Il mago SilvioL’appassionata discussione che si è accesa nei commenti mi ha riportato ad una precedente riflessione su un processo che da alcuni decenni riguarda strati sempre più ampi della popolazione: la trasformazione degli elettori in tifosi. Sono rimasto colpito qualche giorno fa da una frase del sondaggista Pagnoncelli che ne parlava come di un dato ovvio, banale, trascurabile. Si è trattato – con mia costernazione – di un semplice accenno, come se non fosse importante il perché, il come e il da quando si sia verificato un fenomeno del genere. Normale che questo non interessi ad un sondaggista che fotografa statisticamente l’oggi.

A me invece interessa molto, anche se non ne parla nessuno. Come faccio a saperlo?

Ho fatto un gioco, ho cercato “trasformazione degli elettori in tifosi” ma anche “tifosizzazione” che per quanto orribile come parola, ha il pregio di rendere l’idea. Risultati: 0 per la prima ricerca, 2 poco significativi per la seconda.

Va detto innanzitutto che una quota di elettori-tifosi è fisiologica, in generale, in ogni paese, è una quota legata alla natura umana. Considero altrettanto fisiologico che in Italia (Guelfi e ghibellini, ecc. ecc) tale quota sia superiore agli altri paesi occidentali. Ma vedere flessioni minime o nulle nelle intenzioni di voto di questi giorni fa pensare che la dimensione civile della maggior parte degli elettori berlusconiani (non di destra, che è un’altra cosa) fa pensare che avesse ragione lui ad ammonire i procacciatori di Pubblitalia-Forza Italia a considerare i votanti come “bambini di 11 anni” (sono parole sue nel corso della convention fatta per precettare i venditori Publitalia a diventare “venditori” di Forza Italia).

Sembra trattarsi di persone pigre che trovandosi in difficoltà nella valutazione dei comportamenti sulla propria vita di questo o quel governo si rifugino inconsciamente in un’appartenenza (identificandosi?) aprioristica ad una fazione. Certo, non credo con questo di aver esaurito le cause del fenomeno…
In ogni caso assistere ogni giorno alla umiliazione della funzione critica della mente umana in tante persone – la cosa più preziosa che abbiamo – mi dà una pena enorme.

Va riconosciuto che lui ha avuto una spregiudicatezza inedita nell’uso che ha fatto del cannone mediatico di cui si trovava in possesso. E va riconosciuto che ci è riuscito. Certo, si trattava di un risultato facile, grazie alla potenza di fuoco, ma il cinismo è sicuramente di proporzioni straordinarie. Non che sia un merito.
Non è un caso se uno dei più grandi filosofi del ‘900, Karl R. Popper, in Cattiva maestra televisione (ed. Marsilio per I libri di Reset) avesse invocato la necessità di istituire una patente per chi fa o possiede la televisione, come è d’obbligo per chi guida un’auto.

Non è stato fatto nei paesi civili, figurarsi da noi.

Pereira

11 Commenti

  1. Sono d’accordo con quel ke dice Prudentissimo, anke per come espone i suoi pensieri con toni educati ma nn meno incisivi nel loro essere. Aggiungo solo e ripeto, ke Berlusconi nonostante i suoi “cannoni mediatici” come dice Pereira, è stato sconfitto due volte. Questa è la prova di come gli italiani abbiamo alla fine la capacita’ di decidere al di la’ di tutto e tutti, se mandarlo a casa oppure no. Invece ci si scervella a cercare kissa’ quali motivi patologici, inducono gli italiani a compiere questa tragedia nel votarlo. E’ semplicemnte democrazia.

  2. Il pentapartito governava, i panozzi cuccavano le sfitinzie, e le televisioni private continuavano a dipingere nuovi mondi dalle tinte ricchissime. Che fossero lo specchio del paese di allora non lo poteva più dire nessuno: ne erano semmai la prefigurazione.
    La Rai descriveva il presente con tutte le pastoie retoriche del passato, mentre le reti private lanciavano mode, decretavano in perfetta autonomia il successo di cantanti, prodotti e stili di vita: più che il presente, riflettevano magicamente il futuro.
    Per non sbagliare, il Silvio le aveva comprate tutte, o almeno le due concorrenti principali del suo Canale 5: Italia Uno nel 1983 e Rete Quattro – con Maurizio Costanzo in dote – l’anno successivo.
    Nessun soggetto era in grado di esercitare una concorrenza così forte nei confronti della televisione di Stato, nonostante i vincoli tecnici – primo fra tutti il divieto di diretta – comuni a tutte le emittenti private.
    A dire la verità, nessun soggetto privato avrebbe avuto i titoli per disporre d’un simile volume di fuoco mediatico ma, in assenza di regole in materia chiare e condivise, il governo di fatto si trovò a legiferare – non sarebbe stata l’ultima volta – ad personam.
    Furono tre, i decreti-salva-Silvio approvati dal governo Craxi, disposizioni grazie alle quali il Nostro poté continuare a godere di una situazione di straordinario privilegio. Benché fosse risultato iscritto alla P2 – che nel suo «Piano di rinascita democratica» si proponeva letteralmente di «smantellare la Rai» – solo lui poté muovere guerra alle tre reti di Stato, forte di altrettanti canali. Se il mondo delle televisioni private era stato fino ad allora un Far West, Canale 5, Italia Uno e Rete Quattro fecero il loro ingresso fra i pionieri solitari con la forza senza appello di tre reggimenti di giacche blu.
    Le altre televisioni private si trovavano ormai all’angolo: la loro capacità d’incidere sul dibattito pubblico era ridotta a una voce fievole. I loro erano solo suggerimenti, ipotesi, mentre i programmi del Silvio e i suoi consigli per gli acquisti si facevano strada nel costume nazionale.
    Bastava guardare cosa avveniva nella musica: la Rai, nel 1984, aveva rinunciato al visionario Mr. Fantasy, il programma di Carlo Massarini dedicato a videoarte e videoclip. Così, una generazione di rocker cresceva semiclandestinamente intorno ai programmi no-stop di Videomusic, captati solo in alcune regioni e non sempre al meglio; intanto, però, Deejay television irruppe in tutte le case con la forza dei progetti finanziati dai grandi network. Del programma di Claudio Cecchetto, irradiato prima da Canale 5 e poi da Italia Uno, esistevano ampi riscontri nel mondo reale, dai tour della Deejay’s Gang – la bellissima Kay Rush, Sandy Marton da Ibiza, il jolly Gerry Scotti e gli emergenti Linus, Albertino, Fiorello e Amadeus – giù giù fino ai capi d’abbigliamento ufficiali, passando per gomme e quaderni disponibili in ogni cartoleria.
    Tutto ciò che veniva promosso da Videomusic era indirizzato a una comunità ridotta e orgogliosa di carbonari del rock’ n’ roll; quel che arrivava da Deejay television era destinato al successo commerciale perché sarebbe piaciuto, più o meno, a tutti.
    Continuate a leggere qui se volete http://bit.ly/gaN6HQ

  3. la Lega non ne ha e raccoglie milioni di voti.

    Facciamo che io possiedo tre televisioni nazionali, complessivamente ne controllo sei, e sono per il culto di me.
    Mi alleo con uno che è xenofobo.
    Io sulle mie tv faccio passare continuamente, oltre a messaggi più o meno subliminali che alimentano il culto di me, messaggi più o meno subliminali che istigano la xenofobia.
    Il mio alleato prende milionate di voti grazie alla xenofobia.
    Il mio alleato continua a non possedere tre televisioni nazionali.

  4. @Prudentissimo
    Non è vero che la Lega non ha le televisioni, semplicemente usa le tante tv locali che trasmettono
    nelle loro regioni.La Lega intercetta voti
    perché il suo elettore, vecchio o nuovo
    che sia, non si sente italiano, visto il disastro che hanno fatto i partiti negli ultimi 30 anni.
    Personalmente non mi sento influenzato dai media, anzi
    raramente li pratico.
    Il cittadino medio invece sì ed io non dico che è cretino , ma che non si sforza di usare di usare l’intelligenza che ha.

  5. Cari Amici, non sono d’accordo che la TV possa tanto: la Lega non ne ha e raccoglie milioni di voti. Inoltre, fatevi una domanda: vi considerate influenzabili dalla TV? Se la risposta, com’è probabile è NO, allora perchè immaginare che gli altri siano più cretini? Più banalmente, B. intercetta i voti di chi non vuole pensare, avere problemi e continuare a farsi gli affari propri: se la mitica, mistica opposizione propone la Patrimoniale, ” le tasse sono bellissime” del povero TPD, o il manifesto ” anche i ricchi piangano”, invece di pensare a far ridere tutti ( possibilmente),perchè stupirsi che milioni di persone cinicamente, se ne f…o della morale?
    Se manca l’educazione, e purtroppo, la SINISTRA è stata il Campione della distruzione e delle beffe della Scuola, dell’Università, di un minimo di rispetto delle regole, a partire dal palloso, famoso,’68 ( che ha creato anche un reducismo – io ho fatto il ’68 -), perchè lamentarsi? E chi può dimenticare che il Ministro Berlinguer è stato il primo, in tempi più recenti, a picconare la Scuola?
    Coraggio, stringere i denti e tenere duro!Passeranno anche questi 4 cialtroni!!!
    Ciao a Tutti.

  6. Io non sono mai stato un tifoso di qualcuno,
    ma ho votato solamente chi mi sembrava:”più democratico,rispettoso della Costituzione e
    eticamente rispettabile”;
    opportunità che mi è divenuta non più possibile,
    con la legge elettorale attuale,che mi toglie il
    diritto di scegliere a chi dare la mia delega.

  7. @Pereira

    E’ uscita una ricerca su Focus di Febbraio su come esercitare l’intelligenza di cui tutti disponiamo e molti non sanno di averla!
    Sono 4 le mosse da fare.
    1- ascoltare molta musica
    2- fare esercizio fisico
    3- allenarsi nei video giochi
    4- cimentarsi in nuove imprese che ti diano il senso della novità e ti allontanino dall’abitudinario.

    E’ quindi evidente che assuefarsi al mezzo televisivo, al tifo calcistico, alle solite mode della massa, ti rende meno intelligente.
    Ed è invece ovvio che Radio Pereira, che è un misto di musica,passione civile e pure ha il dna di una nuova impresa, può contribuire ad un sano allenamento della ns intelligenza.
    L’elettore italiano è molto incolto e non usa l’intelligenza che sicuramente ha.
    Beve di tutto, aiutato in questo dai vertici dei partiti.
    Volete un esempio ulteriore?
    Il costo per unità di prodotto di un operaio d’auto italiano della Fiat è sensibilmente inferiore a quello di un operaio tedesco (Volkswagen ed altri).
    Al contrario la qualità dell’auto italiana è sì inferiore ma non di troppo.
    I tedeschi vendono più auto di noi non perché costano meno ma perché il loro prodotto è superiore ed il loro marketing lo è ancora di più!
    Invece l’idea che è passata è esattamente il contrario!

    E’ ovvio che Bersani ha perso una grande occasione nel non far notare questa cosa… quindi è in predicato per perdere le elezioni!

    Cioè Berlusconi è aiutato e non di poco dall’ignoranza dei leaders della sinistra.

    Pereira non ti arrabbiare se dico queste cose..anche tu sai che sono vere!

  8. Buona l’analisi del tifoso-elettore, d’altra parte la stessa espressione usata da B. per entrare in politica è stata “scendo in campo” come a S.Siro.

  9. Mi rivolgo agli adepti della setta. Certo avete risolto il problema delle famiglie che non arrivano a fine mese, da quando ha acquistato Cassano. Si mangiano pane e Cassano con contorno di Ibra e sono tutti contenti, fanatici citrulli, quando farete funzionare quel microcervello che avete. Il porno nano vi darà da mangiare anche una coscia di Ruby con contorno di puttanelle farcite alla berluschese.

  10. Non seguo il calcio. Visto che non è calcio ma tutt’altro… ma voi non vi siete chiesti perché il milan è primo in campionato?? Pensate che sia una questione di bravura?? Di rigori?? O simili?? Io sono convinto che è una questione POLITICA. Non vi siete chiesti perche i campionati del mondo, guarda caso, li ha vinti la Spagna… (il paese piu in ginocchio d’europa), l’Italia nel 2006… l’argentina nell’epoca dei desaparecidos…

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