Silviescu come causa e come effetto

Siamo troppo dentro alla realtà quotidiana per renderci conto di cosa sta accadendo in Italia, di cosa sta accadendo a tutti, indipendentemente da età, condizione sociale, convinzioni politiche. E’ per questo che si stanno occupando dell’Italia i giornali stranieri, perché da fuori è più facile osservare un fenomeno che da dentro.
Mai prima d’ora in un paese occidentale è accaduto che una sola persona avesse – per il sommarsi di potere politico, economico, mediatico e per una oggettiva disponibilità tecnologica di diffusione delle informazioni – tanta capacità di influenza e invadenza nei confronti del mondo economico e culturale di un paese.
Mai prima d’ora una persona è stata così presente nello stesso momento in tanti aspetti della vita di una nazione.
Questo spiega perché mi occupo così spesso degli effetti perversi di quella invadenza che rende questo paese così poco somigliante a una democrazia.

Oggi mi occuperò in particolare di uno di questi effetti, che come sempre è solo una parte nella quale però si possono scorgere i riflessi del resto, come quando si guarda una palla decorativa per l’albero di Natale e ci si vede riflesso il resto della stanza.

Ebbene, qualche giorno fa una lettrice che si firma LaRicercatrice scriveva
“…gli effetti devastanti che lo sfruttamento dell’immagine femminile ha avuto sulle donne stesse. Perché nessuno parla di questo sfruttamento? Ridurre ad una macchietta porno la donna per rendere redditizia la TV commerciale?”

LaRicercatrice – che ringrazio – mi fa riflettere sul dibattito fra coloro che sostengono che Silviescu sia il responsabile (attraverso l’uso della tv commerciale) del clima denunciato da LaRicercatrice e coloro che dicono invece che egli altro non sia che la cartina di tornasole di una cultura non generata da lui e nella quale tanti italiani sguazzano.

Queste due fazioni si dividono quindi fra chi dice che egli è causa e altri che sostengono che sia solo un effetto.
Penso che da questa disputa non si esca se non assumendo entrambe le letture come co-agenti. Silviescu ha portato il suo sguardo sul mondo dentro le sue tv, ha fatto un marchio di fabbrica del tema della donna come essere che ha senso solo in funzione di un utilizzatore finale, termine non a caso usato in piena buona fede dal suo avvocato.
In questo senso è stato indubbiamente causa.
Rosi Bindi.Ma… che dire del fatto che quando parla in certi termini delle donne, di tutte le donne (ultima raccapricciante puntata le offese a Rosy Bindi) non viene sommerso da una valanga di critiche in cui non si distinguano quelle degli avversari politici da quelle di elettrici ed elettori del suo partito?
In questo senso Silviescu è evidentemente un effetto, nel senso che fin dal suo debutto ha trovato un terreno evidentemente solidale con le sue aberrazioni e incapace di una riflessione critica.

Vedi “Il principio di causalità“.

Pereira

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