
Lima: è proprio l’immensità della capitale a sottolineare, con questo simpatico quadretto, l’ennesimo vigliacco insediamento religioso al quale il Sudamerica mi ha purtroppo abituato. Me ne accorgo all’improvviso quando, voltatomi a sinistra, scorgo in lontananza il Cerro San Cristobàl. Proprio sul quartiere più povero dell’enorme città, una croce. Sembra proprio sintetizzare anni ed anni di lavaggi di cervello e pressioni mentali nei confronti delle genti meno fortunate.
Io ti aiuto da subito, d’accordo. Ma ricordati che la fede è una sola, devi prendermi in parola o la tua anima non vola.
Della serie: niente per niente. Ecco, quella croce si erige imponente proprio sulla vetta della montagna ai piedi della quale si incontrano queste disperate situazioni. Ma questo quartier generale è situato proprio nel centro di una città che conta quasi nove milioni di abitanti. Temo proprio che col tempo l’epidemia si sia diffusa a macchia d’olio. I danni provocati dalla predicazione di quella religione e, non in secondo piano, dalla promozione di essa temo siano ormai irreparabili.
Vivere per credere.
Mannaggia.
