
Oggi ho raccontato una favola a mio nipote. Gli ho detto: “Un giorno i cattivi sbarcano in Cile, rubano tutte le terre ai Mapuche ed uccidono tutti quelli che si arrabbiano con loro…”.
Leonardo ha solo sei mesi, temo proprio non abbia capito nulla. Ma se penso che ancora oggi centinaia di Mapuche sono prigionieri politici per il semplice fatto di aver tentato di rivendicare le loro terre, beh, temo proprio che nessuno tra coloro che siedono al parlamento cileno abbia mai afferrato il messaggio.
@ Mauro Alan
Puoi anche togliere il ‘forse’. Da noi è già come in Cile, leggermente più sfumato ma ben evidente.
Hoy Chile se manifiesta… y la causa, que bien lo justifica, sirve para sacar a relucir toda la porquerìa que por años nos hemos bancado. Hoy se levanta la voz por Hidroaysén, por el pueblo Mapuche, por la inequidad, por la falta de oportunidades… Viva Chile, mi alma!!!
…e non solo, le due migliori università del Cile sono una privata e una cattolica! Non si può proprio studiare in pace. Ovviamente gli imprenditori assumomo prima i laureati che escono dall’università privata, poi chissà. Chi ha più soldi ha più possibilità di chi ne ha di meno. Ma forse anche da noi è già così e non ci accorgiamo del’imminente dirupo che incontreremo. Soprattutto se ci si continua a difendere dalle migliaia di accuse inventando favole sulla meritocrazia.
Il Cile è messo veramente male. Ieri su Current tv ho visto scontri cruenti in piazza fra studenti e polizia. Il reddito medio è 11.000 dollari. La retta annua di una università privata 9.500, pubblica 3.200. È uno dei paesi con la scuola più privatizzata al mondo. La Gelmini lo vuole copiare.