La nomina dei sottosegretari del governo Monti è l’occasione per una nuova puntata di quel confronto andato in scena in questo blog – come nel paese – fra i “diffidenti” (per non dire “oppositori pregiudiziali”) e gli “speranzosi”. Io, a pelle e per bisogno di non essere più preso in giro dagli amici stranieri, ho deciso subito di iscrivermi con gli “speranzosi”.
Noto con piacere che non ci si divide, come spesso in Italia, fra pro e contro qualcosa, ma con categorie più sfumate, più critiche. Che si stia crescendo? Che il veleno Berlusconi sia servito a sviluppare i famosi anticorpi? Chissà.
Eccomi quindi a segnalarvi una bellissima notizia, quella della nomina a sottosegretario all’Istruzione di Marco Rossi-Doria, insegnante elementare e maestro di strada nelle vie di Napoli come in quelle di Nairobi.
Una nomina di altissimo profilo e molto politica, nel senso nobile del termine, si tratta infatti di un segnale potente.
Non pretendo di scalfire i pregiudizi dei “Monti uomo dei banchieri” capitanati dal mio amico Everardo, forse hanno ragione loro, lo vedremo, ma segnalo un nuovo felicissimo elemento di discontinuità col recente passato. Vedere un Rossi-Doria occuparsi, da sottosegretario, dei problemi prima gestiti in maniera imbarazzante dalla nazista ignorante con tessera Pdl Gelmini, è qualcosa che allarga il cuore.
Forza, Italia.
Pereira
Bellissimo la similitudine proposta da Blade Runner, davvero grazie! Decisamente io mi prendo Peppone e Coppi, però…
Monti assolutamente “timido” contro le lobby della ricchezza.
Almeno così pare a me.
Ma occorre del tempo per averne una idea precisa.
Caro Pereira, se la sfida fra sperazosi e diffidenti sara’ come quella fra Coppi e Bartali mentre si scambiano la borraccia, fra Peppone e don Camillo che si punzecchiano ma poi costruiscono insieme il bene di Brescello … allora ben venga. Gli uni equilibreranno gli altri ed insieme faremo qualcosa, qualunque sia la squadra per cui giochiamo.