Il sindaco Renzi ha grande competenza comunicativa e perciò è conscio che l’importante per la sua carriera è che si parli di lui, anche male, pur che si parli. Vorrei quindi portare il mio piccolissimo contributo alla sua notorietà. Lo farò utilizzando una categoria mutuata da una piattaforma che piace molto ai politici giovani e piacioni, il “mi piace” di FB.
Mi piace di Renzi il fatto che si faccia avanti nello stanco presepe politico di centro-sinistra, che sia un giovane politico che desidera “uccidere i padri” per prenderne il posto. E’ questa una prerogativa sanissima in un paese bloccato – in politica e non solo – dalle rendite di posizione delle generazioni dai 40 anni in su. Fra le altre cose che mi piacciono di Renzi metterei la simpatia della parlata toscana e… oddio, al momento non mi viene in mente niente ma confido che scrivendo il post saltino fuori nuovi argomenti.
Non mi piace di Renzi il suo spregiudicato opportunismo – forse necessario per farsi largo in un partito rigido come il Pd – e la presenza di alcune figure che lo sostengono e gli hanno fatto da testimonial alla Leopolda II. Fra queste, più dell’iperliberista economista Zingales (“Sono di destra ma in Italia questa fa troppo pena in Italia”) mi ha stupito la presenza di Giorgio Gori. Già manager berlusconiano, Gori ha fondato una potentissima casa di produzione televisiva – la Magnolia – che domina in quasi monopolio il mercato tv in virtù dell’assenza di concorrenza. In poche parole, fare produzioni televisive in Italia è come costruire case a Sesto San Giovanni nell’era Penati. O sei “amico” o è meglio che cambi mestiere. Se Gori rappresenta la faccia nuova e l’apertura del mercato, il “dare un’occasione a tutti” e via cantando, andiamo bene…
Ancora, non mi piace la sua strategia di fondo per il raggiungimento del potere che ricalca perfettamente la formula berlusconiana di una leadership simpaticona più che carismatica, aggiornata anagraficamente, di trattare l’elettorato come un “pubblico” da imbonire con frasette ad effetto e disposto a fidarsi ciecamente del capo e delle sue scelte, il tutto spettacolarizzato con le icone buone per tutti i discorsi (il faccione del defunto Jobs) sparate sui megaschermi alle spalle del leader.
Dall’autocandidato a rinnovare la faccia della sinistra italiana mi aspetto molto di più. Ops, chiedo scusa a Renzi e ai lettori se per errore ho usato in questo ambito la parola “sinistra”. A questo proposito segnalo la notizia fresca fresca secondo la quale a Bologna hanno aderito al movimento di Renzi alcuni ex-assessori della giunta Guazzaloca, unico sindaco di destra di quella città nel dopoguerra.
Questo potrebbe essere un grande pregio da un certo punto di vista, quello di allargare l’influenza del Pd verso il centro e ben oltre.
Se si riuscisse in questa operazione creando una nuova “corrente” senza far esplodere il Pd, sarebbe una mossa elettoralmente vincente.
Con quale leader?
Pereira
@Pereira
Renzi non è pronto per affrontare il tema chiave che,
a mio avviso è ” Europa dei popoli o Europa dei banchieri?”.
Perchè ne sono sicuro?
Perché non ne parla mai!
Per il resto posso dire che non conoscevo certi retroscena da te raccontati e quindi, ora che li conosco, non mi aspetto molto neppure da lui.
Comunque i dinosauri del PD non gli daranno per ora molto spazio.
Cara Cinzia,
no, non sono sicuro e non è neanche una mia speranza. Non credo neppure che sia un tipo di alleanza stabile. L’ho citata come prospettiva perché molti sedicenti esperti la vedono realizzabile, a quello lavora Renzi secondo me, se si facesse strada quella ipotesi lui diventerebbe un candidato naturale. L’ipotesi non mi entusiasma. Concordo con Lei sul fatto che molti dei cento punti siano condivisibili ma che Gori sia il suo Letta mi inquieta assai.
Sei sicuro che allargare “al centro e oltre” sia una buona mossa elettorale? Io vedo in questo continuo rincorrere il centro e il centro-destra la vera colpa del PD e la ragione della sua emorragia di voti.
Quanto a Renzi, ho le idee un pò confuse… mi sembra un buon amministratore, e anche i suoi 100 punti sono in larga parte condivisibili (a parte le privatizzazioni), ma certo alcuni aspetti della sua “discesa” sono inquietanti…