimostrano i fatti. Tutti in ordine sparso da sempre.

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