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Signor Pereira, che cos’è una escort?

EscortQualche giorno fa una insegnate con due lauree mi ha chiesto: “Signor Pereira, che cos’è una escort?” Stavo per fare lo spiritoso rispondendo che era una brutta automobile molto venduta negli anni ‘70, ma mi sono trattenuto notando la serietà del tono della amabile signora.

Si capisce che se un’insegnante non conosce il significato della parola, i fatti recentemente emersi sono stati nascosti a moltissime persone in Italia.
Ho spiegato alla signora che si tratta di una prostituta molto costosa (“d’alto bordo” direbbe certa stampa) che invece che aspettare i (ricchi) clienti sulle strade, lo fa comodamente seduta sul proprio divano, col telefonino a portata di mano.

La signora non ha fatto altre domande, un lampo le ha attraversato gli occhi e ha immediatamente pensato ciò che vado a scrivere ora, e cioè che c’è un metodo diffuso a tutti i livelli nei comportamenti del premier per occultare sistematicamente la realtà.

E’ naturale per il premier e il suo staff occultare cose percepite come sgradevoli, dalla calvizie alle rughe, dalla bassa statura fino alla liceità dei profitti (vedi il complesso gioco di società con sede nei paradisi fiscali che detengono la proprietà della aziende del premier) ma ci si spinge molto oltre, fino al campo delle parole e dei loro significati, in un misero ma spesso riuscito tentativo di alzare una cortina di fumo intorno alla sua poco dignitosa condotta.

Così si arriva a definire “consumatore finale” un uomo che va con una prostituta e “escort” una figura che ha un significato antico e ben conosciuto e che ha in italiano definizioni spesso – ahimè – spregiative e molto colorite.
Forse troppo chiare per B. ?

Pereira

Vedi anche:
– Cos’è una Escort parte seconda
– Cos’è una Escort parte terza

Pereira

348 articoli su Radio Pereira. <a href="https://radiopereira.it/io-sono-pereira/"><strong>Della prima parte della mia vita</strong></a>, molti di voi già sapranno grazie ad Antonio Tabucchi, della seconda invece pochi sanno. Per carità, non che ci sia molto da dire ma visto che i ragazzi della redazione insistono... Venni qui dopo un lungo peregrinare da un paese all’altro, fuggendo da quel paese senza libertà che era diventato il mio paese, il Portogallo, negli anni ‘30. Arrivai subito dopo la guerra e mi trovai così bene da decidere di rimanere. La gente allora era accogliente, nel paese si respirava – grazie al clima di dopoguerra – una voglia straordinaria di fare, di ricostruire e anche io diedi il contributo. Oggi si direbbe che lo diedi da “straniero”, da “migrante”. Ma ero poi così straniero, cioè “estraneo” a questo paese? forse no, visto che sono ancora qui e considero questo paese come l’altra mia patria. <a href="https://rp.liberstudio.com/2008/07/25/il-cantante-vasco-e-la-questione-dell%E2%80%99identita/"><strong>Vedi anche questo post</strong></a>

3 commenti

  1. Io invece credo che il signor Pereira si stia sbaglioando.

    Fino ad oggi con il termine “escort” si voleva definire una “accompagnatrice”, cioè una donna che si fa pagare per la sua presenza (a feste o a cene o convegni) comunque senza alcuna una prestazione sessuale.

    Se adesso si vuole cambiare il significato del termine perchè cìè di mezzo il solito Berlusconi… non ho parole

  2. per Pereira

    tempo fa in un blog ho detto che il fenomeno Berlusconi era da considerarsi transitorio e che gli italiani, avendo digerito di tutto, avrebbero digerito anche questo.
    Devo dire onestamente che mi sbagliavo.
    Berlusconi non ha molto davanti a sè , ma il modello Berlusconi,purtroppo, ha bisogno di molto tempo per essere superato.
    Il modello è del tipo: ho successo, dunque sono!
    Oppure: non importa per cosa lotto, basta che ho un ruolo riconosciuto!
    Oppure: non importa cosa dico:basta che io faccia colpo!