imagesMettiamo un qualche punto fermo?
Punto uno: gli esseri umani non sono tutti uguali. Il loro valore è uguale, ma loro/noi, gli esseri umani, sono uomini o donne, giovani o vecchi, deboli o forti, sani o malati, ignoranti o acculturati, scaltri o ingenui, ecc.
Punto due: la costruzione delle forme sociali avviene in una costante dialettica tra l’aspirazione ad annullare i vantaggi/svantaggi derivanti dalle diversità e la tentazione di aumentare i vantaggi a favore di chi già li ha.
Punto tre: nella sua forma più nobile il pensiero politico si può, molto grossolanamente, schematizzare in:
a – una corrente che pensa che concedendo maggiori vantaggi e libertà a chi è già forte e capace si possa “liberare” la forza creatrice che porterà progresso e benessere per tutti:
b – una corrente che pensa che il miglioramento della società nasca in primo luogo dall’attenzione ai bisogni dei più deboli e dal loro inserimento nella dinamica produttiva e sociale.
La prima corrente di pensiero si definisce “di destra”, la seconda “di sinistra”.

Punto quattro: nella loro forma più nobile, sia destra che sinistra proclamano la necessità di leggi che proteggano gli esseri umani dai soprusi e dalla violenza e invocano il rispetto della legalità. Entrambe circoscrivono il ricorso alla violazione delle leggi ai momenti “rivoluzionari”, impegnandosi in tutti gli altri momenti alla eventuale modifica della legge.

Orbene, in Italia è presente (più che in ogni altro Paese civile) una forte componente di politicanti ignobili (non nobili) che pospongono l’interesse collettivo al proprio interesse personale o delle loro “famiglie”. Questa presenza, molto forte da sempre, ma diventata preponderante col craxiberlusconismoBerluscraxi, impedisce che si possano fronteggiare in modo aperto e corretto i due schieramenti più “classici” (destra e sinistra).
In questo senso potrebbe aver ragione chi sostiene che non esiste differenza tra destra e sinistra, l’unica differenza accettabile diventando quella tra portatori di interessi nobili o ignobili.
Se non fosse che chi, in nome di interessi nobili o ignobili che siano, impedisce il governo delle cose produce una condizione oggettivamente di destra: una specie di giungla sociale ed economica che favorisce i più forti. Sono gli individui e le classi sociali più deboli che hanno più bisogno di controbilanciare la propria debolezza con la forza dello Stato.

Leggere (ma anche solo “orecchiare”) i discorsi tenuti alla Camera e al Senato dai due neo-presidenti (Boldrini e Grasso) e riflettere su quelli che presumibilmente sarebbero stati pronunciati da presidenti di destra (Schifani in primis) aiuterebbe a capire che esiste ancora una differenza in Italia tra destra e sinistra e che schierarsi con l’uno o con l’altro, o non schierarsi affatto, non è per nulla la stessa cosa.
Onore al Movimento 5 Stelle che ha costretto il centro-sinistra a non presentare candidati di apparato, ma due persone dal curriculum e storia personale di profilo altissimo.
Vergogna a Grillo che non riconosce il merito del cambiamento che lui stesso sta contribuendo a costruire e minaccia scomuniche e cacciate (altre si sono verificate in passato) degne di altri “credi” e di altri “padroni”.

Berlusconi ricalca il copione de Il caimano, rivendica a sé il ruolo di Presidente della Repubblica (salvataggio definitivo da tutti i rischi processuali) e minaccia, sempre più ferocemente, rivolte di piazza.

[youtube AXMezbDSSrM 580]

Ciò che nemmeno Nanni Moretti aveva previsto è che ad aiutare (magari involontariamente) i piani del feroce rettile potesse comparire qualcuno a cui saltasse il grillo di fare la locusta che tutto si divora.

greciareeFacciamo attenzione: se l’eversione delle elite si dovesse sposare con la rabbia sociale dettata dalla disperazione, quel poco che resta di convivenza civile nel nostro disgraziato Paese andrebbe in pezzi e ogni scenario, anche il più drammatico, diverrebbe possibile. Il pensiero corre immediatamente alla Grecia, ma non alla situazione attuale, a quella del 1967. La storia non si ripete (non nelle stesse forme almeno) ma le tragedie, a volte, sì.

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rosa
rosa
27 Marzo 2013 09:29

Occorre conoscere che impeachment sia il Trattato di Lisbona, la perdita di sovranita’ nazionale, che non tutti i Paesi membri hanno sottoscritto, noi sì, cosa si celi dietro la BCE, i poteri della Commissione europea, la nullita’ del detto Parlamento, e come sia mutata la finanza dagli anni novanta.
Democratura in sociologia….strangolamento dei popoli, in silenzio assenso dei consociativi.

mariateresa
mariateresa
27 Marzo 2013 01:11

NELL’ANALISI MI SEMBRA MANCHI LA PRESENZA DEI GRANDI FATTORI ECONOMICI E FINANZIARI CHE DETERMINANO MOLTE CRISI E MOLTE SCELTE NEI DIVERSI PERIODI STORICI. MANCA L’ANALISI DEI COMPORTAMENTI SOCIALI PER I QUALI IL CAPRO ESPIATORIO SALVA TUTTI E PER TUTTI PAGA. VORREI RIFLETTERE PROPRIO SUL FATTO SOCIOPOLITICO ESPULSO CRAXI ABBIAMO DAVVERO UN PAESE PIù PULITO ? POLITICI E CITTADINI MIGLIORI? SERVIZI PIù EFFICIENTI?IO PARTIREI DA ALLORA AGGIUNGENDO LE OPERAZIONI FINANZIARIE CHE IN SHOCH ECONOMY LA kLEIN AVEVA PREDETTO. lA GRECIA DI OGGI E’ RIDOTTA COME DOPO UNA GUERRA UNA GUERRA ECONOMICA E SENZA BOMBE , MA GUERRA è. ESITO DI UN… Leggi il resto »

rosa
rosa
23 Marzo 2013 19:30

Ci sta anche altra via…..questa…verita’ e’ bellezza, bellezza e’ verita’….scriveva Jhon…

Il poeta suggerisce il proprio epitaffio

«Per aver mentito tanto si guadagnò un cielo
meschino, da rifare tutti i giorni.
Per aver tradito perfino il tradimento, lo amava
la gente perbene.
Esigeva virtù che non offriva
e sorrideva perché se ne dimenticassero.
Non visse. Lo vivevano, un corpo spietato
e una cagna assetata, Intelligenza.
Per non aver creduto in altro che nella bellezza, fu
un rifiuto tra i rifiuti,
ma guardava ancora il cielo.
E’ morto, per fortuna. Ce ne saranno
altri come lui».

Julio Cortázar, “Ultimo round”.

Gaioing
Gaioing
23 Marzo 2013 14:32

@Norman In un interssante dibattito tenuto stamattina a Omnibus (LA7),presente il Presidente della Provincia PU Matteo Ricci, è emerso chiaramente un nuovo scenario : non “destra o sinistra” ma modello “a bassa o ad alta crescita”.Ne hanno parlato due giornalisti ospiti, non certo Matteo Ricci. Ricci, a sentirlo parlare, mi ha ricordato i suoi proclami sulla “provincia bella e felice” di inizio mandato, mentre ora la Provincia di PU è tristemente in panne, ma , ancora di più, mi ha colpito il suo rigido inquadramento nello schema Bersani, che viene pure definito “il muro di Bettola”. Sarà forse per questo… Leggi il resto »