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Gli ultimi giorni di Silviescu?

Berlusconi alla frutta.Sarà il peso dell’età, ma ho la sensazione che stiamo vivendo giorni di fibrillazione, di tensione così alta da essere fuori dall’ordinario. Mi accorgo che gli eventi significativi intorno alla figura del premier si accavallano con una velocità molto superiore alle mie capacità di commentarli e questo è un segnale inequivocabile. Forse stanno venendo al pettine (detto senza ironie) tutti i nodi, o meglio tutti i trucchi, che egli è andato seminando in questi anni nel rapporto con troppi interlocutori.

Fatto sta che oggi avrei da raccontarvi l’ennesimo incontro umiliante con cittadini europei non italiani (spagnoli, nella fattispecie) ma preferisco segnalare una chicca veramente geniale da parte della direzione di Rai 3.

Sapete che ieri sera Berlusconi ha fatto cancellare dai palinsesti sia Ballarò (Rai 3) che Matrix (Canale 5) perché facevano ombra alla cerimonia officiata da Vespa in prima serata sulla consegna delle prime villette in Abruzzo. Una mossa da fare invidia a Ceausescu.
Sono sicuro che Berlusconi avrà tentato anche di spostare le partite di Milan e Juve, ma probabilmente la Uefa ha glissato…

Ebbene, la direzione della rete 3 ha tirato fuori dal cilindro una pensata davvero notevole e raffinata. Infatti ha rimpiazzato il censurato numero di Ballarò con un bel film storico dal titolo LA CADUTA – GLI ULTIMI GIORNI DI HITLER.
Geniale.

Consiglio a Silviescu di usare – una tantum – i suoi super attivi genitali (ammetto un po’ d’invidia in questa battuta) solo per toccarli da sè, a mo’ di scaccia sfortuna, perché questa gliel’hanno proprio tirata, e con grande maestria.

Pereira

Pereira

348 articoli su Radio Pereira. <a href="https://radiopereira.it/io-sono-pereira/"><strong>Della prima parte della mia vita</strong></a>, molti di voi già sapranno grazie ad Antonio Tabucchi, della seconda invece pochi sanno. Per carità, non che ci sia molto da dire ma visto che i ragazzi della redazione insistono... Venni qui dopo un lungo peregrinare da un paese all’altro, fuggendo da quel paese senza libertà che era diventato il mio paese, il Portogallo, negli anni ‘30. Arrivai subito dopo la guerra e mi trovai così bene da decidere di rimanere. La gente allora era accogliente, nel paese si respirava – grazie al clima di dopoguerra – una voglia straordinaria di fare, di ricostruire e anche io diedi il contributo. Oggi si direbbe che lo diedi da “straniero”, da “migrante”. Ma ero poi così straniero, cioè “estraneo” a questo paese? forse no, visto che sono ancora qui e considero questo paese come l’altra mia patria. <a href="https://rp.liberstudio.com/2008/07/25/il-cantante-vasco-e-la-questione-dell%E2%80%99identita/"><strong>Vedi anche questo post</strong></a>

2 commenti

  1. Caro No-r-Way
    onestamente Le dirò che non mi sono sentito offeso, ma non per modestia, più semplicemente mi è accaduto di sentirmi invaso da un’enorme tristezza, un dispiacere indicibile. E’ difficile per chi ha un forte senso dello Stato repubblicano accettare l’idea che esistano dei ministri capaci di usare un linguaggio di questo genere.
    A quella tristezza ha contribuito anche un’altra considerazione che rappresenta per me un vecchio pallino, il riscontro che in Italia non sia possibile un confronto fra una destra e una sinistra capaci di condividere delle regole di dignità da rispettare in tutti i casi. Il fatto che tanti cittadini ed elettori di destra abbiano sghignazzato invece che insorgere con un pensiero di censura verso quei modi mi lascia poche speranze di un futuro onorevole per questo paese.

  2. Caro Pereira, ho l’impressione che il buon vecchio Brunetta si rivolgesse anche a lei durante le sue esternazioni sull’ elite di merda. Sento una necessità, per così dire fisiologica, di una sua risposta. Fiducioso attendo!