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Omaggio ai diari di provincia

Icrocio di carrozzine.Camminavo, sorretto da nessuno se non il mio bastone, quando davanti ai miei occhi si è materializzata un’immagine ricca di spunti: l’incrocio di due carrozzine spinte da badanti lungo il marciapiede.
La lentezza senile mi ha impedito di prendere in tempo il telefonino, così nell’istantanea realizzata, il secondo piccolo equipaggio rimane sullo sfondo… ma il caso è stato benigno, offrendomi un regalo.
Neanche l’avessi fatto apposta, mi ha omaggiato di quella pubblicità alla fermata del bus.

Anche questa è la provincia italiana di oggi. La storia spinta in carrozzina e badata da una ucraina con due lauree e i nostri ragazzi – molti dei quali figli apatici di una borghesia ignorante, sazia e impaurita – promossi solo grazie al Cepu.

Pereira

348 articoli su Radio Pereira. <a href="https://radiopereira.it/io-sono-pereira/"><strong>Della prima parte della mia vita</strong></a>, molti di voi già sapranno grazie ad Antonio Tabucchi, della seconda invece pochi sanno. Per carità, non che ci sia molto da dire ma visto che i ragazzi della redazione insistono... Venni qui dopo un lungo peregrinare da un paese all’altro, fuggendo da quel paese senza libertà che era diventato il mio paese, il Portogallo, negli anni ‘30. Arrivai subito dopo la guerra e mi trovai così bene da decidere di rimanere. La gente allora era accogliente, nel paese si respirava – grazie al clima di dopoguerra – una voglia straordinaria di fare, di ricostruire e anche io diedi il contributo. Oggi si direbbe che lo diedi da “straniero”, da “migrante”. Ma ero poi così straniero, cioè “estraneo” a questo paese? forse no, visto che sono ancora qui e considero questo paese come l’altra mia patria. <a href="https://rp.liberstudio.com/2008/07/25/il-cantante-vasco-e-la-questione-dell%E2%80%99identita/"><strong>Vedi anche questo post</strong></a>