Disastro nucleare a FukushimaDal paese del sol levante continuano ad arrivare le notizie più inquietanti sul disastro nucleare di Fukushima, i cui reattori paiono in ogni momento sfuggire al controllo, con incendi, perdite di materiale radioattivo, fino alla minacciata (se non già in atto) fusione del nocciolo. A tal proposito solo poche ore fa il responsabile Energia del Parlamento europeo, Guenther Oettinger, ha detto che l’impianto nucleare di Fukushima Dai-Ichi “e’ quasi completamente fuori controllo” e che “nelle prossime ore, ci potrebbero essere altri eventi catastrofici”.

A riprova di ciò – secondo quanto riporta l’emittente Cnbc – le banche BNP Paribas, Standard Chartered e Morgan Stanley avrebbero fatto lasciare il Giappone ai propri staff dirigenziali. Anche secondo il responsabile dell’Agenzia nucleare russa, la situazione in Giappone si starebbe sensibilmente aggravando, secondo i peggiori scenari finora previsti.

Solo questa mattina, l’elicottero che doveva gettare acqua sui reattori, per tentare di raffreddarli, non è riuscito nella sua missione, in quanto è stato fatto rientrare a causa delle troppe radiazioni e della conseguente pericolosità per l’equipaggio.

Il primo ministro giapponese, Naoto Kan, ha fatto sapere che “una sostanziale quantità di radiazione si sta disperdendo nell’area”. Oltre a questo, come si diceva, il rischio ultimo è quello di fusione del nocciolo, che è avvenuta finora una sola volta, nel 1986 a Chernobyl, mentre qualche anno prima, nel 1979 a Three Mile Island negli Usa, venne evitata all’ultimo momento (si fuse soltanto il 25 per cento).

E’ vero che in genere il nucleo di una centrale nucleare è chiuso in un contenitore in acciaio, a sua volta racchiuso in un pesante «cubo» di cemento armato, e che tale accorgimento a Chernobyl mancava, per cui la centrale era quasi a «cielo aperto», e per questo l’incidente provocò la dispersione nell’atmosfera di una gran quantità di sostanze radioattive. Il cubo di contenimento dei reattori di Fukushima, invece, a quanto pare (perchè di certo c’è davvero poco, visto il palese tentativo di evitare il panico tra la popolazione) ha resistito al terremoto, seppur venendo danneggiato.

Il problema però è che comunque, nel caso in cui il nucleo dovesse davvero fondersi, quanto meno i reattori si trasfomerebbero in sarcofaghi perpetui, in cui è racchiusa una massa informe di metallo fortemente radioattivo, inavvicinabile e intrattabile. Tali sarcofagi, sperando che non vengano danneggiati da altri incidenti, andrebbero controllati a vista in pratica per l’eternità, visto che occorrono milioni di anni perché la carica dell’uranio si estingua. Se poi a Fukushima si verificasse qualche ulteriore incidente di tipo esplosivo, che distruggesse del tutto il cubo di contenimento, anche qui, come a Chernobyl, si libererebbe tutta la radioattività.

Angela Merkel riduce il nucleare in GermaniaQuesti eventi, già così disastrosi, hanno giustamente messo un freno ai programmi di sviluppo nucleare un pò in tutta Europa.
In Germania la cancelliera Angela Merkel ha deciso di spegnere temporaneamente tutte le centrali messe in servizio prima del 1980: significa che oltre la metà degli impianti nucleari tedeschi sarà fuori uso nei prossimi tre mesi, durante i quali verranno eseguiti severi controlli sulla sicurezza dei reattori. Allo stesso modo il governo francese ha deciso di controllare tutte le centrali nucleari del Paese, ”una ad una”, ha dichiarato il ministro dell’Ambiente, Nathalie Kosciusko-Morizet. La Svizzera ha invece interrotto le autorizzazioni per la costruzione di nuovi impianti, e l’Austria ha chiesto stress test per tutte le centrali nucleari in Europa, mentre pure la Russia ha avviato stringenti verifiche sui suoi.

In questo panorama europeo, solo una voce si leva, profondamente dissonante con questa diffusa e profonda preoccupazione: quella dell’Italia, col ministro dell’Ambiente Prestigiacomo che ci fa sapere che “non cambia la linea del governo rispetto al rientro nel sistema nucleare europeo”, e che “i programmi non devono essere e non saranno modificati”.
Sulla stessa linea, giusto ieri l’amministratore delegato di Enel, Fulvio Conti, ha confermato che non cambierà il piano di investimenti dell’azienda – che comprende la creazione delle infrastrutture per il nucleare – nemmeno “dopo l’apocalisse che ha colpito il Giappone”.

4 centrali nucleari in ItaliaDi tutto altro genere, ovviamente, i commenti degli esponenti dell’opposizione: “il Governo si fermi in tempo, – afferma Di Pietro – altrimenti saranno i cittadini a bloccare questa follia suicida”. Stessa linea da Verdi e Sel, e dal leader di Api Rutelli, che dichiara che “alla luce di quanto sta accadendo in Giappone, un punto interrogativo enorme si proietta sul programma nucleare in Italia”.
Ma sempre il ministro Prestigiacomo lancia contro-accuse a tutti i detrattori, ad “ambientalisti, associazioni e politici di centro sinistra” di “alimentare le paure” e “fare allarmismo”.

In fondo, sostengono i difensori del nucleare, le centrali italiane sarebbero moderne, e qui da noi i rischi, ad esempio sismici, sarebbero inferiori a quelli del Giappone.
Ma i rischi non sono sempre prevedibili, pensiamo ad esempio a quelli terroristici…
C’è da dire che qualche crepa affiora anche nel centrodestra: il deputato Rampelli ha detto che “una riflessione interna in materia non c’è stata”, e Storace ammonisce che “sul nucleare la riflessione va fatta e seriamente. Sarebbe sbagliato ignorare quanto accade”…
Da segnalare che proprio in questi giorni prenderà il via alla Camera l’esame del decreto legislativo sulla localizzazione delle centrali e sui siti di stoccaggio delle scorie radioattive.

Come mai il governo italiano, alla luce dei tragici eventi giapponesi, rimane fermamente convinto nel suo proposito di continuare verso il nucleare, nonostante le numerose opinioni contrarie? Come mai, seppur con qualche scricchiolio interno, a costo di risultare impopolare – viste le legittime paure che riemergono tra la cittadinanza – il governo non si muove di una virgola nella sua rotta verso l’atomo?
Sarà mica perchè dietro a questo progetto c’è un business colossale?

Si prevede che le quattro centrali in programma costeranno 4,5 miliardi l’una, con un investimento quindi di ben 18 miliardi. La torta è allettante, e a spartirsela sarebbero proprio la succitata Enel (in collaborazione con la francese EDF) ed un certo numero di altre società, tra cui diverse controllate della Ansaldo, del gruppo Finmeccanica. Peraltro già coinvolta, recentemente, in un gigantesco caso di evasione fiscale, per il quale Lorenzo Cola, consulente appunto di Finmeccanica, è finito pure in carcere. Si è parlato di evasione fiscale di svariati miliardi, costituzione e accantonamento di fondi occulti che sarebbero serviti a versare tangenti a manager e politici.

No al nucleareSenza voler per forza alludere a loschi fini, rimane il fatto che scegliendo il nucleare, che rimane e rimarrà sempre pericoloso, il governo italiano pare deciso a mettere a repentaglio la sicurezza degli italiani in nome di un business a diversi zeri, quando potrebbe invece investire in ricerca ed energie alternative, come anche nell’efficientamento e nella riduzione degli sprechi energetici…

Everardo Dalla Borsa
everardodallaborsa@gmail.com

1 commento

  1. @Everardo

    Penso che alla luce di ciò che sta accadendo in Giappone anche il programma nucleare italiano sarà oggetto di profonde riflessioni.
    Comunque un referendum lo bloccherebbe senza alcun dubbio.
    Il motivo è che in Italia siti sicuri a rischio sismico ed abbastanza isolati dai centri urbani abitati non esistono e le centrali, anche di IV generazione, non sarebbero in grado di fronteggiare con sicurezza eventi
    sismici importanti che possono sempre accadere.
    Dalle ns parti ad esempio, in quel di Cagli,c’è stato un Big Beng intorno al 1200DC e quell’evento si potrebbe ripetere anche a breve nel senso che nessuno lo può escludere a priori.
    Per garantire la necessaria sicurezza ci vorrebbero centrali di piccola taglia in grado di bloccare automaticamente i processi di fissione appena il sisma dovesse superare certe soglie di sicurezza, centrali che non esistono forse neppure a livello sperimentale.
    La centrale nucleare è un fatto complesso, che spesso sfugge al controllo anche in situazioni impensabili.
    Ad esempio a Chernobyl le maestranze hanno voluto condurre una prova di stress reale per vedere i limiti della centrale e tutto è sfuggito loro di mano!
    L’Italia non ha esperienza in materia e l’esperienza si fa con lunghi anni di prove e di uso.
    Anche i Giapponesi che apparivano maetri del nucleare con tante centrali attive in tutto il paese da tanti anni, hanno fallito di fronte alla potenza della natura.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui